Protesta in dialetto
in via del Mare:
«’Sta strada è ‘na pena»
POTENZA PICENA - "Pasquinata" in località Semprinia: con vernice rossa un cittadino segnala il dissesto del manto stradale. I residenti: «Da anni chiediamo interventi»

Strada dissestata a Potenza Picena, spunta un “messaggio” in dialetto per la sindaca Noemi Tartabini. “Pasquinata” in via del Mare dove questa mattina in località Semprinia è comparsa una scritta fatta con vernice rossa ad opera di qualcuno che voleva puntare l’attenzione sul dissesto del manto stradale.

In dialetto “invita” la sindaca ad accorgersi che la strada «è na pena» riferendosi allo stato di manutenzione. L’asfalto infatti risulta danneggiato in più punti con avvallamenti e dossi che ne minano la sicurezza per chi si trova a percorrerla più volte al giorno. Una situazione che è tale da alcuni anni, come lamentano i residenti e provocata dall’affiorare delle radici degli alberi che hanno rotto lo strato superficiale di catrame.

Fauno Potentino , se vuoi dare lezioni sul rispetto dovresti toglierti la maschera che usi per camuffare la tua identità , sempre che della tua identità tu non provi eccessiva vergogna . Certo la vocazione della destra potentina ad usare falsi profili appare ben lontana dai canoni minimi di rispetto ma anche di dignità .
Comunque, per stare al tema, a Potenza Picena, la destra governa da 11 anni prima con Francesco Acquaroli e poi con Noemi Tartabini;
Quegli alberi non sono stati messi a dimora ne’ da D’Alema ne’ da Occhetto ne’ dagli amministratori di sinistra ma dagli originari lottizzanti di simpatie neofasciste e da altri soggetti privati ai quali il Comune ha il dovere di chiedere di intervenire per evitare che le radici danneggino il fondo stradale . Chi amministra deve far rispettare le regole e deve portare rispetto alla comunità che rappresenta . Ma a Potenza Picena delle regole e del rispetto non da oggi la destra al potere si fa beffe .
Se il problema è grave e ricorrente, si può valutare la sostituzione dei pini con specie arboree a radici meno aggressive, come aceri o tigli.
Per un dissesto stradale antifascista bisognerà aspettare che mettano radici gli alberi promessi da Matteo Ricci?