Rubano il cibo per la Caritas,
spariti i vassoi lasciati da Gazzani
CIVITANOVA - Otto confezioni con brioche, pizza e panini destinati ai bisognosi portati via da tre persone diverse dai tavoli esterni del forno di San Marone. Il titolare: «Non potevamo crederci, era destinato alle famiglie assistite dalla Caritas»
di Laura Boccanera
Otto vassoi contenenti decine di brioche, pizze, cornetti, maritozzi, panini, invenduti e sigillati sono stati prelevati e portati via con nonchalance. Quelle pietanze però erano destinate non al pubblico, ma a due volontarie che a giorni alterni le prelevano dal forno Gazzani di San Marone per portarle alla Caritas di Civitanova e Porto Potenza destinate alla mensa e ai pacchi alimentari per famiglie.

Una donna porta via un vassoio
Domenica però non è andata così: i vassoi lasciati sui tavoli esterni sono stati prelevati da tre persone distinte e portati via: «Quando la volontaria ci ha chiamato per dirci che non c’era nulla non potevamo crederci – commenta Franco Gazzani, titolare dell’omonimo forno pasticceria – da sempre abbiamo questa consuetudine: due volontarie a fine giornata portano via quello che rimane invenduto per destinarlo agli utenti seguiti dalla Caritas. Solitamente li prepariamo e sigilliamo per l’orario di chiusura, ma domenica la volontaria ci aveva avvisato che avrebbe fatto ritardo per cui li abbiamo lasciati sui tavoli esterni chiusi e sigillati. Quando però la volontaria è arrivata c’era rimasto solo un sacchetto con la frittura che evidentemente, trovandosi sulla sedia anziché sul tavolo, non era stato notato».

A quel punto dalle telecamere di videosorveglianza del locale è emerso cosa fosse successo: dalle 20,30 in poi si vedono tre persone distinte arrivare, passare vicino al tavolo e prelevare, forse credendo che fosse merce gratuita lasciata per chi la voleva, ad uno ad uno tutti i vassoi. La prima donna ne prende uno, altri due, arrivati addirittura in auto nel prelevano 3 o 4 a testa ripartendo poi con le loro auto. «Spiace perché era merce destinata a chi fa fatica ad arrivare a fine mese, famiglie ed utenti assistiti dalle due strutture. Non abbiamo mai pubblicizzato questa iniziativa perché fa parte del nostro modo di fare».
Con le telecamere non dovrebbe essere difficile identificarli anche con le targhe delle auto arrivate per l’asporto vergognoso.