Mandrelli: “La libertà di pensiero
ha prevalso sulla politica propagandistica
Ora evitiamo la rivincita dei personalismi”

PRIMARIE, IL POST VOTO - Appello in vista del ballottaggio: "La maggioranza degli elettori non si è riconosciuta nella proposta dell’amministrazione in carica. Evitiamo ulteriori spaccature e comportamenti che rischiano di fare terra bruciata dietro di noi"
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Bruno Mandrelli ieru sera davanti alla sede del Pd (foto Picchio)

Bruno Mandrelli ieru sera davanti alla sede del Pd (foto Picchio)

 

Bruno Mandrelli affida ad una lettera aperta la sua analisi sul voto delle primarie che lo ha visto raggiungere il 49,48% con 1757 preferenze davanti al sindaco uscente Romano Carancini (44,44%, 1578 voti). Un risultato che però non è bastato ad evitare il ballottaggio di domenica prossima (leggi l’articolo).

“Ringrazio tutti i cittadini maceratesi che mi hanno onorato con il loro voto, confermando una forte volontà di cambiamento – scrive Mandrelli –
Abbiamo portato avanti insieme un impegno politico il più possibile sobrio e civile che si è dimostrato vincente rispetto ad una macchina propagandistica di grosso calibro e, ritengo personalmente, di eccessiva portata. E’ probabile che il comitato elettorale del sindaco in carica si sia fatto un po’ prendere la mano e dobbiamo prendere atto di una serie eccessiva di annunci, preannunci, conferenze stampa, pubblicazioni pubbliche e private rispetto alle quali abbiamo in parte dovuto replicare per la doverosa necessità di informazione, per altra parte correttamente rinunciare, penso ai ripetuti megafonaggi in città peraltro espressamente vietati dal regolamento elettorale.

Bruno Mandrelli ieri sera con Andrea netti e Renato Perticarari

Bruno Mandrelli ieri sera con Andrea netti e Renato Perticarari

Il nostro impegno ci ha visti andare oltre i consensi di un’amministrazione in carica che si è fortemente impegnata nella campagna elettorale, con qualche confusione nei ruoli e segni evidenti del ritorno ad un modo di far politica fatto anche di promesse: va riconosciuto a Macerata di aver dimostrato di saper far prevalere la libertà di pensiero e per soli 19 voti la partita non si è chiusa al primo turno, risultato obiettivamente molto positivo per la trasversalità dei consensi raccolti, dal mondo delle libere professioni e del commercio ai lavoratori della terra e del mondo artigiano, dal pubblico impiego ai giovani ancora disoccupati. Insomma, Macerata.
C’è poi chi poi dice che il consenso raccolto dal sindaco in carica sia caratterizzato da una non marginale presenza di voti di provenienza del centro destra, fortemente impegnato per scegliersi il candidato ritenuto meglio battibile per le prossime elezioni amministrative: ma qui ricordo che le elezioni di ieri erano segnate da una forte libertà e che a queste cose bisogna magari pensarle prima.

Bruno e Mandrelli e Romano Carancini, volti tesi dopo i risultati

Bruno e Mandrelli e Romano Carancini, volti tesi dopo i risultati

Dovrebbe ora intervenire il buon senso per prendere atto che la città ha parlato, che la maggioranza degli elettori non si è riconosciuta nella proposta dell’amministrazione in carica, che sarebbe utile evitare ulteriori spaccature e tentativi di rivincita che, inevitabilmente, assumerebbero tratti personalistici. Se l’invito a ragionare in questi termini non sarà accolto cerchiamo almeno di evitare uno strascico di campagna elettorale che rischia di fare terra bruciata dietro di noi, di avvelenare ulteriormente i pozzi, di creare ulteriori divisioni quali quelle che si creano allorquando assessori in carica scrivono che non voterebbero il concorrente – dello stesso partito – neanche morti. Questo fa male alla democrazia, fa male alla comune militanza politica, divide la città ed esaspera i conflitti, tutte cose delle quali non abbiamo affatto bisogno.
Prevarrà allora il buon senso? Difficile dirlo ma lo spero, diversamente andrò avanti con la mia proposta di cambiamento, senza quella presunzione che caratterizza troppe affermazioni che si leggono sulla stampa, con la volontà di unire e ricucire, con il desiderio di tornare a vedere una città che dialoga, che si confronta anche su idee e proposte diverse ma che è capace di restare unita per il bene comune, con la voglia di mettere da parte per sempre allusioni ed ammiccamenti, con un senso forte delle istituzioni e con un grande rispetto per il pubblico denaro e per le pubbliche funzioni che mai e poi mai devono essere diversamente interpretate”.

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