L’AreaDem converge su Mandrelli
Si aspetta una sua risposta

MACERATA VERSO LE ELEZIONI - Nelle prossime ore il Pd dovrebbe scegliere lo sfidante di Carancini alle primarie. Ma l'ex segretario, favorito su Nicola Perfetti, tentenna. Dalla riunione di Pensare Macerata arriva l'ok per la candidatura autonoma: la Tardella ci pensa, Giustozzi non ha dato la disponibilità. Micozzi risponde a Renis: "La competizione elettorale non prenda derive populiste"
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Bruno Mandrelli

Bruno Mandrelli

di Matteo Zallocco

Bruno Mandrelli ha il sostegno dell’AreaDem. Ore decisive nel Pd di Macerata per scegliere il candidato da contrapporre al sindaco uscente Romano Carancini alle primarie del primo marzo. In ballo restano due nomi: da una parte il giovane Nicola Perfetti che negli ultimi giorni ha trovato l’appoggio del gruppo della deputata Irene Manzi, dall’altra Bruno Mandrelli, consigliere comunale ed ex segretario del Pd, sul cui nome nelle ultime ore è confluita l’AreaDem che rappresenta la maggioranza assoluta del partito e di cui sono espressione anche il segretario Paolo Micozzi e il consigliere regionale Angelo Sciapichetti. Dopo aver tergiversato per diversi mesi sperando nella candidatura unitaria di Pietro Marcolini, ora in corsa per le regionali, l’AreaDem ha deciso di puntare su un’altra figura autorevole in un momento ritenuto particolarmente delicato per il capoluogo. Ora il segretario Micozzi attende una risposta di Mandrelli che non ha ancora sciolto i nodi sulla candidatura: i suoi dubbi sono legati alle primarie che non vorrebbe con più di due candidati.

Il capogruppo di Pensare Macerata Massimiliano Sport Bianchini

Massimiliano Sport Bianchini, capogruppo di Pensare Macerata

Ma c’è anche una terza candidatura, quella proposta da Massimiliano Bianchini, che va avanti per la sua strada. Ieri sera la sua lista, Pensare Macerata, si è riunita e ha dato l’ok alla candidatura autonoma per le primarie. Presente anche Federica Curzi, vicesindaco della Giunta Carancini. Dei due nomi forti proposti da Bianchini, resta possibile quello della presidente della Maceratese Maria Francesca Tardella che sta valutando la sua eventuale scesa in campo. Più lontana l’ipotesi di Mauro Giustozzi. Il direttore amministrativo dell’Università di Macerata è lapidario: “Ha già detto tutto Bianchini dichiarando che il mio nome gli piace molto ma al momento non ha la mia disponibilità”.
Il progetto del leader di Pensare Macerata è chiaro: “Noi vogliamo assolutamente il superamento di questo sindaco – dice Bianchini – Vedo che in città c’è una grande voglia di cambiamento che noi stiamo cercando di interpretare coinvolgendo persone della società civile per un vero progetto civico. Abbiamo bisogno di allargare questa coalizione che è troppo ridotta ed oggi come oggi non è facile formare delle liste”. Da qui il coinvolgimento del gruppo di lavoro guidato dall’avvocato Leonardo Archimi che potrebbe presentare una seconda lista civica insieme anche a persone di centrodestra: l’idea, ancora in fase di studio, è stata proposta ai consiglieri di Macerata è nel Cuore Fabrizio Nascimbeni e Francesca D’Alessandro e a Giorgio Ballesi. Due liste con un candidato esterno al Pd. “Coinvolgere gente nuova al primo turno – è il pensiero di Bianchini – significherebbe anche arrivare al ballottaggio contro Carancini uniti e più forti. Mandrelli e Perfetti hanno la nostra stima ma serve una coalizione più ampia”.
Secondo il Pd comunque la candidatura di Mandrelli consentirebbe un allargamento della coalizione visto che riscuoterebbe consensi anche fuori dal partito.

Paolo Micozzi e Romeo Renis si erano sfidati per la segreteria del Pd

Paolo Micozzi e Romeo Renis si erano sfidati per la segreteria del Pd

Nel frattempo il segretario Paolo Micozzi risponde al consigliere comunale Romeo Renis che lo ha invitato ad essere super partes e ha chiesto le sue dimissioni (leggi l’articolo) in caso di eventuale candidatura alle primarie. “Sono stato invitato da più parti a voler dare la mia disponibilità. La mia risposta è stata che sarei stato disponibile solo se sulla mia persona ci fosse stata una convergenza se non unitaria almeno a larghissima maggioranza proprio per il fatto che ricopro l’incarico di segretario cittadino unitario”, scrive Micozzi che è stato uno dei diversi nomi dell’AreaDem sondati da alcuni esponenti del Pd in questo periodo prima di arrivare a stringere il cerchio su Mandrelli e Perfetti, entrambi appartenenti all’area renziana.

“Non si può negare – prosegue il segretario – che almeno una parte del Nuovo Corso si sia defilata sulla candidatura Carancini, ne consegue che il rispetto della unitarietà comunque sarebbe stato garantito.  La convergenza su un nome alternativo a Romano Carancini non va interpretata come una volontà di metterlo all’angolo ma solo nell’ottica di individuare un altro candidato proprio per garantire primarie vere. Quanto al sostegno all’amministrazione uscente è stato sempre assicurato nel corso del mio mandato e questo credo vada interpretato a testimonianza della mia lealtà e di tutti i componenti la mia segreteria. E’ ingeneroso quindi accusare il partito e con esso anche gli esponenti di vertice quali Irene Manzi ed Angelo Sciapichetti. Le ambiguità, l’apatia e l’immobilismo, richiamate da Renis, suonano come una deriva populistica che riverbera i suoi effetti negativi anche nei confronti del Nuovo Corso che è parte integrante della segreteria cittadina. In realtà Renis sa bene che il lavoro che si era deciso di affrontare: programma – coalizione – candidato, sta procedendo correttamente grazie anche a tutti coloro (della segreteria e non) che si prodigano in tal senso. Evocare scenari apocalittici nel caso in cui non prevalga alle primarie il candidato che si intende sostenere mi sembra limitativo e non rispondente alle sue reali finalità. Non è questa la competizione elettorale, lo scopo è quello di individuare il profilo che poi, lealmente sostenuto da tutti e da me in prima persona, affronti le prossime elezioni amministrative per vincerle . Per questo invito Renis a dire pubblicamente che sosterrà il candidato che uscirà vincitore dalle primarie anche se, per ipotesi, non dovesse corrispondere al profilo da lui auspicato. Solo in questa ottica, infatti, esse apporterebbero un valore aggiunto a sostegno del candidato del centro-sinistra”.

 

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