Terremoto su Banca Marche:
tra i 27 indagati gli ex vertici
e noti imprenditori

LA FINANZA IN AZIONE - I reati ipotizzati vanno dal falso in bilancio all'appropriazione indebita. A 12 tra ex presidenti e manager, contestata anche l'associazione per delinquere: Bianconi, Barchiesi e il maceratese Vallesi indicati come promotori. Tra gli inquisiti Lauro Costa, Michele Ambrosini e Tonino Perini. Nel fascicolo aperto dalla procura di Ancona compaiono anche i nomi degli ex vice direttori Giorgi, Cavicchia, Dell'Aquila e dei costruttori Pietro Lanari, Vittorio Casale, Enrico e Giuseppe Calamante e Vincenzo Minardi. Perquisizioni scattate all'alba in varie province: Pesaro, Ancona, Macerata, Roma, Sassari
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Massimo Bianconi e Michele Ambrosini.

Massimo Bianconi e Michele Ambrosini.

 

di Marco Ricci

Ci sono buona parte degli ex dirigenti di Banca Marche e i più importanti ex-amministratori dell’istituto di credito tra coloro che sono stati oggetto questa mattina (leggi l’articolo) delle perquisizioni effettuate dalla Guardia di finanza su indicazione della Procura di Ancona in merito alle indagini sul dissesto di Banca Marche aperte dalla magistratura dorica dopo i due esposti presentati nella prima metà del 2012 dal nuovo direttore generale, Luciano Goffi.

I finanzieri, dalle prime luci dell’alba, hanno compiuto perquisizioni tra le province di Pesaro, Ancona, Macerata, Roma e Sassari, coinvolgendo anche le abitazioni di importanti imprenditori. Nelle indagini sono coinvolte  27 persone e i reati su cui sta indagando la magistratura vanno da quelli patrimoniali e societari fino alle false comunicazioni sociali, il falso in prospetto e ostacolo all’attività di vigilanza, contestando ad alcuni indagati anche l’appropriazione indebita e la ben più grave associazione a delinquere. Quest’ultima accusa – finalizzata al falso in bilancio, alla corruzione tra privati, all’appropriazione indebita e all’ostacolo all’attività di vigilanza –  ha interessato quasi tutto l’ex vertice di Banca Marche: dall’ex dg Massimo Bianconi agli ex presidenti Lauro Costa, Michele Ambrosini, Tonino Perini, oltre ad alcuni massimi dirigenti di Banca Marche e Medioleasing, tra cui Claudio Dell’Aquila, Pier Franco Giorgi, Leonardo Cavicchia, il maceratese Stefano Vallesi, Giorgio GiovanniniFabio Baldarelli e Giuseppe Barchiesi e Daniele Cuicchi.

Bianconi, Barchiesi e Vallesi sarebbero i promotori dell’associazione a delinquere mentre gli altri sono indagati come partecipanti.

Notevoli anche i nomi degli imprenditori sottoposti alle indagini. Dal noto costruttore anconetano Pietro Lanari – accusato di appropriazione indebita per mancanza di garanzie – all’imprenditore bolognese Vittorio Casale, oltre ai maceratesi Enrico e Giuseppe Calamante, a Vincenzo Minardi, Giovanni Taus, Gianluca Ruggeri, Faustino e Giovanni Filippetti, Luigi Rossi.

Il costruttore Pietro Lanari

Il costruttore Pietro Lanari

Le indagini – coordinate dalla procuratrice Elisabetta Melotti coadiuvata dai tre sostituti Andrea Laurino, Marco Pucilli e Valeria Sottosanti – e che godono della collaborazione della Vigilanza di Banca d’Italia sembrerebbero essere solo un primo filone che ha interessato in modo particolare alcune operazioni effettuate in Medioleasing. Dai nomi degli indagati sembrerebbero all’attenzione dei magistrati le operazioni con la Valpotenza del gruppo Calamante e quelle con il gruppo Minardi-Polo Holding di Fano. Gianluca Ruggeri, Taus Giovanni e Vincenzo Minardi sono infatti i tre componenti del Cda del gruppo fanese di cui lo stesso Ruggeri è direttore generale. La Polo Holding, oltre a detenere quote del Fano Calcio, ha  partecipazioni più o meno importanti altre sette società, tra cui la Polo Holding Sardegna.

Vittorio Casale, il cui nome era già uscito al momento della notizia degli esposti, è un notissimo costruttore bolognese, in passato arrestato su ordine della procura di Milano per mancato versamento delle imposte, operazioni immobiliari che avrebbero gravato sulle casse di quattro aziende fallite, ingiusti profitti a danni dei creditori e sottrazione di documentazione aziendale, come libri e scritture contabili.  Vittorio Casale è indagato adesso da parte della Procura  di Ancona per le vicende legate al famoso immobile di via Archimede, a Roma, che Massimo Bianconi avrebbe acquistato da una società dello stesso Casale per circa 7 milioni di euro con il tramite di suo familiare. Il denaro, secondo l’accusa, proverrebbe dalla Tercas di Antonio di Matteo, in seguito commissariata da Banca d’Italia.

Lauro Costa, ex presidente di Banca Marche

Lauro Costa, ex presidente di Banca Marche

L’ELENCO DEGLI INDAGATI – Sono dunque indagati a vario titolo dalla Procura di Ancona l’ex direttore generale di Banca Marche, Massimo Bianconi e i suoi quattro vice direttori, Claudio Dell’Aquila (poi presidente di Medioleasing), Pier Franco Giorgi, Leonardo Cavicchia e Stefano Vallesi, e i tre ex presidenti di Banca Marche, il pesarese Michele Ambrosini, il maceratese Lauro Costa e Tonino Perini. Tra i massimi dirigenti e funzionari sono sottoposti all’indagine dei magistrati  ci sono Giorgio Giovannini (direttore centrale BM, già ex vice direttore Medioleasing), Giuseppe Barchiesi (ex direttore generale di Medioleasing), Fabio Baldarelli (vice direttore generale di Medioleasing), Daniele Cuicchi (ex responsabile commerciale Medioleasing), il tecnico Stefano Gioacchini, Giuseppe Paci (area crediti BM), Massimo Battistelli (ex capo area concessione crediti) e due tecnini esterni incaricati delle perizie, l’ingegnere Giuseppe Lucarini e Chirstian Renzetti. Gli imprenditori indagati sono: Pietro Lanari,Vittorio Casale, Enrico e Giuseppe Calamante, Vincenzo Minardi, Giovanni Taus, Gianluca Ruggeri, Faustino e Giovanni Filippetti, Luigi Rossi.

 

 

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