BdM, ancora nebbia sui Della Valle
Goffi consegna ai sindacati il piano

Con il patron di Tod's non si è ancora parlato di cifre. Pochi i commenti alle notizie sugli esposti in Procura. I piccoli azionisti invitano ancora la banca ad un incontro. E tra i sindacati le tensioni si acuiscono ancora
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Diego Della Valle

Diego Della Valle

di Marco Ricci

L’intenzione dei fratelli Andrea e Diego Della Valle di sottoscrivere parte del prossimo aumento di capitale di Banca delle Marche non ha trovato fino ad ora una decisiva conferma.  Sebbene la notizia giri,  al momento si può al massimo  parlare di colloqui di interessamento ma lo scenario non si è però ancora compiutamente svelato, tanto che sarebbe affrettato parlare di esito. Sappiamo di certo che non dovrebbe essere  stata  messa sul piatto alcuna cifra. E’ immaginabile a questo proposito un gioco di equilibrio tra le grandi disponibilità dei due imprenditori marchigiani e quell’idea di “cordata locale” con nessun sottoscrittore in posizione preminente.

Dunque una giornata interlocutoria quella di oggi per Banca delle Marche.  E sono anche pochi coloro che vogliono rilasciare dichiarazioni dopo le novità di ieri. L’opinione pubblica  ha indubbiamente accolto con favore l’iniziativa assunta da Banca delle Marche di presentare esposti alla Procura della Repubblica di Ancona. E’ infatti forte il desiderio di allontanarsi da un passato che ha creato danni enormi all’istituto, non solo patrimoniali ma anche di immagine. E come solo un mese fa venne accolta con favore la nomina di Rainer Stefano Masera alla presidenza della banca, oggi viene ugualmente apprezzata l’azione del direttore generale Goffi mirata ad individuare le responsabilità passate e a fare chiarezza.

Un'assemblea dei piccoli azionisti a Jesi.

Un’assemblea dei piccoli azionisti a Jesi.

Particolarmente soddisfatto si è detto il Presidente del’Associazione dei piccoli azionisti, Bruno Stronati. “Un’iniziativa lodevole – ci ha dichiarato –  con un’aggiunta di trasparenza offerta dal comunicato stampa della banca – in cui di fatto si confermava quanto contenuto nel nostro articolo – che è seguito alle notizie apparse. La direzione ci aveva già accennato dell’esistenza di posizioni strane – ha proseguito rinnovando a Goffi l’invito a proseguire su questa strada, rilanciando inoltre la richiesta a Banca delle Marche di consegnare all’associazione l’analisi legale dello studio Bonelli Erede Pappalardo. “Avevamo chiesto di vedere i documenti e ci è stato riferito che non vi fossero difficoltà. Solo poche settimane fa, il 22 di luglio, abbiamo di nuovo formalizzato al Presidente Masera e al Direttore Goffi la richiesta di un incontro. Rimaniamo in attesa e siamo disponibili a un colloquio.”

Più cautela su quanto emerso ieri traspare dalle dichiarazione dei sindacati. Preoccupati in questo momento del futuro dei lavoratori e del piano industriale, sia la Fabi che la Cgil – pur apprezzando anch’esse il tentativo di chiarezza – si limitano in questo momento a parlare di ciò che concerne il loro ruolo piuttosto che entrare nel merito dei compiti spettanti alla direzione e al Cda della banca. Una preoccupazione comune, la massima tutela dei dipendenti del gruppo, che in questa fase sta però creando tensione e divisione.  Se solo pochi giorni fa a dividere era stata la sollecitazione del segretario regionale della Fiba-Cisl Giovanni Gianuario in merito alla necessità di un netto ricambio degli uomini che furono al fianco di Massimo Bianconi, oggi a dividere è la proclamazione dello sciopero indetto per il 30 di agosto da Fiba-Cisl, Fisac-Cgil e Dircredito. La Fabi e la Uilca non condividono infatti, così come hanno espresso in un loro comunicato, “le frettolose forme di mobilitazione che allo stato attuale non darebbero alcun contributo alla trattativa, assumendo i connotati di un inopportuno e inutile atto dovuto.”

Il direttore generale Luciano Goffi

Il direttore generale Luciano Goffi

Fabi e la Uilca hanno inoltre ironizzato  su una comunicazione della Fiba-Cisl che dovrebbe essere stata inviata via email agli iscritti e in cui ci si riferisce con ogni probabilità alla mancata consegna ai sindacati del piano industriale da parte di Luciano Goffi. Invio che invece è puntualmente avvenuto. “I lavoratori”, scrivono Fabi e Uilca, “prendono invece atto del rispetto da parte del direttore generale dell’impegno assunto e della disponibilità a ulteriori momenti di confronto da riprendersi subito dopo la pausa estiva.” Luciano Goffi, con una lettera a tutte le rappresentanze sindacali inviata ieri, ha infatti trasmesso il documento contenente  le decisioni strategiche assunte nel Cda del primo di agosto, nonché “le variabili numeriche dalle stesse discendenti. Il documento”, prosegue il direttore generale nella sua lettera ai sindacati, “riporta le azioni già svolte e quelle da intraprendere, con l’indicazione dei responsabili aziendali incaricati di presidiarne la realizzazione.” Goffi ha anche confermato la disponibilità ad ulteriori momenti di confronto dopo la pausa estiva, “da considerarsi preventivi rispetto all’attivazione della procedura ex art.117 del Ccln”, la cui data di avvio cadrà non prima del dieci settembre.

banca_marche.jpgTerminiamo adesso, dopo giornate convulse, con una piccola curiosità che – se letta bene – un suo significato ce l’ha. Perchè poi nulla capita mai per caso. Dopo mesi in cui i comunicati stampa di Banca delle Marche hanno spesso riservato sorprese in pochi casi gradevoli, oggi abbiamo accolto con un minimo di stupore la notizia proveniente dall’ufficio stampa del lancio di una nuova linea di mutui da parte dell’istituto di credito. Mutui per sfruttare i bonus fiscali per la ristrutturazione e la riqualificazione energetica. Un’iniziativa che la banca rivolge non solo ai privati ma anche alle ditte individuali che sostengono spese per ristrutturazione e/o riqualificazione energetica di immobili ad uso residenziale, per le quali è possibile usufruire delle detrazioni. Banca Marche finanzierà fino al 100% dei costi sostenuti per un massimo di 150mila euro. Perché sorpresa? Perchè abituati alle rettifiche sui crediti, agli esiti dei Cda, alle dimissioni, a qualche conferenza stampa rimandata, in qualche modo si torna a parlare delle attività della banca. 

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