Maximulta alla Bcc: “Sanzione abnorme, faremo ricorso”

La dirigenza precisa che si tratta di una contestazione del 2008: "Somme accantonate in bilancio per la copertura". L'esercizio 2012 chiude con una perdita di 2,7 milioni di euro
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Il presidente Alberto Niccoli

Il presidente Alberto Niccoli

La Banca di Credito Cooperativo di Recanati e Colmurano dopo la notizia (leggi l’articolo) della maximulta inflittale dalla Guardia di Finanza spiega la vicenda con un  comunicato stampa precisando che la contestazione risale al 2008 per operazioni effettuate tra il 2005 e il 2006 e tutte le coperture in bilancio sono state predisposte. Sull’entità della multa si sta predispondendo un ricorso:

“La B.C.C. di Recanati e Colmurano intende fornire un’ adeguata informativa circa la  contestazione in materia di antiriciclaggio ai sensi del D.Lgs. n. 231/07. Nello specifico, in data 7/5/13, il Ministero delle Finanze, con decreto non definitivo, ha irrogato alla Banca una sanzione amministrativa pecuniaria di € 1,5 milioni circa, a definizione di una contestazione, risalente all’anno 2008,  per mancata segnalazione di operazioni sospette compiute  da un cliente, in un arco temporale compreso tra il mese di luglio del 2005 ed il mese di ottobre del 2006. A fronte della suddetta contestazione, la Banca  aveva già effettuato, negli anni scorsi, uno specifico accantonamento prudenziale al Fondo Rischi ed Oneri del bilancio, pari ad € 314 mila circa. Tale accantonamento era in linea con quanto di norma effettuato nella prassi  per analoghe fattispecie di contestazione. La società di revisione Deloitte&Touche spa,  in sede di certificazione del bilancio, non aveva formulato  alcuna osservazione in merito. In seguito al decreto del Ministero delle Finanze del 7 maggio u.s., benché lo stesso non sia ancora definitivo, la Banca ha aumentato tale accantonamento  fino ad un importo corrispondente alla sanzione comminata, pari ad € 1,5 milioni. L’ incremento in questione ha generato un “impatto negativo” sul  bilancio d’esercizio del 2012, la cui  perdita si è  attestata ad  €  2,7 milioni (ex € 1,4 milioni). La Banca, assistita dallo  studio legale Bird&Bird di Milano, sta già predisponendo il ricorso avverso il suddetto decreto. A parere dell’Istituto e dello studio legale sopra citato, si ritiene infatti che l’entità della sanzione  sia stata commisurata in maniera abnorme.  L’Istituto lamenta che alcune notizie giornalistiche riportando l’accaduto come se l’evento sia scaturito da un accertamento recente abbiano contribuito, inopportunamente, a screditare la Banca la quale conferma il percorso di risanamento intrapreso, come anche dimostrato dall’andamento gestionale del corrente anno che ha evidenziato, a fine trimestre, un risultato economico positivo. Si sottolinea infine che le procedure di gestione e controllo del rischio antiriciclaggio adottate dalla Banca sono state rafforzate e vengono considerate adeguate.”



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