Banca Marche,
vicina l’azione di responsabilità
Risarcimenti fino a un miliardo di euro

A Massimo Bianconi, ai vicedirettori e agli ex-amministratori ed ex-sindaci dell'istituto di credito è stata inviata dai commissari Feliziani e Terrinoni una diffida interruttiva della prescrizione. Interessati anche coloro che guidarono l'istituto dal 2006 al 2009
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Giuseppe Feliziani, uno dei due commissari di Bm

Giuseppe Feliziani, uno dei due commissari di Bm

di Marco Ricci

E’ sempre più vicina la possibilità che Giuseppe Feliziani e Federico Terrinoni, i commissari che da fine luglio del 2013 guidano Banca Marche, possano avviare un’azione di responsabilità nei confronti degli ex-amministratori, sindaci e massimi dirigenti che negli ultimi anni hanno guidato l’istituto di credito e a cui potrebbe venire richiesto di rispondere, nel caso risultassero responsabili, di perdite pari a circa un miliardo di euro.

I commissari, i quali possono autonomamente promuovere una azione risarcitoria in base ai poteri loro concessi dal testo unico bancario, hanno infatti inviato una diffida scritta, in relazione agli eventuali danni procurati a Banca Marche pari a circa “un miliardo di euro”, non solo agli ex amministratori ed ex sindaci in carica al 31/12/2011, ma anche nei confronti di coloro che ricoprirono le stesse posizioni dal 2006 al 2009. Anche Massimo Bianconi, direttore generale di Banca Marche per otto anni, e i vicedirettori di Banca Marche sarebbero stati raggiunti dalla stessa comunicazione che interrompe il termine di prescrizione di cinque anni previsto dal diritto bancario.

Massimo Bianconi e Michele Ambrosini.

Massimo Bianconi e Michele Ambrosini.

I soggetti coinvolti, a cui sarebbe stata comunicata con atto giudiziario la prescrizione, sono tra gli altri: Lauro Costa, Giuliano Bianchi, Aldo Birrozzi, Stefano Clementoni, Mario Volpini – espressione tutti della Fondazione Carima – Bruno Brusciotti, Michele Ambrosini, Eliseo De Luca, Marcello Gennai, Darzio Zini – espressione Fondazione CariPesaro – Aldo Clementi, espresso da Carisj – Massimo Cremona e Stefano Genrili – espressione del gruppo Aviva – Pio Bussolotto e Roberto Civalleri – espressi da San Paolo-Imi- Pietro Valentini (ex presidente del collegio sindacale), Franco d’Angelo, Agostino Cesaroni, Marco Pierluca e Michele Giattanasio (sindaci) e Tonino Perini.

Era noto da tempo che lo studio Erede-Bonelli-Pappalardo dovesse inviare in Banca Marche una seconda relazione in merito alle eventuali responsabilità che avrebbero portato al dissesto del gruppo e che tale rapporto fosse atteso per i primi mesi del 2014. Sebbene la diffida interruttiva non sia di per sé un atto che indichi la vera e propria apertura di un’azione di responsabilità verso i singoli soggetti – su cui fino a prova contraria non può che valere il principio di non colpevolezza – il suo invio è sintomatico di come i commissari Feliziani e Terrinoni intendano avviarsi verso questa decisione. La diffida interruttiva, inoltre, testimonia in qualche modo che le possibili responsabilità nel dissesto di Banca Marche possano andare molto indietro nel tempo e non limitarsi agli ultimi anni.

L'Assemblea dei soci del 30 aprile 2013

L’Assemblea dei soci del 30 aprile 2013

L’apertura di un’azione di responsabilità era già stata sollecitata a Banca Marche dalla Fondazione Carima durante l’ultima assemblea, tenutasi a Jesi nell’aprile del 2013, e respinta però dalle altre due fondazioni azioniste. I voti contrari di Pesaro e Jesi impedirono che tale indicazione venisse approvata.

 

 

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