Un medico sempre in prima linea,
è morta Daniela Del Bello:
«E’ stata un esempio per i colleghi»
TOLENTINO - E' stata tra i fondatori del 118, ha lavorato alla centrale operativa di Macerata e al Potes. Ha partecipato a diverse missioni per far fronte alle emergenze in Italia e all'estero. Il direttore del Servizio di emergenza territoriale 118 dell’Ast di Macerata, Ermanno Zamponi: «Ha messo a servizio degli assistiti tutta la propria professionalità in un quotidiano contesto di sofferenza altrui, mostrando sempre competenza, cortesia, rispetto e gentilezza verso chi si trovava in difficoltà»

Daniela Del Bello
In prima linea nell’emergenza sanitaria, è morta a 71 anni il medico Daniela Del Bello, ora in pensione e per tanti anni al servizio al 118 di Macerata e alla Potes di Tolentino. Si è spenta domenica scorsa. L’Ast oggi l’ha ricordata per una carriera dove si è sempre impegnata nell’emergenza, oltre al lavoro nella nostra provincia è stata impegnata con l’Associazione regionale emergenza sanitaria (Ares) a cui era iscritta, in varie missioni per far fronte a calamità avvenute sia all’estero (ad esempio in Pakistan nel 2004) che in Italia.

Daniela Del Bello con Marco Esposito e Sauro Buongarzone
Era anche presente al funerale di Papa Giovanni Paolo II a Roma, era a L’Aquila all’ospedale da campo per il terremoto del 2009.
«Era andata in pensione dall’agosto del 2022, – ha detto l’amico e collega Ermanno Zamponi, direttore del Servizio di emergenza territoriale 118 dell’Ast di Macerata –. Daniela è stata insieme a me una delle fondatrici del 118, dove ha svolto servizio attivo alla Centrale operativa di Macerata e la Potes di Tolentino ininterrottamente sin dal primo giorno di attivazione del servizio, nel lontano 1 luglio 1996, e dove ha ricoperto il ruolo di vicedirettore e responsabile della Centrale coordinamento trasporti. Durante questo lungo periodo ha messo a servizio degli assistiti tutta la propria professionalità in un quotidiano contesto di sofferenza altrui, mostrando sempre competenza, cortesia, rispetto e gentilezza verso chi si trovava in difficoltà. Non si è mai risparmiata e per questo è stata di esempio per i colleghi e tutto il personale, pur mantenendo sempre il suo carattere gioviale e sereno».
Non bastasse l’impegno con 118 e Ares, come volontaria si è dedicata alle attività dell’Avis di Tolentino per molti anni e attraverso l’associazione Sermit di Tolentino, fondata da don Rino Ramaccioni, ha dato aiuto ai bambini poveri, orfani o malati accolti in istituti gestiti da religiosi. «Esempi di vita come quello di Daniela Del Bello sono testimonianze preziose per ognuno di noi – ha detto il dg dell’Ast Alessandro Marini – e dimostrano come la professione del medico, quando è frutto di autentica vocazione, permea l’intera vita della persona, che diventa capace di mettersi al servizio degli altri, sempre e ovunque».
Il funerale si è svolto nella chiesa di San Catervo, gremita di parenti, amici e numerosi colleghi che hanno voluto stringersi in un ultimo abbraccio a Daniela per ricordare la collega, amica e professionista che ha saputo aiutare tutti, senza tenere conto di orari e festività, ponendo sempre al primo posto la salute del paziente. Insomma un medico vero.
nella foto dell’articolo siamo in Pakistan a Manshera nel 2005, in occasione di un terremoto devastante. La Protezione Civile Nazionale aveva inviato un ospedale da campo con il personale dell’Ares. Marco Esposito tiene in braccio il primo nato nel nostro ospedale, insieme a Daniela e Me.
L’ etimologia di Daniela è “Dio è il mio giudice”. Condoglianze.