San Marino, le banche e le Marche
secondo il professor Tagliaferro

VIAGGIO SUL MONTE TITANO/2 - Il direttore generale della prima banca dell'antica repubblica, già alla guida di Carifac nelle Marche traccia gli scenari del credito regionale: "L'errore di Banca Marche è stato inseguire clientela lontana dagli interessi locali"
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tagliaferro 5di Maurizio Verdenelli

C’è tanta Marche, di questa ‘regione al plurale’ e tanta Macerata nella Repubblica di San Marino. A cominciare dal deputato maceratese Giuseppe Garibaldi, poi cittadino sanmarinese ‘ad honorem’ nel 1861, un mese prima di Abraham Lincoln. L’Eroe dei Due Mondi, inseguito da dodicimila austriaci, sciolse nel convento dei Cappuccini nel luglio 1849 la ‘Legione romana’ costituita con i soldi dei maceratesi di cui era stato ospite nel gennaio. “Dopo aver lasciato scoperto il conto di un mese in albergo –ricorda il delegato sanmarinese per l’associazione ‘Garibaldi’, il maceratese Pietro Pistelli- il Generale era stato fatto alloggiare a spese della comunità in caserma dov’erano poi giunti gli aiuti per la Legione che sarebbe mossa in soccorso della gloriosa Repubblica romana. Tanto che Garibaldi avrebbe dedicato alla città marchigiana la vittoria di San Pancrazio, la prima e l’ultima nella sfortunata difesa della Capitale: un evento che viene annualmente celebrato a Macerata”.

tagliaferro 2A San Marino, lo abbiamo visto nella prima parte di questo viaggio sul Monte Titano, c’è pure e soprattutto un maceratese, originario di Sant’Elpidio a mare, che comanda la Gendarmeria: il generale dei Carabinieri Alessandro Gentili (leggi l’articolo). L’alto ufficiale (nell’Arma ha raggiunto il massimo grado) dopo la lunga esperienza romana al comando antifalsificazione monetaria ha assunto ad inizio novembre il prestigioso incarico, centrale all’interno dei tre Corpi di pubblica sicurezza della Repubblica -a lui il governo ha chiesto uno studio per un nuovo coordinamento. Si tratta di una svolta epocale per il Monte Titano, che un mese prima dell’entrata in scena del maceratese Gentili, il 3 ottobre ha firmato con lo Stato italiano una convenzione per evitare la doppia imposizione in materia di imposta al reddito e per prevenire le frodi fiscali. Il trattato ‘della doppia imposizione’ ed una profonda riforma fiscale con l’adeguamento agli standard europei su trasparenza e scambio d’informazioni, ha dato il via libera per l’uscita di San Marino dalla black list fiscale. La firma, del 13 febbraio, di Saccomanni ha aperto anche la strada ad iniziative bilaterali in campo economico e politico tra i due Paesi. Non più ’Stato canaglia’ San Marino, ma ancora e sempre la stessa ‘cotanta virtuosa Repubblica’, di cui Garibaldi ‘andava superbo’ di esserne ‘cittadino’ ricordandone “l’ospitalità generosa in un’ora di suprema sciagura per me e per l’Italia”.

Vincenzo Tagliaferro

Vincenzo Tagliaferro

La svolta di San Marino ha pure il sigillo di un altro marchigiano d’adozione e docente all’ateneo maceratese. Il professor Vincenzo Tagliaferro, direttore generale della Banca di San Marino dalla seconda metà del 2008, è stato per cinque anni alla guida di Cassa di risparmio di Fabriano e Cupramontana (Carifac, con agenzie a Macerata e numerose in provincia). Tagliaferro ha un prestigioso cursus honorum: ha diretto il servizio marketing al Banco Roma, e a Palermo il Banco di Sicilia. La Banca di San Marino, definita la ‘più trasparente’ dal Corriere della Sera, è certamente tra le più patrimonializzate del gruppo degli istituti di credito locali. Dimezzati nel numero (in precedenza 17), così come ed ancor più le società finanziarie (erano 45) dopo sei anni di black list, una ‘carestia’ quasi di biblica memoria – da queste parti il nome dell’allora ministro Tremonti viene sussurrato ancora con timore. Sei anni che, secondo il movimento ‘Per San Marino’ avrebbero fatto perdere 35 punti di Pil, provocato debiti, disoccupazione, emigrazione fra i giovani  e la chiusura di duemila imprese.

tagliaferro 3Dal suo quartier generale di Faetano da dove si domina un panorama d’intensa suggestione verso la pianura romagnola e dall’altra verso il Monte Titano, il professore prepara la riscossa post black list. L’aria è di grande entusiasmo e il sole timido di marzo induce ad una nuova primavera tout court con volontà d’espansione fin verso le  Marche. La seconda regione dopo l’Emilia Romagna che nei progetti verrà ‘investita’ dal vento di cambiamento e di progettualità finanziaria della Repubblica più antica del mondo. In questa terra, l’ex n.1 di Carifac è pronto a tornare con ‘truppe d’invasione’ (in direzione di imprese e privati) alla guida della Banca di San Marino.

Qual è il manifesto di Tagliaferro?  “Diciamoci la verità. San Marino uguale Marche. Stessa tipologia prevalente di piccole e medie imprese. E’ naturale che operativamente siamo interessati alla Terra delle Armonie, dopo Rimini, Forlì e via elencando. Alle aziende marchigiane noi offriamo servizi, disponibilità, scarsa burocrazia, ascolto illimitato. Abbiamo un asset di un miliardo ed ottocento milioni di euro, aderiamo alla Banca Mondiale e l’internazionalizzazione è nostro pane quotidiano visto che siamo in uno Stato estero”.

A San Marino ha rivisto ‘vecchi’ clienti Carifac? “Sì. Ci rapporteremo con loro così come una volta…”

Che ricordi delle Marche? “Con grande sincerità: nostalgia e rimpianti. Carifac avrebbe meritato un’attenzione diversa per gli imprenditori e per le opportunità che c’erano di non far morire una banca di territorio. Pur considerando che la crisi del 2009, anche e soprattutto nel distretto, è stata devastante. Tuttavia è storicamente noto che le crisi sono cicliche ed occorre trarre vantaggi dai periodi non esplosivi per pareggiare i deficit”.

Lei è stato un cavaliere dell’autonomia sino in fondo… “Era una missione possibile. Lo penso ancora. A sostenermi in questo pensiero, ho memoria delle molte eccellenze presenti: personale di grande qualità. Giovani entusiasti e motivati. Tuttavia le governance delle banche talvolta non s’esprimono ai livelli del proprio personale. Può succedere, per carità. Forse sarebbe stata necessaria per una banca di territorio come Carifac un’ingegneria finanziaria diversa…”.

tagliaferro 4L’esperienza come docente all’Unimc? “Gradevolissima. L’ateneo di Macerata è un polo d’eccellenza. Professori e studenti d’altissimo livello. Ho avuto il privilegio di proporre la collocazione in Carifac di collaboratori usciti dall’università che stanno dimostrando per intero il proprio valore anche nel prosieguo, con Venetobanca. Qui a San Marino, l’università sta avviando contatti e collaborazioni con quella di Parma con al centro l’insegnamento di Ingegneria gestionale per quanto riguarda Economia e Finanza. Della ‘squadra’ probabilmente farò parte anch’io”.

La crisi Banca delle Marche…?   “Una banca di territorio non deve esportare altrove ricchezze inseguendo clientela con interessi e finalità diversi rispetto a quel territorio: le Marche, in questo caso. Ma Bdm, sono convinto, ha possibilità di far leva ancora su investitori evoluti che la potranno sostenere per riposizionarsi, com’è giusto che sia”.

E la strada delle fusioni, delle integrazioni? “Non sono d’accordo con Bankitalia. Piccolo è bello: occorre calibrare il patrimonio alle esigenze”.

Che ricordi dell’imprenditoria marchigiana? “Sono ancora in contatto con tanti. Oltre ai leaders come Della Valle, vorrei ricordare una grande intelligenza imprenditiva: Tontarelli con stabilimenti anche in Inghilterra e Lussemburgo. Tuttavia non vorrei dimenticare i capitani di tante piccole e medie imprese, vere eccellenze, vascelli da battaglia che si sono espressi a grandi livelli nel mare magnum della crisi superando i cicli avversi..”.

E’ convinto come Francesco Merloni (l’intervista nel libro ‘La leggenda del santo Petroliere’, Ilari editore) che tuttavia nega a questa generazione la stessa voglia imprenditiva che portò al miracolo fabrianese dopo la crisi dello stabilimento Fiorentini? “Certamente. Tutti siamo figli del tempo. Epperò cantiamo insieme con il professor Vecchioni: ‘La notte deve pur passare…’”.

E come il grande Eduardo indicava : ‘Ha da passà ‘a nuttata…’. “Già, poi come …San Gennaro raccomandava a chi gli chiedeva il miracolo di vincere alla lotteria: ‘Ma il biglietto lo vuoi comprare almeno?!’.

L’intervista è finita. Il professor Tagliaferro (che per riceverci ha lasciato a metà un cda) scappa via di corsa: ad attenderlo, in un’altra sede della Repubblica, c’è una delegazione straniera. E pure noi via di corsa verso la Gendarmeria, in centro, dove ad attenderci c’è il generale Gentili, dopo un incontro con ospiti ufficiali dagli Usa. E’ l’aria nuova del Titano post black list. Da quassù l’aria di crisi che spira dall’Adriatico pare meno pesante…



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