Banca Marche, spunta mister 5%
Denunciato ex sindaco dell’istituto

Un esposto sul tavolo della Procura di Ancona racconta di un mutuo di 300.000 euro concesso ad un ristoratore dell'urbinate dietro il pagamento del cinque per cento di quanto erogato. La denuncia è stata presentata alla Guardia di Finanza
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Il Tribunale di Ancona

Il Tribunale di Ancona

di Marco Ricci

Il sistema banda Marche rischia di essere travolto come un fiume in piena ma mano che aumentano le testimonianze fornite agli investigatori, qualcosa di simile a quello che avvenne vent’anni fa con mani pulite, quando imprenditori e politici cominciarono a fare spontaneamente la fila per collaborare con la magistratura milanese. Il caso di cui si parla – e che riguarda ovviamente l’istituto di credito – nasce dalla vicenda di un ristoratore dell’urbinate che avrebbe chiesto alla banca un mutuo di 300.000 euro, mutuo che sarebbe rimasto bloccato per oltre un anno. Un bel giorno si sarebbe avvicinato al ristoratore un professionista – ex componente del collegio sindacale di Banca Marche il quale avrebbe promesso di sbloccare celermente la pratica. Così il mutuo sarebbe stato sbloccato dopo una decina di giorni, dietro però il pagamento di quella che appare a tutti gli effetti una mazzetta. Un bel cinque per cento su quanto erogato dalla banca e che ricorda da vicino alcune delle vicende penali emerse dal dissesto del Monte dei Paschi di Siena, il famoso sistema del cinque per cento.

tavolini_barL’esposto, arrivato sul tavolo dei magistrati di Ancona, non è stato presentato dal ristoratore ma da uno dei clienti che ne avrebbe raccolto lo sfogo al tavolino.  Il cliente  non ci avrebbe poi pensato un istante prima di rivolgersi alla Guardia di Finanza. Secondo quanto avrebbe in seguito dichiarato il ristoratore, confermando la versione del cliente, questo ex sindaco di Banca Marche – che avrebbe ricevuto in contanti la somma di 15.000 euro –  avrebbe utilizzato lo stesso sistema anche con altri clienti della banca. Non un caso isolato dunque,  ma forse qualcosa di molto più sistematico che presumibilmente non poteva non godere di qualche facilitazione all’interno della banca, se un componente del collegio sindacale sarebbe stato in grado – secondo quanto scritto nell’esposto – di condizionare le erogazioni del credito.

 

Banca_Marche_Jesi (5)Al di là della singola vicenda, al momento al vaglio degli investigatori, era prevedibile che più le indagini sarebbero andate avanti e maggiori collaborazioni avrebbero ricevuto gli inquirenti, con la possibilità che adesso si scateni un vero e proprio effetto domino. Questo dopo i 27 indagati il cui nome compare sui fascicoli in mano alla Procura di Ancona che – a vario titolo – ha contestato agli vertici dell’istituto l’accusa di associazione a delinquere, in alcuni casi finalizzata all’appropriazione indebita, al falso in bilancio, alla corruzione tra privati, all’ostacolo all’attività di vigilanza. Al momento nell’elenco degli indagati risultano anche undici imprenditori.

 

 

 



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