Primarie a tre: caccia agli anti-Carancini
Il Pd seleziona una rosa di nomi
Bianchini-Archimi, pronta coalizione civica

MACERATA VERSO LE ELEZIONI - Probabile doppio turno con ballottaggio l'8 marzo. Riunione di partito per individuare il competitor del sindaco uscente. Il terzo candidato è il "mister x" (pronti due nomi, un uomo e una donna) annunciato da Pensare Macerata, a cui potrebbe aggregarsi una lista con Ballesi e Macerata è nel cuore. Comitato Pantana: "Assistiamo ai soliti teatrini del centrosinistra"
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Massimiliano Bianchini e Bruno Mandrelli durante un incontro pubblico

Massimiliano Bianchini e Bruno Mandrelli durante un incontro pubblico

di Matteo Zallocco

Si profila una corsa a tre per le primarie del centrosinistra di Macerata che – salvo sorprese – si terranno il primo marzo in concomitanza con quelle regionali (il ballottaggio la settimana successiva).  L’unico candidato sicuro resta il sindaco uscente Romano Carancini, ma nei prossimi giorni dovrebbero uscire fuori gli altri due. E’ stato convocato per domani pomeriggio un incontro interno al Pd nel quale dovrà esser formata una rosa di 3-4 nomi dalla quale scegliere il candidato da contrapporre a Carancini. La rosa sarà sottoposta a tutti gli alleati e si sceglierà il nome che riscuoterà maggiori consensi per una candidatura il più possibile unitaria. I nomi più gettonati resterebbero quelli di Romano Mari, Bruno Mandrelli e Nicola Perfetti ma potrebbero uscire fuori delle sorprese dell’ultim’ora. Negli ultimi giorni si è parlato anche di Ninfa Contigiani (componente del Pd Nuovo Corso ma in rotta con Carancini) che sarebbe stata proposta dalla deputata Irene Manzi che a sua volta rimprovera al sindaco uscente di non essere riuscito a ricomporre fratture e divisioni all’interno con il suo partito.

IL NUOVO ALLEATO - L'avvocato Leonardo Archimi

IL NUOVO ALLEATO – L’avvocato Leonardo Archimi

Il terzo candidato è il “mister x” annunciato negli ultimi giorni dal leader di Pensare Macerata Massimiliano Bianchini, il quale ha dichiarato: “Ho pronti due nomi forti” (leggi l’articolo). E gli identikit risponderebbero ad un uomo e ad una donna di mezza età, entrambi esterni alle attuali forze politiche. Due figure che, secondo i ben informati, sarebbero idealmente più vicine a movimenti civici di centrodestra. E a tal proposito va sottolineato che all’incontro di ieri sera convocato dal segretario del Pd Paolo Micozzi con tutte le forze politiche di maggioranza era presente anche l’avvocato Leonardo Archimi che negli ultimi mesi ha costituito un gruppo di lavoro civico e che potrebbe presentare una seconda lista da affiancare a Pensare Macerata. E con Archimi potrebbero scendere in campo per le primarie anche alcune forze di opposizione come Macerata è nel Cuore e Giorgio Ballesi.
Una grande aggregazione civica a cui sta lavorando da tempo lo stesso Massimiliano Bianchini: “La volontà è di scendere in campo con queste due liste civiche e con una nostra candidatura – conferma il capogruppo di Pensare Macerata – Ho un rapporto splendido con Nicola Perfetti e sono molto legato a Bruno Mandrelli che stimo moltissimo, ma credo che la soluzione migliore sia che ognuno si misuri al primo turno con le proprie potenzialità per poi affrontare il ballottaggio uniti”. Ovviamente contro Carancini che in questi anni è stato sempre criticato da Bianchini ma anche da altre forze di maggioranza. Attualmente il sindaco uscente ha con sé qualche esponente del Pd Nuovo Corso e parte di Sel in un gruppo di cui fanno parte almeno tre suoi assessori: Alferio Canesin, Stefania Monteverde e Narciso Ricotta.
“Durante la riunione di ieri – conclude Bianchini – tutti sono arrivati alla conclusione che siamo in grande ritardo, sia sotto l’aspetto programmatico che per la scelta del candidato. Questo noi lo dicevamo da tempo”. Parola d’ordine: accelerare.

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Deborah Pantana

Deborah Pantana

Intanto interviene con una nota stampa il comitato elettorale per l’elezione di Deborah Pantana a sindaco di Macerata: “Assistiamo, senza troppa sorpresa ma anche con un po’ di imbarazzo, al bailamme che travolge la compagine di centrosinistra, impegnata da cinque anni nell’individuazione di un sindaco alternativo a Romano Carancini.  Dopo aver costretto l’Amministrazione a due verifiche ed aver tenuto l’intero Consiglio in pugno con la minaccia di rovesciare la Giunta Carancini, senza tuttavia averlo mai disarcionato, il centrosinistra ha contribuito pesantemente alla paralisi dell’attività governativa senza avere la forza reale di sfiduciare il sindaco, ma neanche quell’unità di intenti che avrebbe forse permesso qualche opera pubblica a vantaggio della cittadinanza.
Mentre contro Deborah Pantana, candidata di un amplissimo cartello di liste sia civiche che del centrodestra, alza critiche che nulla hanno a che vedere con l’attività amministrativa o con le scelte programmatiche e politiche, il centrosinistra continua imperterrito nelle proprie indecisioni sul da farsi: Carancini si autocandida sindaco, il segretario del Pd Micozzi si rammarica di non aver potuto candidargli contro Pietro Marcolini, le primarie si fanno poi non si fanno poi si rifanno ma spostate alla fine di febbraio, si ignora chi sarà l’altro candidato contro il sindaco uscente.  Forse l’attuale maggioranza pensa che la cittadinanza maceratese sia davvero totalmente incapace di comprendere l’eventuale finto dissidio tra i due contendenti?
La fallimentare “nuova storia” di Carancini, epilogo infelice del già triste decennio Meschini, ci convince una volta di più della giustezza della nostra scelta, caduta su Deborah Pantana: una donna che in questi anni ha condotto in Consiglio la propria battaglia di opposizione con rigore e tenacia. Una donna impegnata nel sociale, proveniente dalle file dei cattolici, intenzionata, insieme a tutti noi, a dare alla nostra città una chance di rinascita, dopo un ventennio che l’ha vista decadere senza soluzione di continuità. Ci auguriamo che anche coloro che ancora non hanno sciolto le proprie riserve sul da farsi si uniscano a noi, in questa occasione storica per spezzare, una buona volta, certi antichi legacci di potere che da decenni impediscono a Macerata di spiccare il volo”.

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