«Mia moglie è paralizzata
ma voleva andare a votare:
la burocrazia gli ha detto no»
MACERATA - Giusy, 63enne affetta da una malattia neurodegenerativa, si è recata alle urne stamattina accompagnata dal marito Fabrizio. Ma una volta lì, la doccia fredda: «Negli anni scorsi bastava il certificato di invalidità, stavolta ci hanno chiesto un documento che deve essere rilasciato dal medico legale. Ma nessuno ci aveva detto nulla. Mi addolora non essere riuscito ad aiutare mia moglie in una cosa per la quale aveva trovato entusiasmo e che la faceva sentire un po' più normale»

(Foto dai seggi di oggi)
di Marco Pagliariccio
Aveva ritrovato entusiasmo nel voto, nel poter esprimere la sua preferenza per il prossimo sindaco. Ma la burocrazia l’ha stoppata. Giusy, 63enne di Macerata, affetta da anni da una malattia neurodegenerativa, avrebbe voluto recarsi al seggio, accompagnata dal marito, e fare il suo dovere di cittadina. Ma le è stato detto di no.
«Visto che mia moglie non è attaccata a dei macchinari, è paralizzata ma si muove con la sedia a rotelle, l’ultima volta in cui ha espresso la volontà di andare a votare, 2-3 anni fa, semplicemente siamo andati al nostro seggio con il certificato che attesta la sua invalidità al 100% e aveva votato senza problemi – racconta il marito Fabrizio – nelle ultime settimane l’avevo vista molto entusiasta per queste elezioni e ieri mattina ha deciso che avrebbe voluto recarsi alle urne. Memore dell’esperienza di qualche anno fa, mi sono organizzato con badante e personal trainer e stamattina verso le 8 siamo andati a votare».

Ma una volta arrivati al seggio, la doccia fredda. «Il presidente ci ha detto che non bastava il certificato di invalidità, ma serviva un documento rilasciato dal medico legale dell’Ast – aggiunge Fabrizio – ovviamente oggi gli uffici di Piediripa sono chiusi e organizzarsi per andare domani mattina è molto complicato, ammesso che poi riescano subito a visitarla e ad emettere il certificato necessario. Non me la prendo con il presidente di seggio, che applica la legge. Da quello che sono riuscito a capire, un tempo c’era maggiore permissività su queste situazioni, oggi ci sono più rigidità e burocrazia. A me dispiace che nessuno ci abbia spiegato che fosse necessario seguire questo iter e soprattutto mi addolora non essere riuscito ad aiutare mia moglie in una cosa che la faceva sentire un po’ più normale, un po’ più parte della società. Di sicuro per la prossima volta mi organizzerò per tempo e spero che la nostra storia possa aiutare altri a non trovarsi nella nostra stessa situazione».

Sul sito del Comune di Macerata c’è una pagina ad hoc dedicata agli elettori che non hanno la capacità di esprimere il voto in modo autonomo per problemi di tipo fisico e necessitano a tal fine di essere accompagnati in cabina da un assistente di fiducia che provveda a compiere le attività materiali a ciò finalizzate. Gli interessati, per poter ottenere tale agevolazione, devono presentarsi all’Ufficio elettorale del Comune consegnando, oltre alla tessera elettorale e il modulo di richiesta (scaricabile dal sito), anche il certificato rilasciato dal servizio di Medicina legale che dichiari che l’elettore è impossibilitato in modo permanente ad esercitare autonomamente il diritto di voto (l’impedimento deve essere riconducibile alla capacità visiva dell’elettore oppure al movimento degli arti superiori, dal momento che l’ammissione al voto assistito non è consentito per le infermità che non influiscono su tali capacità ma che riguardano la sfera psichica dell’elettore). Il certificato è acquisibile previa visita medica presso l’unità di Medicina legale nella sede dell’Area vasta 3 di Piediripa (via Annibali 31) prenotabile al numero telefonico 0733 2572716 dal lunedì al giovedì dalle 9 alle 12.