«Un solo passeggero
sul volo Ancona-Roma»
AEROPORTO - All'esultanza di Francesco Acquaroli per le tre offerte per le tratte con Fiumicino, Linate e Napoli, fa da contraltare l'ultimo caso segnalato da Matteo Ricci: «Nel Centro Italia ci sono quattro scali come Falconara, Perugia, Pescara e Rimini. Ci vuole una strategia per diventare complementari, altrimenti falliscono tutti»

L’aeroporto di Falconara
«Un volo partito con un solo passeggero non è un esempio di efficienza, è la fotografia di un sistema che non funziona e che va completamente ripensato. Serve una strategia seria per l’aeroporto delle Marche, non voli vuoti pagati con soldi pubblici». Così Matteo Ricci, europarlamentare Pd e candidato alla presidenza della Regione, commenta quanto accaduto qualche giorno fa, che ha visto l’ennesimo volo partire da Ancona (questa volta in direzione Roma) con a bordo un solo passeggero.
«Se un volo parte con un solo passeggero significa che manca una politica vera su trasporti, promozione, collegamenti. La continuità territoriale è stata una conquista importante, ma così rischia di diventare solo uno spreco – aggiunge – la Regione inoltre è al primo posto in Italia per disservizi aeroportuali. Praticamente l’aeroporto di Falconara è il simbolo della giunta Acquaroli, è il simbolo di chi si accontenta. Noi vogliamo invece dare un senso ad un’infrastruttura così importante e che può realmente essere centrale nella nostra Regione. Nel Centro Italia ci sono quattro aeroporti, Falconara, Perugia, Rimini, Pescara, che si fanno concorrenza tra loro, per questo c’è bisogno di una strategia interregionale che porti ad una federazione di questi aeroporti affinché abbiano funzioni complementari, altrimenti sono tutti destinati al fallimento. Basta provincialismi, basta mediocrità. Bisogna cambiare marcia. Le Marche devono tornare ad essere una regione che cresce e, per farlo, c’è bisogno di infrastrutture moderne e funzionanti».
Prendo settimanalmente il volo Ancona/Milano che partito con due/tre passeggeri a tratta oggi ne conta 28/30 ed in aumento. PARTE ALLE 8.00 ed alle 8.50 atterrà a Linate , praticamente in centro. La tratta Ancona – Roma ha un’orario incompatibile con impegni di lavoro ed impegni legati a professioni. Mi pare evidente . Sarebbe sufficiente farlo partire alle 7.50 con arrivo alle 8.30 a Fiumicino ove il treno Leonardo in 20 minuti collega il centro città PROBLEMA DI ORARI e certamente di ” mentalità ” poichè è impensabile che un marchigiano per andare a Roma ….vada a Perugia o a Rimini…..arriva prima in auto. ORARI CONGRUI E CAPILLARE INFORMAZIONE. Tutto semplicemente qui. Magari con professionisti seri e giusti al posto giusto. Francesco Acquaroli non c’entra assolutamente niente con slot , orari , tratte e compagnie.
I nostri tempi son così, anche nei cieli è guerra mondiale di supercazzole a pezzi.
Se cambiano i vertici della Regione è automatico che cambi anche l’economia della Regione? Non è che i cervelli sono equamente distribuiti tra le varie consorterie politiche?
Non sarebbe il caso di abbassare i prezzi? Chiedo per un’amico.
Forse sarebbe il caso che i marchigiani iniziassero a riflettere sul fatto che ad oggi, circa 120 chilometri della linea Ancona-Roma sono ancora a binario unico … se a ciò si aggiunge che nel 1976, vale a dire mezzo secolo fa, almeno nel fine settimana la tratta poteva essere coperta in poco meno di tre ore col mitico ‘Pendolino’, purtroppo dismesso (sicché attualmente il treno più veloce ci mette un’ora in più), e che l’alta velocità per le Marche è ancora un vero e proprio miraggio, il quadro è sufficientemente completo. Pertanto, sentire pontificare e lanciare strali da parte di Ricci – che, di fatto, è sodale di coloro i quali per cinque lustri (1995/2020) hanno tenuto la nostra Regione ai margini del sistema infrastrutture e trasporti nazionale (salvo la fulgida eccezione della Quadrilatero, targata però, e meno male, Mario Baldassarri) riducendola in condizioni di vero e proprio isolamento – risulta francamente intollerabile