Mandrelli si toglie la cravatta
Poi si veste da leader:
“Coi soldi pubblici io non scherzo”

MACERATA VERSO LE PRIMARIE - Il lancio della campagna elettorale è anche un attacco frontale all'avversario Romano Carancini: "Basta slogan, basta bugie. Dalle piscine al Park Sì, troppe situazioni gestite male. Ridurremo a sei gli assessori e ci batteremo per i giovani e per il lavoro". Romano Mari: "Finalmente in questa città la corrente laico-socialista si unisce a quella cattolica-democratica". Michele Lattanzi: "Cinque anni di immobilismo a causa di un uomo solo al comando e dei suoi amici piazzati nei posti di potere"
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(In alto la galleria fotografica di Guido Picchio)

IL SORRISO di Bruno Mandrelli

IL SORRISO di Bruno Mandrelli

 

 

di Matteo Zallocco

Prima di iniziare a parlare si toglie la cravatta. Via i nodi, Bruno Mandrelli si scioglie davanti ad oltre 250 persone che hanno riempito la sala dell’Asilo Ricci. Politici di vecchio corso, noti avvocati, ma anche giovani e tanta gente comune. Un clima caldo con numerosi e lunghi applausi per il candidato alle primarie del centrosinistra che il primo marzo sfiderà il sindaco uscente Romano Carancini. Sullo sfondo le note di “La storia siamo noi” hanno tutta l’aria di essere una velata (ma neanche tanto) contrapposizione alla “Nuova Storia”, slogan tanto decantato in questi cinque anni dal sindaco Carancini. Mentre De Gregori canta (La Storia siamo noi/nessuno si senta offeso/la Storia siamo noi/attenzione/nessuno si senta escluso) Mandrelli si scalda. E si appassiona. Un profilo completamente diverso rispetto a quello visto nel faccia a faccia su Cronache Maceratesi di appena una settimana fa (leggi l’articolo). Stavolta, oltre ai contenuti, ci mette la grinta.

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Bruno Mandrelli inizia a parlare dopo essersi tolto la cravatta

 

IL SELFIE con la sua squadra

Mandrelli con la sua squadra

Ci crede: “Andiamo avanti e vinciamo”.  Chiede rispetto per gli organi collegiali: “Il consiglio comunale non può essere messo da parte come in questi ultimi 5 anni”. Attacca l’avversario: “Basta bugie”, esclama parlando delle piscine di Fontescodella (“Se si possono fare va risolto il problema, se non si possono fare va trovata una soluzione al problema”). Critica velatamente l’amico dell’avversario (l’assessore Narciso Ricotta): “I servizi sociali non vanno utilizzati solo per erogare soldi e case. C’è bisogno di un progetto globale per vivere insieme dignitosamente”. Plaude ‘chi ha capito che bisogna cambiare’: “Avete avuto un ottimo assessore al bilancio che è riuscito a tenere i conti in regola. Grazie a Marco Blunno, che oggi è qui”. Auspica un clima più sereno: “Siamo arrivati a un punto che a Macerata non ci si saluta per strada per questioni politiche”. Alza la voce: “Avversari sì, nemici mai”. E ancora più forte: “Lavoro, lavoro, lavoro. In quest’ultimo anno abbiamo assistito ad un esodo biblico, 700 giovani hanno lasciato Macerata. Vanno destinate risorse ai giovani, ci sono bandi europei a cui partecipare”.

mandrelli_bruno (2)Insiste: “L’assessorato all’Università è un segnale forte per far entrare definitivamente l’ateneo nel cuore della città”. Promette: “Riduciamo ancora il numero degli assessori, una Giunta a sei va benissimo”. Ammette: “Frequento poco, ma riconosco che in questa città il solidarismo cattolico è importantissimo, lì c’è tanta gente che parla poco e fa tanto”. Contrattacca: “L’urbanistica non è una brutta parola e non può essere sempre collegata al malaffare. Ma va seguita bene, in maniera più politica e più trasparente di ora”. Specifica: “E la trasparenza degli enti pubblici non è quella fatta passare dal disgraziatissimo Governo Monti”. Sogna: “Urbanistica per me è riqualificazione dell’esistente, vorrei vedere Macerata innamorarsi di nuovo di se stessa e iniziare a mettere a posto quello che ha. Vorrei vedere una città più pulita, come lo era in passato”. Tuona: “Con i soldi pubblici io non scherzo, perchè sono di tutti. La questione Park Sì è emblematica. Dando per scontata l’assoluta buona fede dico che le aziende strumentali del Comune (l’Apm) devono essere uno strumento del Comune e non devono fare politica. Quell’operazione non ha nessun ritorno concreto per Macerata”. E ribadisce: “Nel 2010, dopo 40 anni, si era finalmente trovato un punto di equilibrio per far rivivere il quartiere simbolo della città, il centro storico. Il parcheggio di Rampa Zara si può fare. Non ci si deve arrendere di fronte al privato, ci sono gli strumenti per poterlo fare, senza spendere più del dovuto”. Sulle pareti campeggiano i manifesti elettorali con il suo slogan, ‘Basta slogan’: “Non ce la faccio più a sentirli, iniziamo a parlare di cose serie”.

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AL SUO FIANCO c’è Nicola Perfetti

 

L'ABBRACCIO con Romano Mari

L’ABBRACCIO con Romano Mari

Un comizio all’americana, preceduto dagli interventi di alcuni suoi sostenitori. Prima i giovani  che sono al suo fianco (Nicola Perfetti, Paola Casoni, Giuliano Caracini, Alessia Scoccianti, Maurizio Saiu e Alessandra Orazi) che lo hanno incoronato come “il capitano di una squadra che può far volare alto questa città”. Mandrelli ringrazia: “Loro saranno parte della futura classe dirigente maceratese”.

Poi il presidente del Consiglio comunale Romano Mari: “Finalmente a Macerata si uniscono due correnti, quella laico-socialista di cui fa parte Mandrelli e quella cattolica-democratica di cui sono un’espressione. Eravamo tanti i possibili candidati: ci siamo parlati, ci siamo confrontati e abbiamo scelto Bruno. Per la sua capacità, per la sua caparbietà, per la sua cultura”.

Alessandro Savi

L’INTERVENTO di Alessandro Savi

Quindi Alessandro Savi, consigliere di Centro Democratico:  “In questi 20 anni ho conosciuto tanta gente per bene, ma in pochi sono rispettosi e leali come Bruno. Questi cinque anni sono stati segnati da errori, ritardi, mancanze e da scelte politiche sbagliate a causa dell’autoreferenzialità, dell’isolamento e della chiusura verso la città di Carancini. Bruno saprà riportare un clima di serenità e appartenenza”.

Ancora più duro nei confronti del sindaco uscente è l’intervento del consigliere Michele Lattanzi (Comunisti Italiani): “Oggi siamo qui perché in questi anni al Comune di Macerata non c’è stata la politica. C’è stato un uomo solo al comando che ha fatto solo annunci: nel 2011 aveva promesso di iniziare i lavori per il palazzetto in quattro mesi e quelli del polo natatorio entro giugno. Oggi non abbiamo nulla. E sono stati tolti i soldi per la strada via Mattei-La Pieve, un’opera fondamentale per questa città. Ha governato (malissimo!) assieme ai suoi amici che ha posizionato ai vertici delle società Partecipate, senza basarsi su criteri di professionalità”.

L'ATTACCO  a Carancini di Michele Lattanzi

L’ATTACCO a Carancini di Michele Lattanzi

L'ALLEATO - Massimiliano Bianchini

L’ALLEATO – Massimiliano Bianchini

Infine Massimiliano Bianchini, capogruppo di Pensare Macerata: “Sono emozionato perché sento che sta ripartendo qualcosa di serio e importante grazie a Bruno Mandrelli, professionista affermato e politico che sa come far funzionare la macchina amministrativa. Non possiamo fare la guerra per altri 5 anni e questa guerra, caro Romano, l’hai sempre portata tu”.

Presenti in sala anche la segretaria provinciale del Pd Teresa Lambertucci, il segretario cittadino Paolo Micozzi, il consigliere regionale Angelo Sciapichetti, gli assessori Marco Blunno e Federica Curzi, i consiglieri comunali di maggioranza Netti, Del Gobbo, Romoli, Compagnucci, Gasparrini, Orazi, Borgiani e il consigliere di opposizione Claudio Carbonari.

E tanta altra gente ad ascoltare e applaudire Bruno Mandrelli in versione Alexis Tsipras: senza cravatta.

 

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La segretaria provinciale Teresa Lambertucci e Graziano Pambianchi

La segretaria provinciale Teresa Lambertucci e Graziano Pambianchi

 

Il segretario comunale Paolo Micozzi e Graziano Magnarelli

Il segretario comunale Paolo Micozzi e Graziano Magnarelli

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