Battaglia legale su Banca Marche
Fondazione Carima: “Siamo parte offesa”

Il cda dell'istituzione maceratese ha dato mandato all'avvocato Gabriele Cofanelli per costituirsi nel procedimento penale. Lo studio Pozzi è stato invece incaricato dell'eventuale rivalsa in sede civile sulla società di revione Pwc. L'avvocato milanese ha dato la sua disponibilità a rappresentare tutti gli azionisti sottoscrittori dell'aumento in una sorta di class action
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L'avvocato Gabriele Cofanelli

L’avvocato Gabriele Cofanelli

di Marco Ricci

Oltre all’incarico allo studio milanese Pozzi per seguire gli aspetti civili del dissesto di Banca Marche, il cda di Fondazione Carima ha deliberato oggi di dare mandato all’avvocato maceratese Gabriele Cofanelli per seguire la vicenda sotto il profilo penale. Fondazione Carima intende infatti costituirsi come parte offesa nel procedimento aperto dalla procura di Ancona dopo gli esposti di questa primavera presentati dal direttore generale di Banca Marche, Luciano Goffi. Procedimento che vedrebbe attualmente almeno quindici persone iscritte nel registro degli indagati, a vario titolo, per reati plurimi contro il patrimonio e vari reati societari. La Fondazione si riterrebbe al momento parte offesa per il supposto danno ricevuto dalla sottoscrizione dell’ultimo aumento di capitale che, secondo la Fondazione Carima, venne sottoscritto su informazioni non corrispondenti alla realtà dell’istituto di credito. L’istituzione intende dichiararsi parte offesa anche in merito ai reati che la procura di Ancona dovesse ipotizzare nel proseguio delle indagini.

La sede della Fondazione Carima

La sede della Fondazione Carima

Un’iniziativa giudiziaria a tutto campo dunque quella messa in atto dall’istituzione maceratese che sempre oggi, sebbene la circostanza fosse nell’aria da tempo, ha ufficialmente dato mandato allo studio Pozzi di verificare la sussistenza delle condizioni per promuovere un’azione legale risarcitoria nei confronti della Pricewaterhouse Coopers nonché, qualora se ne riscontrassero le condizioni, ad avviare l’azione stessa.

Price Waterhouse Coopers La Pwc è la società di revisione che ha certificato gli ultimi bilanci di Banca Marche, senza che dalle verifiche, secondo Fondazione Carima, fossero mai emerse particolari criticità o anomalie. La Pwc si era anche favorevolmente espressa in relazione alle stime sugli utili della banca contenute nei prospetti informativi che avevano accompagnato l’ultimo aumento di capitale dei primi mesi del 2012. Un aumento sottoscritto dagli azionisti di Banca Marche per complessivi 180 milioni di euro, di cui 42 dalla sola istituzione maceratese, al prezzo di 0.85 euro per azione.

Fondazione Carima, come già più volte espresso in passato, avrebbe motivo di ritenere che un’efficace attività di revisione avrebbe senz’altro condotto ad una diversa rappresentazione, nei documenti ufficiali, della situazione aziendale della banca. E quindi a differenti valutazioni da parte degli investitori e dei risparmiatori sulla convenienza della sottoscrizione dell’aumento di capitale 2012. Resterebbe al momento ancora sospesa l’eventuale azione verso i passati collegi sindacali dell’istituto di credito. Operazione che ci era stata definita come “tecnicamente più complessa” ma di cui lo studio Pozzi stava in passato vagliando la possibilità. E’ presumibile che l’eventuale risarcimento richiesto alla Pwc riguarderà il differenziale tra il valore delle azioni a cui nel 2012 fu sottoscritto l’aumento e il valore corrente. Ad oggi, stando indicativamente il titolo a 0.25 euro, Fondazione Carima potrebbe sentirsi danneggiata per circa 30 milioni di euro. Se le quotazioni di Banca Marche dovessero ulteriormente scendere, la richiesta risarcitoria potrebbe  aumentare.

Roberto Pozzi – il legale milanese della Fondazione Carima che in passato ha seguito anche le vicende legate al caso Parmalat – a richiesta del Cda della Fondazione ha dato la propria disponibilità ad agire a tutela e rappresentanza di tutti gli azionisti di Banca Marche che sottoscrissero nel 2012 l’aumento e che vorranno affiancare la fondazione maceratese nel promuovere l’eventuale azione risarcitoria nei confronti della Pwc. Già in passato alcuni azionisti, appreso dell’iniziativa della Fondazione, avevano chiesto di essere rappresentati dallo stesso legale. Il quale, essendo già stato incaricato dalla Fondazione maceratese, si era sentito di esprimere il proprio diniego. Ora invece, proprio su iniziativa di Fondazione Carima che vorrebbe agevolare le azioni risarcitorie anche dei piccoli sottoscrittori, lo studio Pozzi si è reso disponibile a mettere in piedi un meccanismo di quota lite. Una sorta di class action che prevede il compenso per il legale solo nel caso di buon esito dell’azione, in percentuale sul risarcimento ottenuto dall’azionista. Nel caso di esito negativo della causa all’avvocato non dovrà essere corrisposto alcun compenso.



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