Lanari: “Sono cliente di Banca Marche,
non dei vari direttori generali e Cda”

L'imprenditore edile, amministratore del gruppo esposto per 236 milioni di euro, respinge ogni responsabilità nella crisi dell'istituto jesino: "Fino a dicembre 2012 non ho mai mandato insoluta una sola ricevuta bancaria, pagando ogni anno milioni di interessi"
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Il costruttore Pietro LanariL’inadeguata  politica creditizia di Banca delle Marche sarebbe, secondo quanto si legge nelle 18 pagine di verbale che Bankitalia ha consegnato alla procura della  Repubblica di Ancona, una delle cause principali dell’attuale difficilissima situazione dell’istituto jesino. In particolare gli ispettori hanno puntato il dito su 50 posizioni che assorbivano il 13 % dell’erogato. «Permangono elevati rischi di credito  – si legge nel verbale – associati ai gruppi Lanari (principale affidato con 236 milioni), Casale, Ciccolella, Minardi-Polo Holding e Foresi per i quali i tentativi di ristrutturazione non hanno dato esiti positivi. Anzi per i primi due le condizioni si sono aggravate sfociando in insolvenza con maggiori previsioni di perdita (32 milioni contabilizzati a giugno 2013)».
Pietro Lanari, amministratore delle società del gruppo, però, respinge le ipotizzate responsabilità  e dice la sua: «Il gruppo,come sempre avvenuto in oltre 100 anni di storia ha presentato alla banca un progetto denominato “Le Marche che cambiano” in cui erano previsti importanti interventi di trasformazione nelle più importanti zone turistiche della Regione (area Santa Cristiana di Numana,ex cementificio Sacelit di Senigallia ed altri 2 villaggi turistici in comune di Numana e Potenza Picena permettendo in questi ultimi 2 casi,di evitare pesanti perdite alla banca.). Il valore degli interventi finiti sarebbe largamente sufficiente per ripianare i debiti col sistema bancario. La casa ha un valore quando viene terminata e non a metà dell opera,come ogni normale essere umano può facilmente intuire. Come per prassi il Cda della Banca ha valutato positivamente l’operazione pensando che quei progetti rappresentassero l’interesse della Banca e del territorio».
Non tutto, però, è andato come previsto: «Ritirate le autorizzazioni sono iniziati i lavori e sono partite le vendite ai prezzi di circa 5300 euro/mq.per Numana Santa Cristiana e circa 6mila euro/mq per Senigallia. Poco dopo l’ inizio dei lavori la dirigenza di Banca delle Marche è stata sostituita e la nuova ha ritenuto di revocare ogni linea di credito ritenendo che i valori degli immobili fossero prossimi allo zero.Questi sono i termini della questione ed è compito della magistratura verificare se su tali presupposti debba essere distrutto chi ha fatto la storia dell’edilizia nelle Marche e che sino a dicembre 2012 non ha mai mandato insoluta una sola ricevuta bancaria pagando ogni anno alla Banca milioni di euro di interessi arricchendone i bilanci. Ogni finanziamento è stato garantito con il rilascio di fidejussioni personali da parte dei soci e rispettive famiglie, ipotecando anche ogni proprietà personale. Nel tempo i nostri cantieri hanno sempre superato ogni problema e si sono rivelati di successo. A breve la verità su questa vicenda verrà accertata e la responsabilità non sarà addebitata al nostro gruppo.
Sono cliente della Banca delle Marche e non dei vari direttori generali e Cda succedutisi nel tempo. Non intendo essere mescolato con sporchi giochi di potere, vicende e vendette personali che nulla hanno a che vedere con l’interesse della Banca e del territorio e che mirano solamente alla loro rovina. Chiedo solamente di poter fare il mio lavoro e di non dover più passare intere giornate negli studi di avvocati e commercialisti.

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