BdM, Goffi placa gli animi:
“Segnali confortanti dal Piano”

Il dg ha scritto a manager e direttori di filiali, segnalando risultati positivi sul fronte dei costi amministrativi, della gestione degli incagli, e della stabilizzazione del portafogli crediti. Il blog di Grillo si occupa dell'istituto marchigiano e si attribuisce il merito di averne reso nota la situazione finanziaria
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Luciano Goffi, direttore generale di Banca delle Marche

NELLA CONFUSIONE GENERALE L’OTTIMISMO DI GOFFI – Che in Banca Marche sia in atto ormai da mesi un vero terremoto è evidente e le scosse più intense sembrano quelle che in questi giorni stanno scuotendo l’istituto e tutti i protagonisti del passato, del presente e del futuro della vicenda. Ieri nel quartier generale di Fontedamo si è consumata l’ennesima scena di confusione totale con il rinvio della discussione del Piano industriale, in attesa di conoscere i risultati della semestrale che orienteranno le scelte del Cda e detteranno le misure degli interventi. La revisione del Piano Industriale sarà portata a termine nella seduta del cda del 1 agosto proprio sulla base dei risultati dei risultati gestionali del primo semestre. Intanto Il direttore generale Luciano Goffi interviene per salvare il salvabile e rassicura i dirigenti e i 312 direttori di filiali con una lettera in cui parla di  segnali ”confortanti” sul fronte dei costi amministrativi, della gestione degli incagli, e della stabilizzazione del portafogli crediti per Banca Marche. Nella missiva il dg analizza i primi risultati del Piano industriale 2013-2016 approvato lo scorso aprile. Scrive Goffi: ”Le attività previste dal Piano (i cosiddetti ‘cantieri’) sono tutte avviate e condotte con grande impegno sia dalle strutture centrali che dalla Rete, con il supporto tecnico di Bain & Co.; i primi risultati che si stanno producendo – in primis sul fronte dei costi amministrativi e della gestione degli incagli – sono assai confortanti. Si cominciano anche a scorgere chiari segnali di stabilizzazione del portafoglio crediti. E inoltre gli accantonamenti che si sono resi necessari nel primo semestre riguardano per almeno due terzi posizioni già note e già in precedenza classificate; è minoritaria quindi la quota di tali rettifiche generata da nuove posizioni deteriorate. E’ una prima importante conferma dell’accresciuta capacità del Gruppo di governare il rischio di credito. Mi piace anche segnalare che la raccolta diretta è cresciuta nel primo semestre di oltre 1 miliardo (sia sul canale on line che sulla rete tradizionale), contribuendo a normalizzare ulteriormente il gap tra raccolta ed impieghi. Sono tutti segnali che confermano che l’Azienda – pur in un contesto interno ed esterno difficile – sta reagendo, si sta attivando con forza, sta dimostrando che le cose da fare, pur impegnative, sono possibili”.
Sulla revisione del piano, Goffi precisa che ”il quadro generale in cui ci troviamo a operare rende necessario accelerare e rendere piu’ incisive determinate linee di intervento, in particolare in tema di semplificazione ed efficienza organizzativa, revisione processi, recupero crediti, modello distributivo. Nella seduta di ieri, 25 luglio, sono state pertanto individuate alcune tarature degli obiettivi e in concomitanza con il successivo esame delle risultanze gestionali del primo semestre, il Consiglio potrà approvare definitivamente la revisione del Piano anche nelle sue proiezioni economiche”.

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La deputata del M5S Donatella Agostinelli

ANCHE IL MOVIMENTO 5 STELLE SI ACCORGE DEL CASO BANCA MARCHE – Se nei primi mesi del 2013, l’attenzione mediatica nazionale e internazionale è stata tutta per Monte dei Paschi di Siena, ormai da tempo anche le vicende di Banca delle Marche vengono seguite costantemente. Solo oggi se ne è accorto Beppe Grillo che nel suo blog pubblica un post di Sergio Di Cori Modigliani dal titolo “Il collasso di Banca delle Marche” in cui il M5s si arroga il merito di aver portato alla luce la reale situazione dell’istituto. “Ieri, giovedì 25 luglio, facendo seguito alla decisione di Standard & Poor’s, l’intero mondo finanziario internazionale sta dando l’ordine di non investire in Italia per via delle banche. Esattamente l’opposto di quanto ci sta dicendo il governo. Il caso estremo che sta sul tavolo dei politici, in questo momento, è la Banca delle Marche, una delle più solide (un tempo) banche italiane e polmone finanziario della regione più industriosa d’Italia, un tempo roccaforte prima del PCI, poi dei DS e infine del PD che nel 2008 aveva ottenuto il 37% dei voti. Ma alle ultime elezioni, il collasso elettorale. Il M5S diventa primo partito con più del 30%. E i deputati eletti in regione si rimboccano le maniche e cominciano a lavorarci su. E così, grazie al loro impegno veniamo a sapere la reale situazione delle Marche». Secondo l’articolo, il merito sarebbe tutto della deputata Donatella Agostinelli, eletta nella circoscrizione Marche, che ha denunciato la reale situazione finanziaria. “La Banca delle Marche – conclude –  ha sei giorni di tempo per trovare 80 milioni di euro, altrimenti verrà commissariata: una mannaia per l’intera regione. Dal tesoro neppure una parola, da parte del governo neppure. Le fondazioni che la reggono non hanno più soldi perché il PD ha perso le elezioni e quindi le clientele si sono assottigliate. Non ci sono più santi in paradiso a provvedere. Non soltanto non pagano le aziende, ma siamo arrivati al vero parossismo: le banche chiamano gli imprenditori che loro hanno favorito per malleveria politica e chiedono loro di versare dei soldi per salvare le banche: un vero delirio. Sono le aziende che adesso vengono ricattate dal sistema bancario; una follia finanziaria tutta italiana. La nostra classe politica pensava che “i mercati” non se ne sarebbero accorti. Ecco che cosa sta accadendo nella Regione Marche. Se volete avere dei dettagli specifici mettetevi in contatto con gli onorevoli Andrea Cecconi, Patrizia Terzoni e Donatella Agostinelli”.

CGIL: “NO ALLO SMANTELLAMENTO, SI’ AL RILANCIO” –   «Non vogliamo un Piano Industriale fatto solo di tagli e di Sacrifici», spiegano Fisac e Cgil in un comunicato «vogliamo un vero progetto di rilancio e di riorganizzazione della Banca e solo a queste condizioni siamo disposti a investirci». Questo il messaggio lanciatoall’indomani del rifiuto da parte di Banca Marche di partecipare al tentativo di conciliazione presso l’Abi I rappresentanti dei lavoratori fanno il punto sulla situazione anche alla luce degli esiti dell’incontro con Rainer Masera. «Occorre tutelare i livelli occupazionali del gruppo con particolare riferimento ai presidi territoriali oggi esistenti, perché da qui si vede se veramente c’è un progetto oppure no capace di evitare rischi peggiori per le prospettive future della Banca”. I sindacati bocciano un progetto che ridimensioni la Banca. « I problemi ricrescerebbero un minuto dopo – dicono la Fisac e la Cgil – perché dopo la diminuzione del fabbisogno di capitale e la eventuale plusvalenza avremmo una struttura sbilanciata con gravi possibili danni per le nostre direzioni, per tutti i Lavoratori, per il territorio e per le Aziende che da noi traggono linfa vitale ». I sindacati aziendali, unitariamente, hanno chiesto pertanto l’immediata sospensione di tutte le iniziative aziendali collegate alla realizzazione del prossimo piano industriale. «Non è tollerabile infine – concludono la Fisac e la Cgil – che venga chiesta in ogni comunicazione la condivisione dei Lavoratori e poi convocata sempre prima la Conferenza Stampa rispetto all’incontro coi Sindacati. La Fisac e le altre OO.SS. aziendali si vedranno Lunedì 29 alle 10 per decidere unitariamente le azioni necessarie per affrontare questa situazione sempre più delicata ».

 SODDISFAZIONE DEI CLIENTI – Tra i tanti problemi da affrontare, Banca Marche non trascura la customers satisfaction. Sembra infatti che i una società romana specializzata in sondaggi e incaricata dalla banca stia contattando i clienti per chiedere il loro grado di soddisfazione. Chissà che il marketing non indichi la giusta strada finanziaria.

AGGIORNAMENTO DELLE ORE 19 –  La direzione generale, dopo aver rassicurato le risorse interne, ha deciso di rivolgersi anche ai clienti dell’istituto e lo ha fatto sfruttando il suo sito internet dove, in home page, è comparso il messaggio di Goffi: «Da tempo Banca Marche è oggetto di una sovraesposizione mediatica che tende a descrivere, spesso con toni allarmistici e ingiustificati, la situazione di quella che è la principale banca del Territorio marchigiano (dove ha quote di mercato superiori al 20%) e che vanta presenze significative in altre importanti aree del Centro Italia. Una banca forte dei suoi 3.200 collaboratori, dei suoi 550.000 clienti e del suo radicato rapporto con il Territorio. Con la chiusura del bilancio 2012 – che come è noto ha esposto una perdita consolidata di 527 milioni – la Banca ha realizzato un’operazione di totale chiarezza sui propri conti, ponendo in piena luce i rischi di credito, che dopo anni di intensa crescita dei volumi di impiego, hanno risentito degli effetti del prolungato periodo di recessione che ha colpito in particolare il settore immobiliare e più in generale l’economia italiana. Ad oggi i crediti a rischio sono coperti da adeguati fondi accantonati, allineati alle medie del Sistema bancario italiano. I suddetti accantonamenti – necessari per fronteggiare le eventuali perdite future – hanno determinato il risultato di bilancio sopra indicato e quindi la necessità di procedere con un significativo aumento di capitale, il cui progetto è stato comunicato al mercato nel corso del mese di giugno e che andrà a realizzarsi entro il corrente anno.

Sotto il profilo della liquidità la Banca rispetto al giugno del 2012 ha notevolmente migliorato la propria struttura dell’attivo e del passivo, anche grazie ad una rilevante crescita della raccolta da clientela, evidenziando ora il pieno equilibrio finanziario. Il finanziamento a suo tempo ottenuto dalla BCE è ben coperto da riserve liquide o in titoli dello Stato italiano prontamente utilizzabili. Il Piano Industriale varato dal Gruppo ha avviato numerose iniziative, tutte in corso, volte ad aumentare l’efficienza organizzativa, ridurre i costi, migliorare i livelli di servizio verso la Clientela e quindi a riportare entro breve la redditività aziendale sui livelli medi di sistema.

La Banca si trova quindi in una fase di transizione complessa – aggravata anche dal contesto economico avverso in cui vive il Paese e quindi anche l’intero Sistema Bancario – dalla quale è in grado di uscire autonomamente in un ragionevole lasso di tempo, con il sostegno dei propri azionisti, dei propri Collaboratori e di un Territorio fatto di imprese e famiglie con le quali la Banca intende mantenere il forte e costruttivo legame di sempre.

Per qualsiasi informazione ulteriore rivolgetevi pure con fiducia al Direttore e al Personale della vostra filiale o ai nostri call center, che saranno ben lieti di porsi al vostro servizio per fornirvi con chiarezza e semplicità qualsiasi utile chiarimento.

 



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