Ncd, Mc nel cuore, Ballesi e Menghi:
“Stiamo lavorando a una lista unica”

MACERATA - Quattro forze politiche pensano ad una grande aggregazione in vista delle elezioni del 2015. A loro si dovrebbe aggiungere la Lista Conti. Critiche al sindaco: "Si sente figo solo per palazzo Buonaccorsi". Sull'approvazione del bilancio preventivo: "C'è poco di sociale, è assistenzialismo per creare consenso elettorale"
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Marco Guzzini e Anna Menghi

Marco Guzzini e Anna Menghi

di Filippo Ciccarelli

Sarà l’aria di Macerata in primavera, ma nei gruppi consiliari di opposizione qualcosa sta cambiando. A poco più di un anno dalle Comunali del 2015, infatti, cinque consiglieri appartenenti a quattro liste diverse parlano apertamente di elezioni e della possibilità di presentarsi uniti per cercare di vincere in una città dove il centrosinistra governa ininterrottamente da 14 anni. Un atteggiamento di rottura, se non altro nella tempistica, e che lascia intravedere un progetto politico diverso rispetto a quello delle precedenti tornate elettorali, in cui la frammentazione sui candidati e le decisioni prese un po’ all’ultimo momento hanno spesso messo il centrodestra in difficoltà. Ieri (leggi l’articolo) è stato approvato dal Consiglio comunale il bilancio preventivo 2014/2016, tra il silenzio della minoranza: «E’ più serio pensare di costruire l’alternativa per le prossime elezioni, perché tra un anno si vota, che spendere ancora chiacchiere su argomenti di cui si sa tutto – dice Anna Menghi – in una città normale sarebbe bastato il fatto di pagare interessi sui mutui per piscine che non esistono per mandare a casa tutta una classe dirigente, dall’ex sindaco Meschini a Carancini».

Da sinistra i consiglieri Menghi, Ballesi e Nascimbeni

Da sinistra i consiglieri Menghi, Ballesi e Nascimbeni

IL FASCINO DELLE LISTE CIVICHE – In uno dei momenti storici in cui i partiti vivono probabilmente il minimo appeal nella storia recente della politica, anche a Macerata c’è voglia di liste civiche. Anche Marco Guzzini, rappresentante del Nuovo Centrodestra, è pronto a entrare nella costruzione di quell’alternativa al centrosinistra che altri cinque consiglieri (oltre a Guzzini) rappresentanti di quattro liste (Giorgio Ballesi, Anna Menghi, Fabrizio Nascimbeni, Francesca D’Alessandro e Fabio Massimo Conti, assente alla conferenza stampa per impegni di lavoro) sono pronti a sposare. L’obiettivo dell’opposizione, insomma, è quello di presentarsi unita con un unico candidato. «Costruire qualcosa è difficile, ma si può fare. Lo abbiamo visto in questi anni in Consiglio, quando siamo stati uniti abbiamo messo in difficoltà l’Amministrazione – prosegue Menghi – l’alternativa c’è, vogliamo aggregare nella chiarezza». Traduzione: porte aperte a chi ci sta, ma non alle imposizioni dall’alto e alle scelte dell’ultimo minuto prese altrove. La strada delle primarie non sembra percorribile nei gruppi di opposizione, che sono orientati a presentarsi con il solo sostegno delle liste civiche. Una tentazione che avrebbe anche Deborah Pantana, pronta a candidarsi sì con il sostegno di Forza Italia, il suo

L'assessore al bilancio Marco Blunno insieme al sindaco Romano Carancini

L’assessore al bilancio Marco Blunno insieme al sindaco Romano Carancini

partito, e che rappresenterebbe lo scoglio maggiore a quell’unità che il cantiere della minoranza sta cercando di costruire. «Durante l’approvazione del bilancio mi ha dato molto fastidio sentire il consigliere Bianchini, che per 10 anni è stato assessore con Meschini, dire che il centrosinistra non ha un progetto per la città. Chi pensano di prendere in giro? Io lo chiedo ai maceratesi».

“SOCIALE? NO, ASSISTENZIALISMO PER CERCARE CONSENSO” – «Il bilancio è ridotto alla manutenzione ordinaria delle strade – esordisce Giorgio Ballesi – e pur essendo un documento di previsione, è sostanzialmente il consuntivo delle cose non fatte. Risaltano da anni le stesse identiche voci, come il parcheggio di Rampa Zara. Ho personale stima dell’assessore Blunno, perché da spiegazioni tecniche e non politiche sul bilancio. Ma, vista forse la latitanza del titolare, mi pare sia diventato “assessore al bilancio e alle piccole cose”, al di là della manutenzione non c’è nient’altro. Ci dicono che non si può fare di più perché non ci sono risorse, ma queste non mancavano quando hanno fatto le promesse. E le promesse qualificanti non sono state realizzate».  Ballesi osserva poi che, se è vero che i dirigenti sono stati ridotti da 11 a 6, non è stata portata a termine la riduzione degli assessori: «Ricotta voleva diminuirli, salvo poi farsi nominare assessore. Io credo che per

Francesca D'Alessandro

Francesca D’Alessandro

una città come Macerata, cinque assessori e il sindaco siano più che sufficienti». Per Marco Guzzini «il sindaco si sente “figo” per l’inaugurazione di palazzo Buonaccorsi, ma non si rende conto che lo stesso palazzo rischia di essere una cattedrale nel deserto perché scollegato dal resto della città. I parcheggi erano chiusi – prosegue Guzzini – e molta gente si è lamentata. Questa Amministrazione non sembra credere, lei per prima, nelle cose che organizza».
Ma è sulla destinazione del 53% del bilancio al sociale che l’opposizione si scatena: «Non c’è un reale riscontro nei servizi erogati – dice Francesca D’Alessandro – per esempio nelle tantissime richieste che vengono respinte per l’iscrizione di bambini agli asili nido. Non è nemmeno specificato come vengono spesi i soldi nei servizi sociali che sono più che altro assistenzialismo. Per le scuole sono stati fatti dei lavori, ma si è trattato di interventi tampone; invece di pagare 400 mila euro all’anno di affitto all’Ircer per i locali delle scuole Mestica e di via Panfilo, in 10 anni Macerata avrebbe potuto creare un polo scolastico d’eccellenza, moderno e antisismico, ma come al solito manca la progettualità». A rincarare la dose ci pensa Ballesi: «La solidarietà sociale non è solo un aiuto di tipo economico, ma anche eliminare le barriere architettoniche, come quelle incontestabili che ci sono alla fine di corso Cavour, per andare in piazza Garibaldi e piazza Annessione. Non è solidarietà sociale pensare a dei lavori che eliminino quelle barriere? La verità è che con quel 53% di bilancio destinato all’assistenzialismo si cerca il consenso elettorale, cioè i voti». Si concentra invece sulla situazione delle municipalizzate il consigliere Fabrizio Nascimbeni: «Ci sono troppi veli pietosi da stendere. Come quello sul caso Smea-Cosmari, per cui noi adesso paghiamo il massimo delle tariffe, a causa di scelte politiche sbagliate. La situazione del Cemaco rimane nel limbo, con debiti ed interessi che però continuiamo a pagare. L’Apm viene utilizzata per i servizi di base ma non c’è un minimo di strategia. Viene tutto rimandato al futuro, non si sa bene quando».



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