Gruppo Lanari contro Banca Marche
Prima ordinanza favorevole all’istituto

Il tribunale di Ancona si è pronunciato in via cautelare sul provvedimento d'urgenza presentato dal gruppo edile, respingendo la richiesta di riaprire le linee di credito. L'avvocato Massimo Camiciola ha già annunciato reclamo.
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Il costruttore, Pietro Lanari

Il costruttore, Pietro Lanari

di Marco Ricci

Il giudice Francesca Ercoli con un’ordinanza cautelare emessa pochi giorni fa ha respinto le richieste presentate dal gruppo Lanari sul provvedimento cautelare d’urgenza presentato al Tribunale di Ancona contro Banca Marche e Tercas per il ripristino delle linee di credito prima concesse al gruppo e poi chiuse dai due istituti creando, secondo quanto si leggeva nel ricorso, un’improvvisa mancanza di liquidità al gruppo edile, mancanza di liquidità che avrebbe in seguito portato a “un danno grave e irreparabile”. Il provvedimento, richiesto dall’avvocato Massimo Camiciola, legale del gruppo Lanari, mirava invece al ripristino delle “linee di credito revocate illegittimamente” e, in via subordinata, di interdire a Banca Marche e Tercas dal mettere in esecuzione le fidejussioni rilasciate dai soci. Il gruppo edile aveva anche chiesto al giudice di imporre ai due istituti di credito “il risarcimento del danno pari al danno emergente ed al lucro cessante”, qualora la richiesta di conciliazione non avessero portato a un buon esito.

banca_marche.jpgBanca Marche e Tercas, da parte loro, avevano invece respinto le argomentazioni del gruppo, sostendendo la legittimità del loro operato. Banca Marche, oltre a rilevare una serie di criticità tecnico-formali nelle operazioni, avrebbe sottolineato come l’interruzione delle linee di credito sia invece stata causata  dall’inadempienza del gruppo edile per alcuni scoperti nei confronti dell’istituto di credito, tesi che sarebbe stata accolta dalla giudice Ercoli.

Il Tribunale di Ancona

Il Tribunale di Ancona

Il tribunale di Ancona avrebbe in via preliminare respinto il ricorso d’urgenza anche sul presupposto che le  delibere con cui la banca decise di concedere le linee di credito non avrebbe efficacia esterna, tesi che oggi non ha trovato d’accordo l’avvocato Massimo Camiciola che ha annunciato la presentazione di un prossimo reclamo. “Riteniamo l’ordinanza illegittima – ha affermato Camiciola –  anche perché il tribunale non ha acquisito le delibere di cui si parla. In merito al fatto che le stesse delibera della banca non abbiano una valenza esternza – ha concluso l’avvocato di Porto Recanati – è contraddetto dal fatto che proprio sulla base di quelle delibere il gruppo aveva già ricevuto linee di credito per oltre 150 milioni di euro dei più di 200 milioni concordati, impegnandosi nella realizzazione dei cantieri”. La presentazione del reclamo da parte del gruppo Lanari porterà adesso un secondo giudice del tribunale di Ancona a pronunciarsi sulla vicenda.

Le linee di credito erano state richieste dal gruppo Lanari per quattro importanti operazioni immobiliari riguardanti l’area Sacelit-Italcementi, oggi Borgo delle Torri di Senigallia, l’area Adamo ed Eva di Numana, l’area 5 Camini di Potenza Picena e l’area ex Santa Cristiana di Numana. Progetti per complessivi 288mila metri cubi portati avanti attraverso due diverse società, la Fortezza srl per i primi tre interventi e la Citta Ideale per la sola area dell’ex Santa Cristiana. I legali del gruppo, da quanto si leggeva nel loro ricorso scritto, avevano anche contestato  le successive perizie dell’istituto di credito dove, sempre il gruppo Lanari, il valore del già costruito e il valore commerciale degli immobili sarebbe stato sottostimato.



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