Banca Marche, nominati gli advisor
Incarico a Imi e Unicredit

La scelta dei commissari Feliziani e Terrinoni in vista dell'aumento di capitale. Il loro compito sarà di quantificare il valore dell’istituto e trovare un partner interessato all'acquisizione. Intanto il Gruppo Intesa svaluta di un euro le azioni in suo possesso
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Banca_Marche_Jesi (4)di Marco Ricci

Sono Banca Imi e Unicredit i due advisor nominati da Banca Marche in vista dell’aumento di capitale e dell’ingresso di nuovi soci nella compagine azionaria. Banca Imi in particolare è la merchant bank del gruppo Intesa-Sanpaolo, il quale al momento detiene il 5.84% del capitale dell’istituto marchigiano. La notizia che molti aspettavano è dunque arrivata, dopo le ultime dichiarazioni dei commissari Feliziani e Terrinoni che avevano dichiarato come Banca Marche avesse raggiunto il proprio equilibrio e fosse pronta a mostrare i suoi conti.

La scelta come advisor dei due importanti gruppi bancari nazionali da una parte allontana Mediobanca che era stata incaricata nel 2013 di seguire l’aumento di capitale allora stimato in 300 milioni, dall’altra – pur  non mettendo completamente fuori gioco la cordata locale guidata dall’avvocato recanatese Paolo Tanoni – sembra allontanare il pallino dalle Marche per farlo scivolare verso una soluzione di sistema.

Su quali siano adesso le cifre in gioco per l’aumento di capitale non c’è ovviamente certezza, sebbene si possa ipotizzare che i famosi 500 milioni di euro di cui parlò Rainer Masera al momento delle sue dimissioni da presidente di Banca Marche potrebbero non bastare più. La pesante situazione di Medioleasing, infatti, non può che essersi ripercossa anche sulla capogruppo, in particolare per via dei flussi di liquidità che da Banca Marche erano diretti sulla controllata per permetterle di operare.

Nei giorni scorsi, intanto, il gruppo Intesa-Sanpaolo ha svalutato nel bilancio consolidato 2013 di 72 milioni di euro le proprie azioni Banca Marche, milioni a cui se aggiungono ulteriori 12 dovuti all’altra svalutazione effettuata nel 2012. Stando all’evidendenza che il gruppo Intesa-Sanpaolo possiede circa 74 milioni di azioni dell’istituto marchigiano, ciò significa che il valore di ogni singola azione BM è stato ridotto di poco più di un euro in due anni, un brusco abbassamento che ha fatto saltare sulla sedia molti azionisti. Intesa però non ha dichiarato a quale valore siano adesso iscritte a bilancio le azioni Banca Marche e uno dei pochi dati pubblici proviene dal lontano 2003, quando Sanpaolo-Imi entrò nella compagine sociale dell’istituto marchigiano acquistando il per 92 milioni di euro il 7% delle azioni, valutate singolarmente ad 1.77 euro. Si può forse ipotizzare che la drastica svalutazione di questi due anni sia in parte dovuto a un possibile alto valore di carico per le azioni Bm, seppure queste non siano altro che ipotesi.

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