Banca Marche, cosa sta succedendo?

LA RICOSTRUZIONE - Il buco di oltre 300 milioni preoccupa e troppi interrogativi restano senza risposte dopo il duro intervento di Bankitalia e il conseguente divorzio dal d.g. Bianconi e dai suoi vice Cavicchia, Giorgi e Vallesi. Fare chiarezza servirebbe anche ad evitare allarmismi: proprio oggi Milano Finanza titola "Una piccola Siena nelle Marche". Il presidente Lauro Costa potrebbe dimettersi
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L'ex d.g. Massimo Bianconi, il vice-presidente Michele Ambrosini, l'attuale d.g. Luciano Goffi e il presidente Lauro Costa

L’ex d.g. Massimo Bianconi, il vice-presidente Michele Ambrosini, l’attuale d.g. Luciano Goffi e il presidente Lauro Costa

di Alessandra Pierini

Ieri, con il licenziamento di Pier Franco Giorgi e Leonardo Cavicchia (leggi l’articolo) che sarebbe comunque andato in pensione a fine anno, si è chiuso un altro atto dell’azione di riassetto manageriale in atto da mesi nella Banca delle Marche e iniziata lo scorso luglio dal direttore generale Massimo Bianconi. Stefano Vallesi era diventato da ottobre direttore della controllata Carilo ma lunedì scorso è stato licenziato definitivamente. L’ultimo dei vicedirettori generali che hanno operato a stretto contatto con il d.g. è Armando Palmieri prossimo al pensionamento che per tre mesi sarà affiancato da colui che sarà scelto come unico vicedirettore generale. Alla riunione fiume del CdA di ieri non erano presenti nè il presidente Lauro Costa, nè il suo vice Michele Ambrosini, ufficialmente ammalati, ma secondo alcuni assenti per prendere le distanze dalla decisione dei licenziamenti.

La revisione del management era stata fortemente auspicata da Bankitalia che già nel gennaio 2012 in una lettera di indirizzo all’istituto marchigiano chiese la sostituzione del direttore generale e l’affiancamento di un vice direttore e segnalò il peso eccessivo dei manager sul CdA della banca, oltre a criticare il collegio sindacale e a chiedere per il nuovo Consiglio d’Amministrazione (rinnovato solo alla fine di aprile). Le operazioni richieste da Bankitalia però furono iniziate solo a distanza di diversi mesi e hanno creato non pochi scontri interni, anche tra le Fondazioni di Macerata, Pesaro e Jesi che controllano il 55,8% della banca.
E’ a questa operazione di pulizia che sarebbero dovute le dimissioni di Giuliano Bianchi, componente del Cda della banca (
leggi l’articolo) poi mai ufficializzate.
Nonostante le chiare indicazioni di Bankitalia che tra l’altro  
non aveva gradito delle operazioni immobiliari familiari (leggi l’articolo) del direttore generale, Massimo Bianconi è stato liquidato con una cospicua buona uscita. Come mai? Quale ottimo lavoro  ha svolto il direttore per meritarlo? Perchè allora tanti dubbi da parte della Banca Centrale?

Intanto continua a gonfiarsi il valore della perdita di bilancio che Banca delle Marche registrerà per la prima volta nella sua storia. Se il primo semestre del 2012 era stato chiuso con un utile di oltre 40milioni di euro, è già stata preventivata una perdita di oltre 300milioni di euro ma bisognerà attendere ancora qualche settimana per conoscere l’importo esatto. Chiunque conosca un minimo di dinamiche economiche si renderà conto che un rosso tanto significativo non può essere accumulato in pochi mesi ma è il frutto di anni di gestione.

Le perdite per centinaia di milioni di euro hanno spinto oggi il quotidiano economico Milano Finanza (in un riepilogo delle notizie già uscite in queste settimane) ad equiparare la Banca delle Marche ad MPS in un articolo dal significativo titolo “Una piccola Siena nelle Marche” in cui si parla del rischio che l’istituto marchigiano perda la sua autonomia e al tempo stesso della necessità dell’intervento di un cavaliere bianco che riduca il peso delle Fondazioni azioniste. A cosa sono dovute perdite tanto significative? Davvero le Fondazioni hanno tanto peso sulle scelte della banca? Sono i manager licenziati i reali responsabili?

Secondo gli esperti le perdite sarebbero fortemente condizionate dalle rettifiche di valore che sono in sostanza somme da mettere in bilancio a fronte di un rischio nella concessione di crediti. Banca delle Marche avrebbe finanziato importanti gruppi immobiliari che per motivi vari tra i quali anche la crisi sono in grossa difficoltà e con i quali dovrà rivedere le condizioni di credito.

Oltre all’ispezione ancora in corso di Bankitalia (gli ispettori dovrebbero uscire la prossima settimana e fare un quadro della situazione), sarebbero anche in corso un’indagine giudiziaria su alcuni clienti dell’istituto e un’indagine interna, voluta dalla presidenza e dalla direzione, sulla gestione degli affidamenti più importanti degli ultimi sei anni. Che cosa si vuole accertare? Quali sono i dubbi?

Fa anche discutere la scelta di vendere le filiali della Banca delle Marche al Fondo Immobiliare Conero per aumentare la liquidità a disposizione dell’istituto. Banca Marche non ha più, in questo modo, il suo patrimonio immobiliare e in futuro dovrà pagare affitti al fondo o a chi acquisterà le sedi. Perchè questa scelta? Quali sono i vantaggi di questa operazione?

In tutto questo, i beninformati parlano anche delle prossime dimissioni del presidente Lauro Costa, vicepresidente nello scorso mandato e già presidente dal 2006 al 2009.

Al momento tuttavia la situazione sembra essere recuperabile, sempre che i principali attori si dedichino completamente alla sopravvivenza dell’azienda e alla tutela del capitale degli azionisti. Quello che turba è la mancanza di trasparenza e comunicazione verso l’esterno. Non c’è disponibilità al confronto da parte dei vertici e le informazioni sono scarse anche verso gli azionisti e i risparmiatori. dall’altra parte emerge una sempre maggiore difficoltà di accesso al credito da parte di micro e piccole imprese che costituiscono il parterre  marchigiano e il fatto di essere una banca a stretto contatto con il territorio di riferimento è stato finora un vanto per Banca delle Marche ma oggi non sembra più così, e proprio in un momento in cui la crisi richiederebbe ancora maggiore presenza, lungimiranza e capacità di gestione.

 

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