Ritorno di Carelli in commissione
Il Pd continua a chiedere le dimissioni

MACERATA - Solo il capogruppo Andrea Netti vorrebbe lasciarsi alle spalle la vicenda per guardare avanti e chiude con una battuta: "Via la questione dal tavolo, al massimo un cartellino giallo." Per Micozzi, segretario cittadino, il partito ha invece già espresso la sua richiesta di dimissioni e tornerà a riunirsi: "Se ci sono conflitti di interesse vengano detti chiaramente e non in modo ambiguo"
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Luigi Carelli

Luigi Carelli

 

di Marco Ricci

Di nuovo fuoco alle polveri dopo la comunicazione con cui il consigliere del Partito Democratico, Luigi Carelli, ha ripreso il suo posto come presidente della commissione ambiente e territorio (leggi l’articolo). La vicenda, nata dal sequestro da parte della magistratura di alcuni manufatti edificati da Carelli in prossimità della sua abitazione senza autorizzazione paesaggistica, ha poi avuto un seguito molto polemico. Le successive dichiarazioni del consigliere, che aveva parlato di prassi consueta quella di chiedere una sanatoria ex-post, avevano suscitato fortissime reazioni sia all’interno del Pd che da parte del sindaco Carancini il quale aveva chiesto le dimissioni di Carelli da presidente della III commissione. Ne era seguito un lungo dibattito all’interno del Partito Democratico senza che si arrivasse però a una decisione chiara sul da farsi, con Carelli che si era nel frattempo autosospeso. Le acque si erano comunque calmate ma la decisione del presidente della III commissione di riprendere il suo posto, con una lettera al presidente del Consiglio Romano Mari  dopo aver sanato la questione dal punto di vista amministrativo, ha riportato la vicenda al centro dell’agone politico.

Nicola Perfetti

Nicola Perfetti

Se il sindaco di Macerata, Romano Carancini, preferisce per il momento evitare ogni commento accompagnando il diniego con un gesto che domanda al cronista di non fargli dire per il momento ciò che pensa, piuttosto dure sono le dichiarazioni arrivate oggi dal renziano Nicola Perfetti e da Romeo Renis. “Ho sempre pensato che Carelli avesse commesso un errore e le sue dichiarazioni non mi erano piaciute fin dall’inizio – ha esordito il coordinatore dei renziani –  Non si può sostenere che ciò che è corretto da un punto di vista giudiziario lo sia poi necessariamente dal punto di vista politico. Continuo a pensare che il comportamento del Consigliere Carelli sia stato non conforme all’etica politica. Chiedevamo le dimissioni già da prima e penso che ci siano ancora gli estremi per chiederle, perché una sanatoria non sana la valenza politica della questione e  respingo l’equazione non punibilità uguale correttezza di comportamento”. Per quanto riguarda le dichiarazioni contenute nella lettera inviata a Mari in cui Carelli si dice “ben disponibile,  a rivolgere le critiche puntuali, se necessario, a ben altri fatti nonché a soggetti potenzialmente in conflitto di interesse”, Nicola Perfetti è altrettanto netto. “Non conosco le situazioni di cui parla, ma se dice cosa del genere e si hanno informazioni, ci sono gli organi preposti a cui rivolgersi. Adesso – ha concluso Perfetti – Dovremmo al più presto fare un passaggio in direttivo dove il dibattito è rimasto sospeso. Il Pd deve prendere, magari dopo una discussione chiara, una posizione unitaria su una storia che va avanti da sei mesi. Ma la decisione va presa. Noi comunque restiamo per le dimissioni”.

 

Romeo Renis in Consiglio comunale

Romeo Renis in Consiglio comunale

In termini non molto diversi si è espresso anche Romeo Renis, coordinatore del Pd nuovo corso. “Sul piano giuridico è giusto che la vicenda faccia tranquillamente il suo corso, ma è sul piano dell’opportunità che ritengo che Carelli si sarebbe dovuto dimettere. Le sue prime dichiarazioni sono state deleterie  e io rimango alla decisione che gli era stata chiesta di assumere attraverso un documento ufficiale del Pd, ovvero le dimissioni da presidente della commissione. Resto a quella decisione perché non è cambiato niente da allora. Chi rappresenta i cittadini deve dare massima trasparenza e avere maggior rispetto delle regole rispetto agli altri. Per quanto riguarda quella frase un po’ sibillina della sua lettera – ha concluso Renis – resto fermo ad un detto: ciò di cui si può parlare va detto in modo chiaro, ciò di cui non si può parlare si taccia. Se il consigliere Carelli ha elementi, allora ha l’obbligo morale di denunciare sul piano politico o alla magistratura comportamenti anomali. Il rischio, al contrario, è di gettare confusione su confusione. Conoscendo Luigi Carelli – ha concluso Renis in tono un poco più conciliante – mi auguro che prenda atto che sul piano politico c’è necessità di dare un segnale ai cittadini.”

Il capogruppo del Pd Andrea Netti

Il capogruppo del Pd Andrea Netti

Se il consigliere Michele Lattanzi dei Comunisti Italiani non ha dubbi nel difendere Carelli, non vedendo più alcun presupposto né amministrativo né politico che impedisca al presidente della III commissione di riprendere il suo posto, a gettare acqua sul fuoco ha pensato il capogruppo Pd in Consiglio Comunale, Andrea Netti. “Il mio compito è quello di gestire un gruppo consiliare ed una maggioranza che arriva a brandelli a fine mandato – ha spiegato Netti – E queste fibrillazioni sono come gettare un fiammifero in una Santa Barbara. Mi sembra che la vicenda del consigliere Carelli sia stata totalmente risolta. Rispetto alle accuse che gli vengono mosse – ha proseguito – credo che debba essere messo sull’altro piatto della bilancio il servizio che egli ha reso in otto anni come presidente. Sicuramente – Netti è passato ai difficili rapporti con la Giunta – in quest’ultimo periodo ci sono state forti tensioni con l’amministrazione ma l’apporto del consigliere Carelli è sempre stato di grande professionalità e terzietà e in più occasioni le delibere proposte dalla Giunta sono state modificate sulla base di indicazioni puntuali pervenute dallo stesso Carelli. Credo che in un’ottica di interessi generali e guardando alla necessità di arrivare a fine mandato concentrandoci sui problemi più importanti e irrisolti dalla città – ha concluso con una battuta scherzosa – la questione deve essere tolta dal tavolo al più con un cartellino giallo.”

Il segretario del Pd maceratese, l'avvocato Paolo Micozzi

Il segretario del Pd maceratese, l’avvocato Paolo Micozzi

Anche il segretario del Partito Democratico maceratese, Paolo Micozzi, si è reso molto disponibile ad intervenire sulla questione e ad illustrare il suo punto di vista, non condividendo il tono di qualche passaggio espresso dal consigliere Carelli e stigmatizzando il ritorno a posizioni intransigenti quando una soluzione – anche se di compromesso – si era trovata con l’autosospensione del presidente della commissione. Le valutazioni del segretario, però, appaiono diverse da quella del capogruppo Netti. “La posizione del partito è chiara – ha esordito Micozzi – quando ha chiesto sei mesi fa a Luigi Carelli di fare un passo indietro, ovviamente ben distinguendo tra l’aspetto processuale e l’aspetto politico. Carelli ha posto in essere solo in parte ciò il Pd aveva proposto ma almeno con la sua parziale disponibilità la situazione si era placata. Sulla lettera di qualche settimana fa – è arrivato al punto l’avvocato maceratese – è chiaro che il Pd ne ha preso atto e, seppure la decisione spetta in qualche modo alla commissione, le nostre indicazioni già ci sono. E’ chiaro che adesso il partito dovrà arrivare ad una decisione con un unità di intenti che deve interessare non solo il direttivo ma anche il gruppo”.

Micozzi – al termine della sue dichiarazioni – ha stigmatizzato come Renis e Netti il passaggio della lettera in cui Luigi Carelli ha ipotizzato altri fatti gravi e conflitti di interesse. “In queste situazioni delicate bisognerebbe riflettere prima di dire certe cose perché le parole sono pietre. Queste affermazioni a livello generico suscitano solo ambiguità e sembrano essere lanciate solo per chi vuole capire. Se vi sono conflitti di interesse – ha concluso il segretario Pd – vengano detti chiaramente e portati all’attenzione del partito che poi si esprimerà di conseguenza”. Il Pd non sembra dunque voler far sponda al suo consigliere comunale valutando la questione politica e di immagine della vicenda in un momento oltretutto – come ha sottolineato Paolo Micozzi – in cui il Partito Democratico ha ripreso a salire nel consenso degli italiani.

Pierpaolo Tartabini, capogruppo di Sel

Pierpaolo Tartabini, capogruppo di Sel

Molto dure e nette le parole del consigliere Pierpaolo Tartabini di Sinistra per Macerata: “Trovo devastante questa vicenda, a partire dalle dichiarazioni di Carelli quando affermò che così fan tutti e per finire con la circostanza che è stato proprio lui a inserire nella minitematica quegli emendamenti che hanno permesso la lottizzazione, proprio lui che poi ha avuto in comodato d’uso dal proprietario il terreno sul quale ha costruito il muretto incriminato. Questo da adito a tutti quei sospetti dei cittadini che pensano che l’interesse pubblico sia spesso sopravanzato dall’interesse personale. Un amministratore, oltretutto, deve dare esempio di maggior trasparenza e rispetto delle regole rispetto ad ogni altro cittadino.” Tartabini, prima di ribadire la sua richiesta di dimissioni, lancia qualche accusa anche al Partito Democratico. “Gravi responsabilità in questa vicenda le ha anche il Pd che non ha mai assunto una netta posizione. Per quanto riguarda Carelli – ha concluso – distingendo il piano giudiziario da quello etico e politico è ovvio che dovrebbe dimettersi dalla presidenza della terza commissione, così come abbiamo sempre detto».

 

 

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