BdM, Fondazione Carima si tira fuori
No al prestito di 12 milioni di euro

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Franco Gazzani, presidente della Fondazione Carima

Franco Gazzani, presidente della Fondazione Carima

 

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di Marco Ricci

Il Consiglio di Amministrazione e l’Organo di Indirizzo della Fondazione Carima hanno deciso di non accettare la richiesta pervenuta da Banche delle Marche di sottoscrizione del prestito obbligazionario subordinato. Su un totale di 60 milioni di euro, la Fondazione maceratese si sarebbe dovuta impegnare per 12 milioni. La bocciatura della richiesta di Bdm è stata sostanzialmente unanime, con solo cinque astensioni che – per la modalità di votazione – hanno sostanzialmente il significato di voto contrario.

All’interno della Fondazione Carima ci si è espressi con forte contrarietà sia  nel merito che nel merito della richiesta pervenuta. La somma di 60 milioni infatti sarebbe necessaria a Banca delle Marche per mantenere un Total Capital Ratio superiore a 8% (attualmente è a 8,23). Il prestito dunque coprirebbe una situazione che viene considerata dalla Fondazione maceratese non solo in progressivo deterioramento – e dunque non risolutiva per mantenere l’indice sopra i livelli richiesti – ma anche ampiamente prevedibile. Data proprio la prevedibilità dell’avvicinarsi a questo livello limite del Capital Ratio, data la vicinanza della richiesta con l’importante scadenza del 30 di giugno quando si chiudono le semestrali, gli organi istituzionali della Fondazione Carima non hanno affatto gradito che Banca delle Marche ponesse la  Fondazione con le spalle al muro. Si lamenta infatti che l’email con la richiesta di sottoscrizione sia stata inviata solo il 26 di giugno nonostante la Banca avesse deliberato sei giorni prima. Dunque solo la mattina successiva – mentre già si provvedeva a smobilitare cifre consistenti da alcuni strumenti finanziari – Fondazione Carima ha potuto avere chiarimenti sulla richiesta. Un comportamento stigmatizzato fortemente a cui si aggiunge però un importante punto di merito che ha ulteriormente spinto gli organi istituzionali a rifiutare la sottoscrizione.

Secondo quanto riportato da un parere legale sull’operazione richiesto dalla stessa Fondazione, la sottoscrizione del prestito obbligazionario avrebbe esposto ulteriormente la Fondazione nei confronti di Bdm, con il conseguente rischio di un ulteriore depauperamento del proprio capitale e dunque con una possibile azione di rivalsa sugli stessi membri del Cda e dell’Organo di Indirizzo in caso di perdite dovute all’operazione. Ricordiamo a questo proposito che il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha già invitato le Fondazioni a non esporsi ulteriormente nella Banca marchigiana. In sostanza comunque la Fondazione Carima ritiene altamente rischiosa la sottoscrizione dell’obbligazione.

Da quanto si è venuto a sapere, il prestito obbligazionario di 60 milioni doveva originariamente essere sottoscritto per quaranta milioni tra Intesa-San Paolo e Monte dei Paschi di Siena. Gli ulteriori 20 milioni sarebbero stati suddivisi tra le tre Fondazioni. Il tirarsi indietro di uno dei due maggiori Istituti di credito ha invece portato alla richiesta di 12 milioni rispettivamente alle Fondazioni di Macerata e Pesaro e di 10 milioni a quella di Jesi. Secondo quanto si apprende da un comunicato della stessa Banca delle Marche, Jesi e Pesaro hanno sottoscritto il prestito obbligazionario per un totale di 20 milioni. Dunque un’ulteriore nettissima presa di distanza della Fondazione Carima dalle due consorelle, ma a questo punto anche una censura dell’operato dello stesso Direttore Generale Luciano Goffi.

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L’articolo di oggi pomeriggio: BDM, NECESSITA’ DI PRESTITO IN 24 ORE. GOFFI “GIRO DI BOA CON L’AUMENTO DI CAPITALE”

Le dimissioni di Cesarini, la mancata nomina di Masera a Presidente e le divisioni tra le tre Fondazioni. In corso la riunione degli organi di governo delle tre Istituzioni. Banca Marche necessiterebbe di 70-80 milioni in brevissimo tempo. Il Direttore Generale è comunque fiducioso. Sabbatini (Pesaro): “Adesso armonia e impegno locale”. (LEGGI L’ARTICOLO).

 



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