La proposta di Archimi:
“Coalizione civica
con Nascimbeni candidato sindaco”

MACERATA VERSO IL VOTO - Appello alle liste Menghi, Ballesi e Macerata è nel Cuore di presentarsi da soli alle elezioni: "In questo momento è importante che i consiglieri che rappresentano la società civile restino in piena autonomia rispetto ai partiti, per dare un'alternativa alla città"
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L'avvocato Leonardo Archimi

L’avvocato Leonardo Archimi

 

L’avvocato Leonardo Archimi dalla scorsa estate è uno degli attori della scena politica maceratese in vista delle elezioni comunali di maggio. Ha costituito un gruppo di lavoro e ha partecipato ad alcune riunioni sia della coalizione di centrodestra che di quella di centrosinistra per ascoltare anche le proposte dei partiti. Nelle ultime settimane ha dialogato anche con la lista Pensare Macerata di Massimiliano Bianchini che gli aveva proposto di formare una coalizione civica per partecipare alle primarie del centrosinistra con una candidatura autonoma. Bianchini aveva chiesto la disponibilità a candidarsi sindaco a Maria Francesca Tardella e Mauro Giustozzi, per poi confluire sul nome proposto dal Pd, quello di Bruno Mandrelli che da sempre gode della sua stima. Anche Archimi non nasconde la sua stima per Mandrelli con cui anni fa ha condiviso l’esperienza politica nel Psi. Oggi però Archimi si rivolge alle liste civiche (Anna Menghi, Giorgio Ballesi e Macerata è nel Cuore) con il consiglio di affrontare da sole la competizione elettorale, in completa autonomia rispetto ai partiti. Archimi propone poi la candidatura a sindaco del consigliere Fabrizio Nascimbeni.

“Arriva sempre, nella vita delle persone, il momento in cui una scelta deve essere fatta – scrive l’avvocato Archimi –  A Macerata, con le prossime elezioni amministrative, arriverà, per tutti i noi cittadini, il momento di scegliere se continuare a lamentarci della insoddisfacente gestione della città o se vorremo impegnarci personalmente affinché qualche cosa cambi. In questi mesi ho avuto la possibilità di partecipare ad alcune riunioni politiche, sia della coalizione di centro destra che della colazione di centro sinistra, che ringrazio entrambe per avermi consentito di valutare le proposte e gli scenari di entrambi gli schieramenti ma che non credo possiedano i geni per consegnare ai cittadini la Macerata che essi vorrebbero vivere. La mia posizione, estranea ai partiti e convintamente civica, mi aveva fatto aderire alle istanze ed alle aspirazioni delle liste civiche che, in questi ultimi cinque anni, hanno partecipato all’amministrazione del comune dai banchi dell’opposizione e con esse (liste Anna Menghi, Macerata è nel cuore, Giorgio Ballesi e da poco anche Pensare Macerata) ho iniziato a maturare il convincimento dell’utilità della presenza in comune di cittadini non iscritti a partiti politici. Nessun condizionamento di partito, nessun interesse tipico dei professionisti della politica, nessun favore da chiedere o da rendere ma, allo stesso tempo, anche notevole competenza nelle questioni amministrative. Debbo dire che le coalizioni partitiche che si affronteranno a breve hanno dimostrato di tenere in molta considerazione la presenza delle forze civiche alle riunioni di colazione ma ritengo che ciò costituisca più un espediente elettorale che un desiderio di rinnovamento del profilo dei partiti. Una sorta di gattopardismo con cui presentarsi al corpo elettorale con qualche innesto civico. Per un candidato sindaco sostenere di essere appoggiato dalle liste civiche significa comunicare il proprio favore per le associazioni libere e, quindi, una maggior vicinanza con la città e con i suoi abitanti. Anche i nostri candidati non si smentiscono e sia il sindaco uscente Carancini (per ora candidato solo alle primarie) che la sfidante Pantana hanno dato vita ad associazioni o liste che definiscono civiche. La candidata del centrodestra ne ha costituite ben sei sul finire del 2014 mentre al sindaco uscente ne viene accreditata una. Forse a Macerata c’è bisogno di sette liste civiche per affrontare la prossima tornata elettorale perché nessun gruppo di cittadini ci aveva mai pensato prima? In consiglio stanno ancora sedendo sei rappresentati di ben 4 liste civiche (Anna Menghi, Giorgio Ballessi, Fabrizio Nascimbeni, Francesca D’Alessandro, Masimiliano Bianchini e Antonio Carlini). Quindi, con loro, le liste civiche alle prossime elezioni saranno almeno 11; non potendo peraltro sapere se non ne verranno formate altre.

Fabrizio Nascimbeni in Consiglio comunale con Giorgio Ballesi e Anna Menghi

Fabrizio Nascimbeni in Consiglio comunale con Giorgio Ballesi e Anna Menghi

All’inizio avevo pensato, in buona fede, anche ad una vera apertura dei partiti alla società civile ed alla coabitazione tra le vecchie strutture deputate alla politica e le nuove organizzazioni spontanee dei cittadini. Poi mi sono reso conto che si tratta del solito tentativo di corteggiare gli elettori promettendo un cambiamento che si cerca, invece, in ogni modo, di rallentare. Infatti, ancorché i cittadini che vi aderiscono sentano l’esigenza di partecipare all’amministrazione della città, le sei liste di Deborah Pantana non sono nate per un moto spontaneo della società civile ma ad opera di un soggetto politico che ha militato, e milita tutt’ora, nel principale partito del centro destra. La stessa osservazione va fatta alla lista che, sembra, sita costituendo Romano Carancini. Liste, quindi, pensate e volute da soggetti politici con una lunga storia di appartenenza ai partiti politi tradizionali. Ma se tutto ciò rientra, pur con le derive trasformiste che trascina, nella dinamica di ogni campagna elettorale, ciò che invece non mi sembra credibile sono le affermazioni di Deborah Pantana che ha dichiarato alla stampa che Francesca D’Alessando e Giorgio Ballesi sarebbero disposti a seguirla e a far parte della sua squadra. Non lo credo possibile perché ciò costituirebbe un danno politico enorme alla città e ad essi stessi.

Fabrizio Nascimbeni

Fabrizio Nascimbeni

Peraltro, non è secondario l’attacco sferrato da Lorena Polidori a Debora Pantana, solo ieri, con l’obiettivo di ridurne la portata rappresentativa dell’intero centro destra. Infatti, il punto politico è che le liste civiche costituite sei mesi prima delle elezioni da candidati sindaci che da 20 anni militano nei partiti tradizionali non possono rappresentare le istanze di rinnovamento che, invece, perseguono i cittadini e che sono rappresentate dalle liste civiche di ispirazione spontanea. Queste liste già ci sono a Macerata e i loro rappresentanti siedono in consiglio comunale. E’ ragionevole che Giorgio Ballesi e Francesca D’Alessando rinuncino a presentare le proprie liste per confluire, magari, in una delle sei liste del candidato di centrodestra perdendo il profilo ed il carattere con cui, per cinque anni, si sono opposte alla maggioranza? In nome di cosa, della promessa di un assessorato? Non credo che sia vero. Essi perderebbero il contatto con il proprio elettorato per divenire costola, neanche tanto della coalizione di centrodestra, quanto, proprio, di Debora Pantana. Perduti loro l’unica lista civica, che da oltre 15 anni si oppone alla politica ed ai partiti tradizionali, sarebbe la lista Anna Menghi, che resterebbe sola a rappresentare quei cittadini di Macerata che credono di poter portare un contributo fattivo alla gestione della città. Io credo, invece, che vi sia un grande spazio per queste tre liste civiche perché esse concorrano, coalizzandosi, alla prossima tornata elettorale e cerchino di far eleggere un sindaco che provenga dalla società civile o, non riuscendovi, con il proprio peso facciano sedere i propri rappresentanti nell’assise comunale e determinino le scelte dell’amministrazione. Le tre liste: Giorgio Ballesi, Anna Menghi e Macerata è nel cuore hanno la capacità ed il rispetto dei cittadini per sostenere una candidatura autonoma, civica, e, comunque, di costituire una forza elettorale capace di imporre ad una colazione maggioritaria le scelte dei maceratesi per Macerata. A differenza dei grillini in parlamento non dovrebbero ritirarsi sull’Aventino ma, al contrario, pretendere che i temi che stanno a cuore ai maceratesi, ma puntualmente disattesi dall’epoca del mandato di Anna Menghi, divengano i primi punti all’ordine del giorno del futuro consiglio comunale. Tre liste civiche ci sono, i programmi anche e i cittadini che le appoggerebbero sono in attesa. C’è anche il candidato: è Fabrizio Nascimbeni, consigliere comunale di “Macerata è nel cuore” che, per esperienza maturata sul campo e amore per la nostra città rappresenta un esempio di come la società civile potrebbe auto determinarsi nella gestione del proprio comune. Pertanto, invito le tre liste civiche a unirsi per formare un raggruppamento elettorale e nominare Fabrizio Nascimbeni quale candidato Sindaco dei cittadini alla prossima competizione elettorale. Ovviamente, confido che Fabrizio raccoglierà il guanto di questa sfida e, una vola convocato dai suoi colleghi di liste e di opposizione, lavori rapidamente ad un programma conivolgendo quanti più cittadini possibile”.

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