Banca Marche, le accuse della Procura
“Reati plurimi contro il patrimonio”

Il procuratore di Ancona Elisabetta Melotti ha confermato le prime iscrizioni al registro degli indagati ma non ci sono al momento avvisi di garanzia. In 18 pagine di verbale Bankitalia accusa il CdA in carica fino ad aprile 2012
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banca_marche.jpgProseguono senza tregua le indagini sulla vicenda Banca Marche che da mesi scuote il sistema creditizio territoriale. “Plurimi reati societari e contro il patrimonio, ai danni della banca”: sono queste  le accuse della Procura di Ancona nell’inchiesta che vede le prime iscrizioni nel registro degli indagati (leggi l’articolo). Lo ha confermato il procuratore di Ancona Elisabetta Melotti. L’inchiesta era stata avviata in primavera sulla passata gestione di Banca Marche, ora commissariata dal ministero dell’Economia per perdite che sfiorano gli 800 milioni di euro e rettifiche su crediti che ammontano a 451,8 milioni. Melotti non ha però precisato il numero di indagati (sarebbero otto o nove persone).
“L’indagine è ancora in corso e in piena evoluzione – ha detto, senza entrare nel merito di atti e contestazioni – e la situazione è fluida: alcuni indagati potrebbero aggiungersi e la posizione di altri potrebbe essere archiviata”. Le iscrizioni sono “tecniche”, evidentemente collegate alle segnalazioni fatte dalla Guardia di Finanza che ha da poco completato un primo ‘step’ di indagini, e non invece collegate ad “atti garantiti”: cioè, in sostanza, non ci sarebbero stati, almeno per il momento, avvisi di garanzia.

Giuseppe Feliziani, uno dei due commissari di Bm (fonte youreporter.it)

Giuseppe Feliziani, uno dei due commissari di Bm (fonte youreporter.it)

Sin dall’inizio, ha rimarcato Melotti, la Procura ha operato in piena collaborazione con gli ispettori di Bankitalia, che hanno concluso in questi giorni le verifiche sulla gestione dell’istituto di credito, e avuto a disposizione tutta la relativa documentazione, oltre a quella acquisita dai finanzieri da Banca Marche che riguarda il 2010, il 2011 e anche gli anni precedenti.

I finanzieri, da tempo al lavoro nell’istituto jesino,hanno acquisito la documentazione relativa anche al 2012. Gli accertamenti erano scattati dopo due esposti presentati dall’ultima dirigenza dell’istituto di credito ante commissariamento: riguardavano le posizioni dubbie di 16 clienti, in particolare società del settore edile ma non solo, e beneficiari di crediti e leasing.

Sono in molti a tremare per il verbale che i commissari di Bankitalia Feliziani e Terrinoni hanno consegnato in questi giorni alla procura di Ancona. Diciotto pagine in cui vengono contestate delle anomalie nelle decisioni prese dal CdA in carica fino ad aprile 2012,  in primis il trattamento riservato all’ex direttore generale Massimo Bianconi. Per gli anni 2011/2012, ha ricevuto compensi per un importo complessivo di 7,1 milioni di euro, oltre la metà dei quali corrisposta a titolo di anticipata conclusione del rapporto di lavoro. In particolare, la somma di 1,5 milioni pagata a Bianconi nel luglio 2011, è stata corrisposta in mancanza di una sostanziale interruzione del servizio, mentre altri 2,3 milioni sono stati pagati a settembre 2012, al momento della fine del rapporto di lavoro, senza tener conto del collegamento con i rischi assunti.

«Il Consiglio di amministrazione in carica fino ad aprile 2012  – si legge nel verbale – ha svolto la propria attività in modo carente, determinando squilibri nella situazione tecnica e differendo oltremodo il riordino del gruppo. Inadeguato, in particolare, è stato il monitoraggio sull’operato dell’ex direttore generale, dottor Massimo Bianconi, al quale è stata lasciata ampia autonomia senza validi contrappesi. n tale contesto si è registrato un rapido e forte deterioramento delle condizioni economico-patrimoniale, per effetto della scadente qualità del portafoglio crediti (le partite in deflault superano il 30 per cento dei prestiti). Le perdite che ne sono conseguite (528 mln di euro nel 2012 e 233 mln nel primo semestre del 2013) hanno intaccato gravemente il patrimonio consolidato, non più in grado di assicurare il rispetto del requisito prudenziale (6,65% il total capital ratio al 30/6/2013). Inoltre, la negativa capacità di reddito, incisa in misura significativa da costi operativi, non consente prevedibili recuperi nel breve termine». Naturalmente tutto ciò ha avuto conseguenze anche nella gestione delle controllate quale Medioleasing

Di Banca Marche ha parlato oggi anche Gabriele Magrini Alunno, neo direttore della sede di Ancona della Banca d’Italia a margine della presentazione dell’aggiornamento congiunturale dei dati sull’andamento dell’economia marchigiana.

“Il commissariamento di Banca Marche durerà fino a quando non si risolverà il problema. Spero che si risolva quanto prima ma l’alternativa ai commissari sarebbe molto più dolorosa…L’intervento di Bankitalia – ha spiegato – è volto a stabilizzare la situazione di Banca Marche e rilanciarla sul mercato. A monte, è necessario operare una valutazione precisa della banca – ha proseguito Magrini Alunno – per dare la possibilità a eventuali compratori o persone che vogliono sottoscrivere un aumento di capitale di pagare il prezzo corretto. La durata del commissariamento? Fino a che non si risolverà questo problema, non esiste un limite alle proroghe”.
In ogni caso, “l’intervento dei commissari non deve essere visto come un elemento di allarme ma come un momento di garanzia”. Sull’avvio di procedimento per sanzione amministrativa in via di notifica agli ex consiglieri di amministrazione dell’istituto di credito, il direttore non è entrato nel merito ma, in sostanza, ha indicato in circa un anno i tempi per la fine dell’iter per l’eventuale applicazione delle sanzioni. “I destinatari avranno 30 giorni, con eventuale proroga di altri 30, per formulare controdeduzioni”. In seguito, dopo l’eventuale approfondimento istruttorio, si riunirà la Commissione che avrà 250-260 giorni di tempo per irrogare le sanzioni che si applicano per ogni contestazione, da mille euro fino a 70 mila euro per ciascuna violazione riscontrata.

 

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