BM, quel piccolo tesoretto di partecipazioni in Bankitalia

L'istituto di via Nazionale sta rivalutando le quote del proprio capitale e anche Banca Marche potrebbe avvantaggiarsene in modo consistente. Oggi i sindacati sono stati ascoltati in Regione. Il presidente della III Commissione Fabio Badiali (Pd) annuncia un'altra mozione del consiglio per dare un nuovo mandato a Spacca e Giunta. Per venerdì la Uilca ha indetto una conferenza con il proprio segretario nazionale
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Il Governatore di Banca d'Italia, Ignazio Visco

Il Governatore di Banca d’Italia Ignazio Visco

di Marco Ricci

Banca Marche potrebbe trovarsi in pancia, come ogni istituto bancario che detiene un partecipazione in Banca d’Italia, un piccolo tesoretto. Cinque giorni fa infatti – presumibilmente su invito del governo – Banca d’Italia ha conferito ad un comitato di esperti la valutazione delle quote del proprio capitale posseduto in buona parte da istituti bancari. Attualmente il patrimonio di Bankitalia è suddiviso in 300.000 quote con un valore nominativo di 0.52 euro ciascuna, per un totale di soli 150.000 euro circa. Banca Marche ne possiede lo 0.82%, per complessive 2459 quote iscritte a bilancio 2012 per un valore, valutato al costo, di 6827 euro.

Una cifra risibile rispetto al reale patrimonio di Bankitalia che, dopo anche le diverse sollecitazioni ricevuta da parte degli istituti di credito, via Nazionale andrebbe a rivalutare.   Ma quanto verrà valutata Banca d’Italia e quanto di conseguenza varrà quello 0.82% detenuto da Bdm? Se si immaginasse un valore di 2 miliardi di euro  Bdm si troverebbe in bilancio circa 16 milioni di euro in più. Ma se i miliardi fossero 20, la quota in possesso di Banca Marche salirebbe a 160 milioni. Un valore probabile, ma forse arrotondato per difetto, è intorno ai 6 miliardi di euro. Il cui 0.82% corrisponderebbe per Bdm a 50 milioni.

Le quote in possesso dagli istituti bancari possono essere cedute con il consenso del Consiglio Superiore di via Nazionale e su proposta del Direttorio, ma è la loro iscrizione nel patrimonio a poter offrire una boccata di ossigeno a quegli istituti, come Bdm, attualmente sotto capitalizzati. Le partecipazioni in Banca d’Italia rientrano infatti nel capitale primario della banca, il così detto Tier I. Patrimonio che Banca Marche sta andando ad accrescere con il prossimo aumento di capitale stimato al momento in 400 milioni di euro. Probabilmente non una cifra decisiva quella che interesserà Bdm a seguito della rivalutazione patrimoniale di Bankitalia, ma da un certo punto di vista neppure trascurabile. Il comitato incaricato da Via Nazionale dovrebbe decidere in tempi piuttosto brevi.

Il presidente delle commissione regionale attività produttive, Fabio Badiali

Il presidente delle commissione regionale attività produttive, Fabio Badiali

Oggi le rappresentanze sindacali di Banca Marche Fiba-Cisl, Fisac-Cgil, Dircredito, Fabi e Uilca sono state ascoltate in Regione dalla commissione attività produttive. Invitati da Fabio Badiali, presidente della Commissione, alla presenza del presidente del consiglio Vittorino Sollazzi, i sindacati hanno espresso le loro preoccupazioni per la situazione di Bdm, sottolineando allo stesso tempo però i segnali positivi emersi nell’ultima semestrale. Perplessi per la quantità di accantonamenti effettuati dall’istituto di credito e ritenuta eccessiva a fronte dello stato dei crediti, i sindacati hanno di nuovo espresso la loro preoccupazione per l’eventuale perdita di autonomia che pregiudicherebbe non solo posti di lavoro ma l’intera economia marchigiana. Hanno così di nuovo rivolto un invito alla politica perché faccia la sua parte.

Un invito che, nella parole del presidente Badiali da noi raggiunto telefonicamente, la politica regionale sembra aver accolto. “Dal mio punto di vista”, ci ha detto, “sono fortemente preoccupato, ma i sindacati ci hanno portato una lettura diversa della reale situazione dei crediti deteriorati e degli accantonamenti. Per quanto ci riguarda”, ha proseguito, “la terza commissione proporrà con il consenso di tutti i partiti una mozione consiliare per riportare alta l’attenzione sul caso Banca Marche e per ridare mandato al governatore Spacca e alla giunta regionale per riaprire tutti i canali, dalla dirigenza di Banca Marche a Banca d’Italia, con l’auspicio che quest’ultima operi con uno spirito di garanzia e lealtà verso un istituto di credito. Lavoriamo in sinergia”, ha concluso, “perché quell’istituto che è stato il volano dell’economia marchigiana torni di nuovo a svolgere quella funzione propulsiva per tutto il territorio.”

Maurizio Santini (Cisl), Averino di Marcantonio (Cgil) e

Maurizio Santini (Cisl), Averino di Marcantonio (Cgil) e

L’audizione è stata definita “positiva” da Fiba-Cisl, Fisac-Cgil e Dircredito che, attraverso un comunicato, hanno nuovamente invitato a ricercare strumenti finanziari alternativi all’aumento di capitale, come ad esempi l’emissione dei così detti “Letta Bond” o l’intervento della Cassa Depositi e Prestiti. Infine, le tre rappresentanze dei lavoratori, hanno chiesto “un incontro immediato, attraverso i gruppi consiliari marchigiani, con i parlamentari marchigiani.” La Fabi e la Uilca invece, dopo aver duramente ripreso durante l’audizione le politiche del credito messe in campo dalla dirigenza della banca e non nascondendo la loro preferenza per una soluzione che preveda l’aumento di capitale – pur non nascondendo la loro attenzione a dei possibili bond – hanno rinnovato il loro invito all’unità sindacale. “Tenuto anche conto della non eccessiva distanza di posizione tra le diverse sigle sindacali”, hanno scritto in un loro comunicato, “avevamo proposto a Fiba, Fisac e Dircredito di uscire con una nota unitaria su quanto accaduto stamattina. Come potete dedurre da questa nostra comunicazione a sole due sigle, l’invito è stato cortesemente declinato. Sarà nostra cura”, hanno concluso le due rappresentanze dei lavoratori, “invitare quanto prima ufficialmente le altre OO.SS. ad un incontro che rilanci l’azione unitaria del Sindacato in Banca Marche.”

UilcaPer venerdì mattina alle 12.30 la Uilca ha indetto all’Hotel Europa di Torrette di Ancona una conferenza stampa sulle problematiche di Banca Marche, alla presenza del segretario generale della Uilca Massimo Masi, oltre a quelle di Graziano Fioretti, segretario generale Uil Marche e di Maria Teresa Ruzza della segreteria nazionale Uilca. Il sindacato solo pochi giorni fa aveva nuovamente espresso in un comunicato firmato anche dalla Fabi quanto ribadito oggi in regione. Ovvero le proprie perplessità nei confronti del nuovo management, in particolare rispetto a quelle che viene considerata “la devastante politica posta in essere in tema di accantonamenti a copertura dei crediti deteriorati che ha colpevolmente messo in ginocchio la più grande azienda di credito marchigiana.” Alla direzione della banca viene imputato di aver “riaperto e appesantito consistentemente posizioni già esaminate, nonché l’innalzamento a livelli stratosferici degli accantonamenti sui crediti generici (in bonis). Imputata per Fabi e Uilca anche Banca d’Italia, accusata di “aver gettato benzina sul fuoco mediatico contro la nostra azienda sin dal novembre scorso”, quando il direttore Goffi, a bilancio ancora da definire, convocò una conferenza stampa per annunciare le pesanti perdite di fine anno.

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