Banca Marche secondo il gruppo Lanari
La querela di Fondazione Carima

L'istituzione maceratese ritiene diffamante la ricostruzione presentata dalle società edile al tribunale di Ancona. Franco Gazzani: "Un atto dovuto rivolgerci alla magistratura. In tutta la vicenda reati macroscopici che vanno perseguiti". A giorni lo studio Pozzi depositerà anche l'azione in sede civile contro la PriceWaterhouseCoopers
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L'avvocato Gabriele Cofanelli

L’avvocato Gabriele Cofanelli

di Marco Ricci

La ricostruzione del dissesto Banca Marche presentata dai legali del gruppo Lanari al tribunale di Ancona, e di cui avevamo riportato il contenuto (leggi l’articolo), non è piaciuta alla Fondazione Carima e al suo presidente Franco Gazzani. Dopo aver interpellato i legali e dopo una decisione assunta nel mese di febbraio dal Cda dell’istituzione maceratese, la fondazione ha dato mandato all’avvocato  Gabriele Cofanelli il quale, nei giorni scorsi, ha presentato al tribunale di Macerata una denuncia-querela per diffamazione a firma del presidente Gazzani, intendendo così difendere il comportamento e l’onorabilità della Fondazione e del suo presidente.

Fondazione Carima ritiene infatti diffamante la ricostruzione dei fatti presentata dal gruppo edile che lascia intendere come motivi personali tra il presidente Gazzani e l’ex direttore generale di Banca Marche, Massimo Bianconi, possano aver volutamente creato una situazione tale da nuocere non solo alla banca ma anche ai suoi clienti e ai suoi azionisti.

Il costruttore, Pietro Lanari

Il costruttore, Pietro Lanari

Nell’atto, presentato dal gruppo al tribunale di Ancona e di cui avevamo riportato ampi stralci, veniva  infatti proposta la tesi che la nomina da parte dell’istituzione maceratese di due consiglieri di amministrazione, Giuseppe Grassano e Francesco Maria Cesarini, avesse lo scopo di  “fare le pulci a tutte le pratiche di finanziamento al fine di trovare errori, omissioni, cavilli da segnalare alla Banca d’Italia affinché il direttore generale Bianconi venisse sollevato dall’incarico. Da quel momento – proseguiva la ricostruzione – è iniziato un controllo assillante, ossessivo delle pratiche di finanziamento con le successive segnalazioni alla Banca d’Italia. E subito dopo si sono evidenziati gli effetti”.

L’atto presentato dallo studio Camiciola era stato depositato alla cancelleria del tribunale di Ancona nel novembre scorso, a seguito della decisione assunta dal gruppo edile di ricorrere contro Banca Marche e Tercas per le linee di credito che, sempre secondo il gruppo, sarebbero state prima concesse e poi revocate, creando alle società del gruppo un danno “grave e irreparabile”. Il giudice Francesca Ercoli, dopo l’udienza del 18 febbraio scorso, si è riservata ogni decisione sulla questione, con i legali di Banca Marche e Tercas che avevano invitato il tribunale a respingere il ricorso.

Il presidente di Fondazione Carima, Franco Gazzani

Il presidente di Fondazione Carima, Franco Gazzani

 “Vista la diffamazione di cui ci sentiamo vittima – ha dichiarato Franco Gazzani –  ci è sembrato normale rivolgerci alla magistratura. Ribadiamo il concetto che la Fondazione è parte lesa nella vicenda di Banca Marche e che tutti coloro che sono stati artefici e attori principali dovranno risponderne. Noi crediamo principalmente nella magistratura, visto che a nostro parere vi sono in tutta la vicenda reati macroscopici che dovranno essere perseguiti e sanzionati. Anticipo che nei prossimi giorni avvieremo, insieme ad altri, procedimenti in sede civile per il risarcimento di tutti i danni subiti dalla Fondazione. Venendo alla ricostruzione del gruppo Lanari – ha concluso il presidente di Fondazione Carima – chi vuole davvero sapere quello che è successo in Banca Marche dovrebbe semplicemente leggere i numerosi e dettagliati articoli che proprio Cronache Maceratesi ha scritto in questi anni”.

 

Il tribunale di Macerata

Il tribunale di Macerata

L’interesse principale della Fondazione, ribadito anche con questa azione al tribunale di Macerata e dalle parole di Franco Gazzani, sarebbe dunque quello di puntualizzare come l’istituzione maceratese si sia sempre mossa per tutelare gli interessi propri e della banca, anche tramite il ricorso all’autorità giudiziaria. A giorni lo studio milanese dell’avvocato Pozzi depositerà a nome di Fondazione Carima e di altri azionisti la propria azione contro la PricewaterhouseCoopers (leggi l’articolo), la società di revisione che si era favorevolmente espressa in relazione alle stime sugli utili della banca contenute nei prospetti informativi che avevano accompagnato l’ultimo aumento di capitale dei primi mesi del 2012. Lo stesso avvocato Cofanelli (leggi l’articolo) era stato in precedenza incaricato dalla Fondazione di seguire gli eventuali aspetti penali che potrebbero riguardare la vicenda Banca Marche, dopo l’apertura di un’indagine ancora in corso da parte della procura di Ancona.

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