Salvini a cena per Parcaroli:
«Sandro uno dei migliori sindaci d’Italia,
realizzato gran parte del programma»
ELEZIONI MACERATA - Il ministro alla Filarmonica estiva: «Basta vedere il programma e quanti punti ha rispettato. E’ una persona concreta». Sul caso di Modena: «Non si trovino giustificazioni. Ha investito persone innocenti. Serve il permesso di soggiorno a punti». Domani sarà a Piediripa per visitare il cantiere del ponte sul Chienti. VIDEO

Il ministro Matteo Salvini a Macerata per sostenere Sandro Parcaroli
«Sandro è uno dei sindaci più bravi d’Italia, in anni complicati ha realizzato gran parte del programma elettorale, invito i cittadini a rileggersi gli impegni della Lega e di Parcaroli e vedere quanti punti sono stati realizzati fra parcheggi, strade, svincoli, opere pubbliche». Il leader della Lega Matteo Salvini arriva a Macerata a sostegno del sindaco leghista uscente in questi ultimi giorni di campagna elettorale. Ad attenderlo alla Filarmonica estiva oltre al candidato del centro destra Sandro Parcaroli, anche la deputata della Lega Giorgia Latini, l’ex deputato Mauro Lucentini, oltre a circa 250 persone per una cena di partito allargata ai sostenitori di Parcaroli.
Salvini non ha lesinato complimenti al “suo” sindaco: «Di solito dopo 5 anni uno trova tante scuse su ciò che non si è fatto Parcaroli invece è persona concreta ed è un orgoglio che la Lega abbia amministrato e se i cittadini ci daranno ancora fiducia continuerà bene ad amministrare Macerata. Non parlo degli altri, ma qui la sinistra ha governato per decenni e in questi 5 anni credo si sia vista la differenza».

Nessun timore per il risultato del referendum, secondo il vicepremier quel risultato non è una cartina tornasole di ciò che saranno le amministrative: «Ogni elezione comunale è importante per i cittadini di quella città, non è un test politico o un laboratorio per il campo largo. Abbiamo governato bene e ci teniamo a governare bene per altri 5 anni, poi le elezioni politiche comunque siamo convinti che le vinciamo a prescindere da quale sarà la legge elettorale. L’obiettivo della Lega è arrivare al 20%».

Durante il punto con la stampa Salvini ha parlato anche di quanto accaduto a Modena dove Salim El Koudri, italiano di seconda generazione ha lanciato un’auto contro la folla investendo e ferendo 8 pedoni, di cui 4 hanno riportato ferite gravi: «Ora che non si trovino giustificazioni come “aveva problemi psichiatrici o non trovava lavoro”. Ha investito persone innocenti. Se domani quelli che hanno un problema a casa e non trovano lavoro falciano i passanti sulla strada diventa il caos.

L’integrazione per molte seconde generazioni è un fallimento, tra baby gang, maranza e criminali come questo. Bisogna accelerare sulla proposta di non rendere perpetuo né il permesso di soggiorno né la cittadinanza. Permesso di soggiorno e cittadinanza sono atti di fiducia nei confronti di chi arriva, tantissime persone meritano questa fiducia, chi non la merita deve essere sospeso, quindi permesso di soggiorno a punti, come la patente. Purtroppo non è il primo caso in cui Italiani di seconda generazione commettono crimini, l’ideologia lasci il posto alla realtà».
Domani mattina, alle 8, Salvini sarà a Piediripa per visitare il cantiere del ponte sul Chienti.
(Redazione Cm)
(Foto di Fabio Falcioni)








































Salvini un grande lui sara’ sempre bene accettato a Macerata !!! Forza prendiamoci quello che ci spetta !!
Ha perfettamente MATTEO SALVINI che SANDRO PARCAROLI e’ uno dei migliori sindaci italiani in circolazione xche’ e’ molto umile alla faccia del precedente sindaco di MACERATA che si chiamava ROMANO CARANCINI che quando era sindaco di MACERATA insultava tutti i santi giorni, e SANDRO PARCAROLI si merita ampliamente la riconferma.
Che vada a vedere lo schifo della superstrada..così potete prendere più voti Parcaroli
Detto da Salvini..come non credergli…ahahahah….
“L’obiettivo della Lega è arrivare al 20%”. Ma l’obiettivo non è migliorare la città?
La filarmonica stasera suona per te, lo diceva (quasi) anche una canzone.
Questo cerebroleso è il migliore sponsor della sx
Ma dai commenti che leggo da giorni, in molti che hanno deciso di non votare per Parcaroli lo fanno perché lo giudicano del tutto inutile e non assolutamente in grado di governare la città che con lui è stata un po’ in balia di tutti quanti lo hanno attorniato ed ognuno con più carattere del suo. Non leggo e questo dovrebbe essere il primo motivo per saltarlo proprio a piè pari ma anche scapicollandosi che è davvero poco dignitoso che un cicisbeo salviniano ripreso qui con tutta la corte locale che se andiamo a ricordare chi sono, che cosa hanno fatto, che rappresentano, poi comunque tutti in linea col barbuto leader che non ha più nessuno potere tranne che a Macerata, possa continuare insensatamente a fare il sindaco.
Signori comunque la pensiate il ( futuro ) sta arrivando e quindi poi ci si dovrà confrontare con codeste persone che hanno un solo difetto sono coerenti e non cercano di mischiare acqua e olio tanto per dire e dai vari sondaggi fatti continua ad aumentare i suoi consensi chissà perché? Forse perché gli italiani si sono scocciati dei bla bla bla senza fare niente di concreto per la gente comune.
Ode al Non-Morto
Ah, Modena, città di lamiere e di illusioni ben amministrate. Il sindaco è sceso tra i relitti ancora caldi, le ruote che fumavano, il sangue che già coagulava sull’asfalto tiepido di maggio, e ha pronunciato la frase sacra, la formula liturgica del nostro tempo: «L’importante è che al momento non è morto nessuno».Benedetto sia il verbo al momento. Che delicatezza teologica! Che finezza metafisica! Quattro gambe maciullate, una donna trasformata in moncherino urlante, otto corpi straziati, ossa che spuntano come accuse, e lui, servo fedele della comunicazione, trova il coraggio di celebrare il miracolo statistico: nessuno ha ancora varcato la soglia definitiva. Respirano. Dunque vinciamo. Perché qui non è in gioco la crudeltà del carnefice – quello è banale, prevedibile, quasi onesto nella sua ferocia. Il vero spettacolo è la crudeltà dell’ottimismo istituzionale, questa capacità diabolica di trasformare l’orrore in un esercizio di pubbliche relazioni. «Per fortuna non è morto nessuno». Traduzione: la carne può essere straziata, le vite frantumate, i futuri ridotti a carrozzine e morfina, purché non si disturbi il conteggio ufficiale dei decessi. La morte è cattiva stampa. La sofferenza grave, invece, è solo un’incomodità gestionale. Salim El Koudri, italiano di origini marocchine, ha guidato la sua macchina come si guida un’idea fissa: dritta contro la carne altrui. I cittadini lo hanno fermato, gesto nobile e antico. Il sindaco li ha ringraziati, con la stessa voce con cui ha minimizzato lo scempio. Drammatico, sì. Ma se fosse un attentato sarebbe ancora più grave. Ecco la gerarchia ontologica del nostro secolo: Nessun morto (ottimo)
Feriti gravi (gestibile)
Attentato (problema di comunicazione)
L’uomo moderno non sopporta più il tragico. Lo riduce a incident. Lo sterilizza con avverbi cautelativi: «al momento», «per fortuna», «sembra». Ha paura del sangue vero perché gli ricorda che sotto la patina delle dichiarazioni a caldo esiste ancora una realtà che non si lascia governare dai comunicati stampa. Una realtà in cui una donna senza più gambe grida sul selciato, e quel grido non è un “dato sensibile” da calibrare, ma un’accusa rivolta all’intera specie. Il sindaco ha fatto il suo dovere di sacerdote della banalità. Ha recitato il credo del mondo contemporaneo: finché c’è battito, c’è speranza di far passare il messaggio. E noi, spettatori esausti, abbiamo riconosciuto la voce. È la stessa che accompagna ogni catastrofe, ogni attentato, ogni lento scivolamento verso il basso: la voce che trasforma la mutilazione in “criticità” e il terrore in “episodio”.
O Non-Morti di Modena, o sopravvissuti di lusso, ringraziate il vostro sindaco. Vi ha concesso il privilegio supremo del nostro tempo: restare carne dolente, ma ancora conteggiabile come vivi. Che gloria. Che miseria. Che secolo perfetto.
Carissimo MICUCCI, non e’ assolutamente vero che PARCAROLI e’ del tutto inutile xche’ ha migliorato completamente la vita dei maceratesi, vuoi che ritorni a governare la sinistra a MACERATA? Quello che hai commentato mi pare di si’.
Franco Pavoni, grazie.
— E le scalette di v. E. RICCI.?????
— Da 2 anni ancora chiuse.!!!!!
— Residenti ed Utenti costretti a lunghi giri più volte al giorno.!!!!!
Leggendo i commenti dei soliti due… anzi uno e mezzo… viene solo da dire una cosa: l’ospedale a Macerata serve eccome. E pure in fretta.
salvini non conta più niente come porcaroli…
@Marco Romagnoli
Con tutti questi commenti da piegato, se continui così, rubi lo scettro al tuo compagno di merende Bartolini…non so se quest’ultimo sia d’accordo…
Carissimo Stefano Florentino, ma quali commenti da piegato e non rubo lo scettro al mio compagno di merende, sono di DESTRA e sono veramente contento di esserlo.
Ode a un signore di Modena
Ah, come è singolare e lieve, in fondo, il cammino di un uomo che un mattino decide di falciare i suoi simili con l’automobile, quasi fossero erbette alte sul ciglio di una strada di campagna. Un laureato in Economia, italiano di seconda generazione, nato a Bergamo da genitori marocchini, incensurato, disoccupato, già in cura al Centro di Salute Mentale. Un curriculum quasi commovente nella sua ordinarietà. Io lo immagino, questo signore, mentre scende dall’auto con il coltello in mano, non con furore da bandito, ma con quella sorta di applicazione scrupolosa che hanno i malati quando obbediscono a un ordine interiore preciso e inappellabile. Otto feriti, alcuni amputati, grida in centro a Modena, e tuttavia – miracolo della burocrazia celeste – nessun morto. Come se la morte stessa avesse guardato il suo gesto e avesse detto: «No, per stavolta lasciamo stare, è una questione di salute mentale». E qui entra in scena, con passo felpato e carte alla mano, la grande istituzione materna del nostro tempo: la Psichiatria Giudiziaria. Non la galera dura, no, quella è per i malvagi sani, per quelli che sanno esattamente cosa fanno. Questo signore invece, poveretto, era già noto, già seguito, già etichettato con il timbro gentile del “disturbo schizoide”. Il sistema lo riconosce come figlio suo. Lo prende tra le braccia imbottite di perizie. Quanto è dolce, quasi pastorale, il pensiero che fra qualche mese arriverà la perizia, quel documento scritto in un italiano burocratico-patetico, e che dichiarerà, con la solennità di un pastore protestante, il vizio totale o parziale di mente. Allora la strage (o tentata strage) si trasformerà, come per incanto, in una misura di sicurezza. Niente ergastolo, niente anni veri in cella con i cattivi. Bensì una REMS, una struttura, un luogo dove le pareti sono più comprensive delle persone. Là starà qualche anno, il nostro eroe, a passeggiare nei corridoi come un personaggio di Walser che ha sbagliato romanzo: educato, un po’ assente, forse persino simpatico ai medici. Prenderà le medicine, disegnerà forse, parteciperà a laboratori di ceramica. E un giorno – tra i tre e gli otto anni, secondo l’umore dei periti e la pazienza delle commissioni – uscirà “stabilizzato”, “compensato”, con la sua brava terapia ambulatoriale e l’obbligo di presentarsi periodicamente. Camminerà di nuovo per strada, forse a Bergamo o a Modena, con lo stesso passo leggero di chi ha già pagato il conto più alto: non con la libertà, ma con la ragione. E i feriti, quelli con le gambe amputate, resteranno a ricordare che in Italia la follia è ancora, a suo modo, una forma di nobiltà giuridica. O strano, o mite, o quasi poetico paese, dove l’atto più feroce può trasformarsi, con le dovute carte, in una lunga vacanza obbligata della coscienza. Il signore di Modena non è un mostro. È un malato. E i malati, si sa, vanno curati, non puniti.
@Marco Romagnoli
Hai centrato il problema di fondo infatti…
Vero, Franco Pavoni, oggi il “pezzo di carta” batte tutto.