Giunta itinerante semideserta
Carancini: “Mi chiedo perchè”

MACERATA - Solo tre residenti all'assemblea sul centro storico. Il sindaco: "Si tratta di un'avversione a prescindere verso la politica e i politici". Poi il resoconto sulle attività svolte negli ultimi 4 anni, dal recupero del Buonaccorsi alla pedonalizzazione della piazza: "Un disegno per renderla un luogo d'incontro per tutti". I cittadini: " Siamo considerati solo dei vecchi rompiscatole. Così la politica ci obbliga ad andarcene"
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I presenti alla giunta itinerante sul centro storico, in primo piano l’assessore Pantanetti

di Claudio Ricci

Cinque assessori e tre residenti: il bilancio di una giunta itinerante , l’ultima del ciclo, praticamente deserta, quella che si è svolta ieri sera nella sede della Pro Loco a Macerata in via Costa. Eppure si è anche cercato di ritardare, credendo che la desolazione fosse in gran parte dovuta all’effetto azzurri impegnati nella qualificazione agli europei contro la nazionale di calcio maltese. Ma niente da fare: i pochissimi cittadini interessati, sono stati puntuali nell’orario e più avanti anche nelle critiche mosse nei confronti del sindaco Romano Carancini e della giunta, ieri sera rappresentata dagli assessori Canesin, Monteverde, Pantanetti e Ricotta. Il primo cittadino ha aspettato, confidando forse che durante il dettagliato resoconto sul centro storico esposto allo scarno uditorio, qualche altro residente si facesse vivo. Niente da fare. Nelle oltre due ore di pur acceso confronto con i pochi ma agguerriti cittadini nessun altro si è fatto vivo: nè i rappresentanti del coordinamento del centro storico, nè i commercianti, tanto partecipi in altre occasioni al dibattito sulla vita all’interno delle mura. Carancini si interroga e interroga la platea per avere un appiglio e spiegarsi quello scenario ai confini della realtà. «Parlando con i cittadini – racconta il sindaco – mi sono reso conto che non è più una questione di contenuti. Il malessere è più viscerale: si tratta di un’avversione a prescindere, verso la politica e i politici». Eppure dato lo scottante argomento del centro storico, le inerenti critiche sul disagio prodotto dalle ultime manifestazioni notturne, il malcontento in più occasioni palesato dai commercianti e il concludersi del ciclo delle giunte itineranti la sala avrebbe dovuto essere gremita e piuttosto infuocata. Come in contemporanea accadeva per temi di altrettanta polemizzante attualità in un’assemblea pubblica a Civitanova (leggi l’articolo).

Il sindaco Romano carancini espone i passi fatti dalla giunta sul centro storico

Il sindaco Romano carancini espone i passi fatti dalla giunta sul centro storico

Il confronto comincia comunque e Carancini espone  i passi fatti e quelli da fare sul centro storico. Dal recupero degli spazi come la sala Castiglioni (all’interno della mozzi Borgetti) all’investimento di un milione e 200mila euro per il Palazzo Buonaccorsi, che il prossimo 8 dicembre aprirà le porte della nuova mostra d’arte contemporanea al pubblico. «Investimento che sicuramente ha un ritorno di tipo economico per tutta la città – dice Carancini – con i 22 mila visitatori registrati fino ad oggi dalle altre ale del Buonaccorsi«. Nel recupero degli spazi poi anche la ricollocazione nella sede originaria dell’orologio della torre civica. « 700 mila euro di investimento che dovremmo vedere definitivamente funzionate e al proprio posto – dichiara il primo cittadino, dopo il completamento del planetario. Tra un mese inizieranno i lavori sulla torre per predisporre l’incavo».

Da qui si passa ai provvedimenti volti al miglioramento della qualità della vita. Cavallo di battaglia: il piano pedonalizzazione. «In questo senso – afferma Carancini – è stato simbolico il processo progressivo fatto per la liberazione di piazza della Libertà dalle auto. Neanche le premure di tipo pre-elettorale, che ci erano state sollevate, ci hanno impedito di procedere su questa strada. Abbiamo sì trovato un compromesso ma crediamo che questa situazione sia intermedia verso una prossima pedonalizzazione totale. Questo progetto si inserisce in una visione organica, che considera tutti i fattori portanti della qualità della vita nel centro: ‘università e l’accademia considerate chiavi di volta decisive nella visione di un campus per studenti all’interno delle mura, riportare gli uffici comunali dall’ex caserma Papalina (che sarà interamente destinata all’Agenzai delle Entrate) a Palazzo Conventati , recuperare lo spazio dell’ex Upim dove, grazie ad un progetto con l’Ersu  e la Regione siamo vicini ad un punto di svolta (mensa universitaria e attività commerciali). La scelta politica di orientare queste risorse è volta alla fidelizzazione del pubblico di visitatori al brand Macerata» Insomma nelle scelte della giunta la città trova nel centro storico il suo logo e luogo d’incontro ideale. «Proprio in questo ultimo anno abbiamo dimostrato come ogni iniziativa voluta e sostenuta sia stata oggetto di grande attenzione, da Musicultura alla notte dell’opera, passando per San Giuliano fino ad Overtime. Il filo rosso che lega queste manifestazioni, così diverse fra loro, è l’identificazione del centro come luogo naturale d’incontro dei cittadini, siano essi giovani o meno giovani , orientati a quello o questo tipo di attività culturale».

 

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I residenti Patrizia Sabbatucci con Pierre Rieben e Reinhard Sauer

Ultimo passaggio questo che però proprio non convince la delegazione di residenti all’ascolto. «Il filo rosso che lega le iniziative di natura così contrastante in centro non ci convince – spiega la residente in Galleria del Commercio, Patrizia Sabbatucci – soprattutto perchè puntualmente paasiamo nottate insonni e il mattino troviamo scenari degradati, con pipì, vomito e rifiuti di ogni genere, residuo dei bagordi». Una protesta pienamente condivisa da Reinhard Sauer, anche lui abitante in Galleria del Commercio. «Il problema è che da parte nostra – si sfoga Sauer – percepiamo che determinate scelte politiche e certa stampa ci reputino vecchi rompiscatole ed è come se implicitamente fossimo caldamente invitati a trasferirirci dal centro». Da qui la riflessione di Sauer, ex consigliere di maggioranza nell’ultimo mandato Meschini, si fa politica. «Chiederci perchè questa sera siamo in così pochi è  riferibile anche ad una rassegnazione da parte di alcuni cittadini e commercianti del centro, che da me stesso interrogati, hanno scartato l’idea di partecipare a questa giunta aperta perchè scoraggiati dalle scelte di questa amministrazione»

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Carancini e l’assessore Narciso Ricotta

Da parte sua il primo cittadino incassa e appunta le varie critiche, concentrando l’attenzione sull’arringa di difesa rispetto alle autorizzazioni per la musica concesse nel centro storico. «Per la normale amministrazione il permesso vale fino a mezzanotte (inderoga all’una) –  chiarisce Carancini – dopodichè la polizia municipale sanziona in base a quanto stabilito. Per le altre manifestazioni, per cui capisco e accolgo il disagio dei residenti, credo che il problema sia di carenza del personale delle forze deputate al controllo dell’ordine pubblico. La presenza di agenti e carabinieri con funzione preventiva deve essere assolta e mi muoverò celermente perchè in futuro sia garantitao». Poi sulla polemiche per Overtime (leggi l’articolo): «Credo che la piazza rimanga il luogo d’incontro per eccellenza. Allo stesso tempo stiamo individuando un luogo al chiuso che consenta ai giovani di divertirsi in tutta sicurezza e senza disturbo per la quiete dei residenti del centro».

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Gli assessori Alferio Canesin e Stefania Monteverde



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