Bdm, Cda col botto: si dimette Grassano,
Pirro eletto vicepresidente

Il Cda nomina il commercialista civitanovese al ruolo che fu di Ambrosini. Entra in Consiglio l'ex direttore Alberto Costantini. Gazzani amareggiato per le dimissioni: "Una perdita gravissima per Banca Marche." Spacca e Masera hanno incontrato gli imprenditori interessati all'aumento di capitale. Urgente la sottoscrizione del prestito obbligazionario subordinato.
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mario pirro

Mario Pirro

di Marco Ricci

Per il Consiglio di Amministrazione di Banca delle Marche sembra non esserci pace. Nonostante oggi sia stato eletto oggi il suo nuovo Vicepresidente  Mario Pirro, il commercialista civitanovese entrato a far parte del Cda da poco più di un mese su indicazione della Fondazione Carima, e nonostante sempre oggi sia stato cooptato al ruolo di Consigliere Alberto Costantini, sempre oggi ha rassegnato le proprio dimissioni Giuseppe Grassano.

Andiamo quindi per ordine, partendo proprio dalla nomina alla Vicepresidenza di Mario Pirro. In passato Presidente del Collegio Sindacale della Cassa di Risparmio di Loreto, la piccola banca controllata quasi all’ottanta per cento da Bdm, ha rivestito lo stesso ruolo presso la Focus Gestioni Sgr, la società del gruppo Banca delle Marche specializzata in gestione del risparmio. Un uomo considerato da Macerata non solo come un profondo conoscitore dell’istituto jesino ma anche come un tecnico di provate competenze in grado probabilmente di operare al fianco del direttore Luciano Goffi per il risanamento e la riorganizzazione della banca. Sebbene la nomina del Vicepresidente spetti al Cda, è abbastanza scontato che il nome sia gradito a Macerata e che la Fondazione Carima possa essere stata la proponente della candidatura. Pirro, lo ricordiamo, andrà così ad affiancare l’altro vicepresidente, Federico Tardioli.

Giuseppe Grassano

Giuseppe Grassano

Ma sempre oggi – quasi un fulmine a ciel sereno – si è dimesso Giuseppe Grassano. Il consigliere in quota Macerata era entrato in Cda assieme a Francesco Cesarini, l’altro banchiere dimessosi due settimane fa in polemica  con il Cda di Banca delle Marche per la sottovalutazione della situazione di crisi della Banca. Benché non siano noti i motivi esatti che hanno portato alle dimissioni di Grassano, le motivazioni dovrebbero essere le stesse che hanno spinto Cesarini a lasciare. Dunque un j’accuse a tutti gli effetti, corredato sembra da una lunga lettera di dimissioni, verso chi ha guidato la banca in questi mesi di crisi. Raggiunto durante la manifestazione in cui Fondazione Carima ha consegnato oggi pomeriggio quattordici ambulanze alle associazioni di volontariato della provincia di Macerata, il Presidente Gazzani era evidentemente amareggiato della decisione ddi Grassano. “Una perdita gravissima”, ha commentato, “per il Cda e per tutta Banca delle Marche.”

Alberto Costantini, ed direttore di Bdm e ora cooptato nel Cda.

Alberto Costantini, ed direttore di Bdm e ora cooptato nel Cda.

Dunque il Consiglio di Amministrazione di Banca delle Marche non è riuscito neppure oggi a completare il suo organico, nonostante il board nella seduta odierna abbia cooptato al proprio interno Alberto Costantini, già Direttore Generale di Bdm precedentemente a Massimo Bianconi. Anche in questo caso, seppure la cooptazione sia responsabilità del Consiglio, è più che ipotizzabile che il nome di Costantini sia stato deciso dalla Fondazione maceratese durante la riunione che si è svolta questa  mattina in Via Crescimbeni. In ogni caso, dopo tre mesi di gestazione, non solo l’organigramma di Banca delle Marche non riesce ancora a dirsi completo ma le dimissioni di Grassano sembrano aver innescato una vera e propria bomba per le motivazioni addotte.

Il Consiglio di Amministrazione nella riunione di questo pomeriggio doveva discutere anche le linee guida del piano industriale che dovrebbe essere approvato il 25 luglio prossimo. Un piano che Rainer Masera – nell’incontro di ieri con le rappresentanze sindacali in cui era affiancato dal Direttore Generale – ha già prefigurato essere più incisivo di quello presentato nell’aprile scorso. Parole che hanno subito messo in allerta i sindacati. Così nella giornata di oggi è stato diramato dalle organizzazioni dei lavoratori un comunicato congiunto in cui si sottolinea che “la franchezza della discussione ha messo ancor più in evidenza, purtroppo, le preoccupazioni che avevamo espresso nella nostra lettera dei giorni scorsi, in merito ad un inasprimento del piano industriale che ci vede fortemente contrari.”  Banca Marche e sindacati torneranno comunque ad incontrarsi venerdì mattina, come richiesto dagli stessi sindacati, prima che il piano industriale diventi attuativo.

Gian Mario Spacca

Gian Mario Spacca

AGGIORNAMENTO DELLE 20.40: E’ terminato l’incontro tra Masera e gli imprenditori marchigiani avvenuto al termine del Cda e a cui era presente anche il Presidente della Regione Spacca, organizzatore anche di questa seconda chiamata a raccolta dell’imprenditoria marchigiana. Il Governatore ha ribadito “l’importanza di un mantenimento della governance locale di Banca delle Marche”, sollecitando nuovamente le forze sociali e il mondo delle aziende ad essere al fianco dell’istituto di Credito. Spacca si è detto inoltre soddisfatto in quanto  il numero dei presenti si è aggirato sui cento cinquanta, un numero superiore al precedente incontro convocato in Ancona. In prospettiva, comunque, si annunciano nuove riunioni per dar seguito all’iniziativa intrapresa dal Presidente della Regione. Anche da Banca delle Marche la riunione di oggi è stata definita “molto positiva,” seppure sembra che il Rainer Masera abbia indicato l’estrema urgenza di sottoscrivere il prestito obbligazionario subordinato lanciato alla fine di giugno e che scade il 31 luglio. E’ possibile infatti che il Total Capital Ratio di Bdm sia di nuovo sceso sotto l’otto per cento, e la cifra che deve ancora essere coperta oscilla tra i settanta e gli ottanta milioni. Tra gli intervenuti all’incontro di oggi – oltre agli imprenditori Guzzini, Merloni e don Pigini – anche Paolo Tanoni, autore di un lungo intervento. Come si ricorderà, l’avvocato recanatese è stato più volte indicato come uno degli organizzatori della cordata marchigiana per l’aumento di capitale.



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