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Banca Marche, la fuga degli amministratori

Dopo Rainer Masera e Pietro Alessandrini, oggi hanno lasciato il loro incarico il vicepresidente Federico Tardioli e i consiglieri Roberto Civalleri e Alberto Costantini
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Il Consiglio di Amministrazione di Banca delle Marche

Il Consiglio di Amministrazione di Banca delle Marche

di Marco Ricci

Dopo quelle di ieri presentate dal presidente Rainer Masera e dal consigliere indipendente Pietro Alessandrini (leggi qui), oggi a lasciare il loro posto in consiglio di amministrazione di Banca Marche sono stati Alberto Costantini e Roberto Civalleri, nonché il vice-presidente Federico Tardioli. E le motivazioni delle dimissioni potrebbero anche trovarsi nel regolamento emanato nel 1998 dall’allora Ministero del Tesoro in merito ai requisiti di professionalità ed onorabilità degli esponenti aziendali nelle Banche. Norme che vietano per tre anni di assumere un ruolo di amministratore, direttore generale e sindaco a chi ha svolto funzioni analoghe in banche andate in amministrazione straordinaria, come accadrà entro fine mese a Banca Marche.

I commi 1 e 2 dell’articolo 4 del decreto legge numero 161/1988 recitano infatti: “Non possono ricoprire le cariche di amministratore, direttore generale e sindaco in banche coloro che, almeno per i due esercizi precedenti l’adozione dei relativi provvedimenti, hanno svolto funzioni di amministrazione, direzione o controllo in imprese sottoposte a fallimento, a liquidazione coatta amministrativa o a procedure equiparate. […]  Il comma 1 si applica anche a coloro che hanno svolto funzioni di amministrazione, direzione o controllo in imprese operanti nel settore creditizio, finanziario, mobiliare o assicurativo sottoposte alla procedura di amministrazione straordinaria; […] Il divieto di cui ai commi 1 e 2 ha la durata di tre anni dall’adozione dei relativi provvedimenti.”

Federico Tardioli, vice presidente di Banca delle Marche

Federico Tardioli, vice presidente di Banca delle Marche

Il testo è abbastanza chiaro, il che non darebbe senso alle dimissioni sul filo di lana, ma le interpretazioni non sempre uniformi. E almeno davanti alla complessiva raffica di dimissioni che sta interessando gli amministratori dell’istituto marchigiano, questa può essere in parte una chiave di lettura. In aggiunta all’ulteriore motivazione, sempre in qualche modo legata all’onore, di non far parte di un Cda che verrà sciolto. Va tenuto conto che gli amministratori sono oltretutto ad oggi sospesi dalla gestione provvisoria e decadranno a giorni quando il Ministero dell’Economia e delle Finanze emanerà il decreto di scioglimento degli organi amministrativi e di controllo per dare avvio all’amministrazione straordinaria dell’istituto di credito.

E se pur sia possibile comprendere  le motivazioni personali che hanno spinto al gesto come se ne possono supporre anche altre, l’immagine complessiva che ne esce lascia però l’impressione di un si salvi chi può dalla nave che affonda. Dimissioni a raffica che rischiano di creare, in un momento molto delicato per l’istituto,  non solo grande confusione ma anche un allarme  nell’opinione pubblica probabilmente immotivato. L’ormai certo commissariamento di Banca Marche non dovrebbe infatti avvenire per ulteriori criticità della banca, quanto per l’impossibilità tecnica di continuare con l’attuale gestione provvisoria che ha la durata perentoria di due mesi.

Alberto Costantini, ex direttore di Bdm cooptato a luglio nel Cda.

Alberto Costantini, ex direttore di Bdm cooptato a luglio nel Cda.

Singolari appaiono le modalità con cui vengono comunicate le dimissioni. Dai diretti interessati, come ad esempio ha fatto Rainer Masera tramite la sua lettera inviata ad un’agenzia giornalistica, piuttosto che dall’istituto di credito stesso. Si immagina che ciò sia dovuto al “silenzio stampa” in cui si è chiusa Banca Marche da quando sono giunti al vertice dell’istituto i due commissari Feliziani e Terrinoni. O da una presa di distanza dei commissari rispetto a quanto sta avvenendo.

CHI SONO I TRE CONSIGLIERI DIMISSIONARI:

Ex Direttore Generale di Banca Marche prima di Massimo Bianconi, Alberto Costantini era stato cooptato in consiglio di amministrazione il 18 luglio di quest’anno su sollecitazione della Fondazione Carima. Una brevissima presenza attiva in consiglio quella di Costantini. Prima di essere sospeso il 30 agosto, assieme agli altri memmbri degli organi di amministrazione e controllo di Bm, dalla gestione provvissoria voluta da Banca d’Italia.

Federico Tardioli, indicato dalla Fondazione di Jesi è stato eletto in Cda nell’aprile del 2012 e ha rivestito il ruolo di Vice-Presidente di Banca Marche.

Di più lungo corso il consigliere indipendente Roberto Civalleri, anch’egli espressione della Fondazione di Jesi.  In carica dall’aprile 2006 all’aprile del 2009, rieletto poi nell’aprile del 2012, Roberto Civalleri  ha ricoperto per più di quattro anni il ruolo da cui oggi si è dimesso.

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