Gruppo Lanari, aperto per la Fortezza srl
un concordato preventivo liquidatorio

La società proprietaria dei cantieri Borgo delle Torri di Senigallia, Adamo ed Eva di Numana, 5 Camini di Potenza Picena ha avanzato la richiesta al tribunale di Ancona. Anche per la Citta Ideale srl, interessata al cantiere relativo all'ex Santa Cristiana, sarebbe stata richiesta la stessa procedura. Nel complesso le esposizioni con Banca Marche sono di circa 150 milioni di euro. Possibili effetti negativi per l'intero comparto edile
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Il costruttore Pietro Lanari

Il costruttore Pietro Lanari

di Marco Ricci

Il Tribunale di Ancona, ha dato avvio al concordato preventivo liquidatorio presentato dalla Fortezza srl, la società del gruppo Lanari proprietaria dei tre importanti cantieri relativi al Borgo delle Torri di Senigallia, all’area Adamo ed Eva di Numana, all’area 5 Camini di Potenza Picena. Il giudice incaricato, Simone Romito, ha così nominato commissari i commercialisti Simona Amodio e Giancarlo Ricci, oltre agli avvocati Manola Micci e Giuseppe Tansella. Un’analoga iniziativa sarebbe stata presentata dall’altra società del gruppo Lanari, la Città Ideale srl, proprietaria dell’altro importante cantiere relativo all’area ex Santa Cristiana di Numana, sebbene al momento non risulti ancora aperta dal Tribunale alcuna procedura.

L'area ex Santa Cristiana di Numana

Uno dei cantieri del gruppo Lanari, l’area ex Santa Cristiana di Numana

Il gruppo Lanari aveva ricevuto attraverso le due società circa 150 milioni di euro di finanziamenti da Banche Marche per la realizzazione del progetto “Le Marche che cambiano”, un progetto che prevedeva nel complesso la realizzazione di 100.000 metri quadri costituiti da villaggi turistici, alberghi 4-5 stelle e residenze turistiche, il tutto, secondo l’impresa, “per elevare la qualità del prodotto turistico, carente nella regione Marche”. Per i legali di Lanari sarebbe stata la mancanza di liquidità dovuta all’interruzione delle linee di credito da parte di Banca Marche e  Tercas a creare il fermo dei cantieri (leggi l’articolo) e dunque, in qualche modo, a portare alla decisione attuale. Tale interpretazione dei fatti, contestata ovviamente da Banca Marche, non è stata però al momento condivisa neppure dal Tribunale di Ancona a cui il gruppo si era rivolto per ottenere la riapertura dei finanziamenti i quali, in origine, sarebbero dovuti ammontare ad oltre 200 milioni di euro. Il giudice Francesca Ercoli, con un provvedimento cautelare emesso nel mese di marzo (leggi l’articolo), ha infatti respinto in via preliminare la richiesta del gruppo anconetano che ha annunciato in ogni caso la presentazione di un reclamo, ritenendo “illegittima” la decisione della magistratura anconetana. L’imprenditore Pietro Lanari ha nel frattempo ricevuto da parte della Procura di Ancona un avviso di garanzia in merito alle possibili cause che hanno portato al dissesto del gruppo Banca Marche.

Banca_Marche_Jesi (5)Ad di là del merito della questione – su cui appunto pendono le decisioni del tribunale di Ancona – l’apertura della procedura liquidatoria rischia di essere l’ennesimo brutto colpo per l’intero comparto edile della regione, considerando come altre imprese hanno lavorato a fianco del gruppo Lanari nei tre importanti cantieri di cui è proprietaria la Fortezza srl. Una decisione che sembrerebbe in qualche modo obbligata per l’imprenditore marchigiano ma che rischia di produrre serie ripercussioni in un settore già particolarmente colpito dalla crisi. Una vicenda, quella del gruppo Lanari, che si intreccia ovviamente con le note vicende di Banca Marche, l’istituto di credito in passato maggiormente esposto con le società legate all’imprenditore anconetano.

 



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