«Niente anatra zoppa:
se Tittarelli vincerà il ballottaggio
potrà contare su una solida maggioranza»

MACERATA AL BALLOTTAGGIO - In attesa di ufficialità dall'Ufficio elettorale, la segreteria del candidato di centrosinistra comunica che il dato da considerare per la ripartizione dei seggi è quello del 48,55% comparso ieri sera sul portale Eligendo: «Non la somma dei voti delle liste, ma un computo ponderato in relazione anche ai voti ottenuti dai candidati sindaci». A ribadire la linea Luciano Pantanetti (Uniamo Macerata): «Quella tesi rappresenta un indirizzo minoritario e ormai superato»

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tittarelli

Gianluca Tittarelli lunedì sera in Comune

«Vogliamo rassicurare tutti i cittadini maceratesi che si recheranno al voto per il ballottaggio del 7 e 8 giugno. La loro scelta in ogni caso permetterà di eleggere un sindaco ed una amministrazione perfettamente in grado di governare, potendo contare su una solida maggioranza del Consiglio comunale». Niente anatre zoppe, secondo la segreteria del candidato di centrosinistra Gianluca Tittarelli.

Ieri sera il portale ministeriale Eligendo, come segnalato nei precedenti articoli, ha aggiunto con un asterisco al dato del 50,46% raccolto dalle liste di centrodestra al primo turno quello del 48,55%, ovvero la percentuale “calcolata sul totale dei voti ai candidati sindaco”. In attesa di ufficialità dell’Ufficio elettorale del comune, secondo il centrosinistra è quello il dato a cui fare riferimento nel calcolo per la ripartizione dei seggi in Consiglio comunale.

«Le considerazioni che si sono diffuse nelle ultime ore non corrispondono infatti alla corretta e recente interpretazione giuridica – sostiene Tittarelli – in caso di vittoria al ballottaggio di Tittarelli, la coalizione di centrosinistra avrà pieno titolo ad ottenere il premio di maggioranza per governare in maniera efficace. Niente anatra zoppa dunque. Questo perché la coalizione di centrodestra al primo turno delle Comunali per la elezione del nuovo sindaco, si è fermata al 48,5% dei voti. Infatti, il metodo di calcolo non è la sommatoria dei voti delle liste di coalizione ma il frutto di un computo ponderato in relazione anche ai voti ottenuti dai candidati sindaci. I cittadini maceratesi meritano che la competizione elettorale dei prossimi giorni sia basata sui progetti e programmi e non su astruse ipotesi giuridiche. Ed in questo caso, siano convinti di poter rappresentare la migliore alternativa per il governo della città e del suo territorio».

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Luciano Pantanetti (a destra) con Romano Carancini

Sulla stessa linea la posizione di Luciano Pantanetti, eletto nella lista Uniamo Macerata e presidente del Consiglio comunale durante l’era Carancini. «La tesi che considera esclusivamente i singoli voti di lista rappresenta un indirizzo minoritario e ormai superato – rimarca Pantanetti – la giurisprudenza maggioritaria, consolidatasi in seno al Consiglio di Stato, utilizza parametri diversi per individuare la soglia del 50% dei voti validi: il calcolo corretto prende i voti di una coalizione al primo turno e li divide per il totale dei voti validi espressi per ogni candidato sindaco, comprensivo dei voti disgiunti. Se il risultato supera il 50%, il premio di maggioranza non scatta e il candidato sindaco dell’altra coalizione, eventualmente eletto al ballottaggio, si troverebbe in minoranza in consiglio. La tesi secondo cui nel calcolo della percentuale ostativa vadano integrati anche i voti espressi per i soli candidati sindaci è dunque corretta e trova pieno fondamento nella giurisprudenza del Consiglio di Stato. L’effetto pratico è che, allargando il denominatore, la soglia del 50% diventa più difficile da raggiungere per la coalizione antagonista, riducendo le probabilità che si verifichi la cosiddetta “anatra zoppa”. La differenza tra i due metodi è verificabile sul sito del Ministero dell’Interno Eligendo: i voti della coalizione di centrodestra a Macerata sono indicati al 48,55%, percentuale calcolata sul totale dei voti espressi per i candidati sindaco; mentre il 50,46% è invece la sommatoria dei voti riportati dalle singole liste di appoggio al candidato di centrodestra».

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