Gianuario: “Azzerare i ruoli in Bdm,
Bianconi non poteva agire da solo”

Per il segretario della Fiba-Cisl Marche i vecchi manager della banca continuano ad operare negli stessi ruoli. "Auspico un'azione di responsabilità verso il passato Cda. Goffi abbia una propria squadra". Su Cariloreto: "E' come vendere un albero da frutto del proprio giardino". E il Corsera tira in ballo Forlani
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Lavoratori della Cisl in Piazza del Papa ad Ancona. (Fonte cislmarche.it)

Lavoratori della Cisl in Piazza del Papa ad Ancona (Fonte cislmarche.it)

 

di Marco Ricci

“Chi era nella stanza dei bottoni nel migliore dei casi non si è accorto di niente.” Con queste parole si è concluso il colloquio con Giovanni Gianuario, Segretario Generale regionale della Fiba-Cisl, sulla situazione di Banca delle Marche.  Raggiunto telefonicamente, il Segretario Generale ha particolarmente battuto su un punto che la Fiba-Cisl aveva già affrontato con un comunicato del 3 luglio scorso. Quello delle responsabilità che hanno condotto l’istituto marchigiano alla situazione attuale.

Segretario, quali sono i punti più delicati secondo lei in questo momento?
“Intanto va fatta subito un’azione di responsabilità verso il vecchio Cda. Banca delle Marche non è come il Monte dei Paschi, come si va dicendo in questi giorni. Ma se rapportiamo la situazione alle dimensioni dell’istituto marchigiano il paragone calza. Dunque se ci sono responsabilità vanno individuate. E poi c’è bisogno di chiarezza. Chiarezza sul Medioleasing [Spa interamente a capo di Bdm e operante nel settore della locazione finanziaria con 101 milioni di capitale sociale, ndr]. E sapere poi  a chi vogliono dare la Cassa di Risparmio di Loreto e che fine fanno i dipendenti. Carilo è un asset importante, un asset in attivo. Venderla è un errore. E’ come vendere l’albero del giardino che produce frutti”.

Torniamo un secondo alla questione delle responsabilità che avevate già affrontato nel vostro comunicato del 3 luglio.
“Il discorso è semplice. Se ci sono responsabilità di Bianconi è ovvio che non poteva però essere solo. Quello che vediamo è che attorno a lui c’erano altri manager che ancora continuano ad operare negli stessi ruoli. Dirigenti che nel migliore dei casi non si sono accorti di niente, nel peggiore non so. In ogni caso vanno sostituiti. Quindi è necessario vedere quali professionalità esistono all’interno della banca e valorizzarle. Oppure farle venire da fuori. Perché, lo ripeto, un Direttore Generale non può da solo aver portato Banca delle Marche in questa situazione. I ruoli dirigenziali vanno azzerati, valutando poi caso per caso. Ma intanto le persone che contornavano Bianconi vanno rimosse dalle loro posizioni ricominciando da zero. Non dico lincenziate perché un sindacato difende i lavoratori fino a prova contraria. Ma quei dirigenti non possono continuare ad occupare quei ruoli. Perchè lo dico ancora. O non si erano accorti, che è già grave. O ancora peggio sapevano”.

Massimo Bianconi e Michele Ambrosini.

Massimo Bianconi e Michele Ambrosini.

Si vocifera che al Direttore Goffi non sono state lasciate le mani troppo libere. Da questo punto di vista credo abbia impiegato quasi sei mesi per avere un Vice-direttore di sua fiducia.
“Il nuovo Direttore Generale deve costituirsi una squadra sua. Se quello che dice è vero, se non gli sono state fatte fare le scelte che voleva, allora vanno ricercate altre responsabilità. Perché vorrebbe dire che non si vuole fare chiarezza. E far lavorare il Direttore Goffi con il freno a mano tirato significa dire che non si vuol lasciar camminare questa azienda. Se ci fossero influenze esterne a rallentarne l’operato sarebbe grave per l’intero istituto”.

Parliamo adesso dei lavoratori. Qual è la situazione all’interno del Gruppo?
“C’è una grande situazione di tensione e di incertezza che si avverte. Capisce, dopo anni di utili stratosferici trovarsi in queste condizioni è spiazzante. Crea incertezza e preoccupazione”.

Ha mai sentito parlare di dipendenti che ai tempi di Bianconi hanno provato a sollevare i problemi, dipendenti che si erano accorti che qualcosa non andava. Come ad esempio che le posizioni peggiori venivano chiuse in Bdm e portate in Medioleasing pur di avere bilanci in attivo, dipendenti che dalla vecchia dirigenza sono stati in alcuni casi zittiti e in altri trasferiti. A me risulterebbe.
“Di questo davvero non so. E’ possibile che sia successo, non dico il contrario. Ma questi casi sono molto delicati non sempre il lavoratore si rivolge al sindacato o lo fa in modo pubblico.  O almeno non si è rivolto al nostro di sindacato. Quindi non so davvero cosa dirle”.

Ora le faccio una domanda che chiunque le farebbe. Possibile che i sindacati non si fossero accorti di niente? Immagino ci saranno anche tanti quadri tra i vostri iscritti.
“Il sindacato è molto presente nell’azienda, c’è una forte sindacalizzazione. Ma anche il fatto che avessimo un ottimo contratto integrativo, uno dei migliori del settore, era rassicurante. Quando le cose vanno male di solito i primi a pagare sono i lavoratori, ma in Bdm non era così. Tutto quindi lasciava intendere che le cose andassero bene. Le ripeto, era nella stanza dei bottini che dovevano accorgersi. E chi era nella stanza dei bottoni, nel migliore dei casi, non si è accorto di niente”.

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L'ex segretario pesarese della Dc, Arnaldo Forlani,

L’ex segretario pesarese della Dc, Arnaldo Forlani,

A parziale conferma delle pressioni esterne ancora in atto sulla vita di Banca delle Marche, l’articolo apparso oggi sul Corriere della Sera. Il quotidiano di Via Solferino dedica per la prima volta quasi mezza pagina all’istituto marchigiano. Oltre a fare una sintesi delle vicende e a riportare alcune parole rassicuranti pronunciate ieri dal Direttore Goffi,  l’articolo parla delle prime impressioni di Rainer Masera.  “La lunga esperienza da menager e la lunga frequentazione della politica romana”, riporta l’articolista, “pare non siano bastati a contenere la sorpresa di Masera per le dinamiche ancora vive in certi ambienti marchigiani, dove l’influenza di tal presidente o di tal consigliere di amministrazione, si misura in base al suo grado di vicinanza ad Arnaldo Forlani, 88 anni, esponente di punta della Dc con i natali a Pesaro. […] Una riserva indiana”, prosegue Paolo Pica, “di ex Dc che sembra funzionale quasi solo agli equilibri nelle Fondazioni Bancarie.”

 

 

 



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