Inchiesta Banca Marche,
in corso le perquisizioni della Finanza

Nel mirino ex dirigenti e amministratori del gruppo, funzionari e tecnici esterni oltre a una decina di imprenditori sparsi tra Ancona, Macerata, Pesaro, Roma e Sassari. Tra i reati contestati, il falso in bilancio e l'appropriazione indebita.
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di Marco Ricci

La guardia di Finanza – su ordine della procura della repubblica di Ancona – sta procedendo da questa mattina a 27 perquisizioni nei confronti di altrettanti indagati in merito alle indagini che hanno portato al dissesto di Banca Marche. Gli interessati alle perquisizioni, da quanto trapela al momento, sarebbero persone che ricoprivano ruoli dirigenziali e amministrativi nel gruppo. A questi si aggiungerebbero alcuni funzionari e tecnici esterni, nonché una decina di imprenditori operanti nelle province di Ancona, Macerata, Pesaro, Roma e Sassari.

I reati contestati sono di natura societaria e vanno dal falso in bilancio, falso in prospetto e ostacolo alla vigilanza, reati ai quali cui si aggiunge l’appropriazione indebita. Per alcuni indagati la procura avrebbe contestato anche l’associazione a delinquere.

Le indagini, coordinate dalla procuratrice Elisabetta Melotti, sono partite dagli esposti presentati lo scorso anno alla magistratura di Ancona dall’attuale dg di Banca Marche, Luciano Goffi, esposti che che richiamavano l’attenzione dei magistrati su una ventina di operazioni sospette. Gli inquirenti, come noto, hanno goduto inoltre della collaborazione della Vigilanza di Banca d’Italia.

 

(servizio in aggiornamento)

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