Nicola Perfetti sollecita le primarie:
“Il Pd abbia il coraggio di decidere”

MACERATA VERSO LE ELEZIONI - Il giovane avvocato, renziano della prima ora, chiede al suo partito un cambiamento radicale e pensa al programma elettorale: "Cinque cose da fare in cinque anni". Boccia l'amministrazione Carancini: "Ma il sindaco uscente si ricandiderà, noi stiamo costruendo l'alternativa". Pronta l'alleanza con Massimiliano Bianchini (Pensare Macerata). "Cerchiamo un'intesa anche con Maurizio Mosca e Maria Francesca Tardella"
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Nicola Perfetti, 37 anni, da un anno e mezzo è entrato nel Pd

Nicola Perfetti, 37 anni, da un anno e mezzo è entrato nel Pd

 

di Matteo Zallocco

Il nome di Nicola Perfetti è tra i più gettonati per le primarie del Pd che si dovrebbero tenere a dicembre. Il giovane avvocato (37 anni) è uno degli ultimi arrivati nel Partito Democratico di Macerata, e uno dei primi ad aver sposato la linea Renzi.

“Ho iniziato nell’ottobre 2012 come coordinatore del Comitato Renzi. Ho preso la tessera del Pd subito dopo le primarie con Bersani del 3 dicembre. Ero e sono convinto che solo dall’interno si potesse aiutare a cambiare il Pd (che in questa città è l’unico partito strutturato) e fin da subito sono stato attratto dal rinnovamento renziano. Sono contento di aver visto un grande cambiamento almeno a livello nazionale. A Macerata il Pd ha ottenuto il 46% alle elezioni Europee grazie all’idea di dinamismo e decisionismo portata da Renzi. Ma queste due caratteristiche fondamentali oggi sono completamente assenti nel Pd cittadino”.

Tra meno di un anno Macerata andrà alle urne per scegliere il sindaco. Il suo è uno dei nomi più in voga nel centrosinistra, si candiderà?

“Io mi metto a servizio di un Pd che inizi a fare il Pd ed essere decisionista, che si liberi dalle paure che lo attanagliano, che alzi la testa e a schiena dritta affronti i problemi che la gente chiede vengano risolti. Per cambiare ci vorrà anche una forte unità di idee sulla base di un progetto serio. Vorrei che ci fossero primarie interne al Partito Democratico, con due soli candidati. Ma il tempo stringe, trovo strano che la discussione sulle primarie non sia ancora partita. Auspico che il prima possibile si inizino a delineare regole e il percorso che porterà a questa consultazione”.

Secondo lei Romano Carancini si ricandiderà?
“Da quello che lui dichiara ancora non ha deciso, ma io sono convinto di sì. Troverei molto strano che un sindaco uscente al primo mandato non si ricandidasse”.

Nicola Perfetti (2)C’è un discorso aperto tra voi dell’area ex Renzi e Pensare Macerata di Massimiliano Bianchini?
“Con lui parliamo la stessa lingua e abbiamo la stessa progettualità del futuro. Anche Massimiliano è stato ed è molto critico su come è stata amministrata la città in questi anni”.

Ci possono essere altre alleanze?
“Non escludo nulla, molto peso possono averlo le liste civiche”.

A proposito di civiche, recentemente Maurizio Mosca ha annunciato la sua volontà di ricomporre la lista “Città Viva” e tornare in campo con l’ipotesi di un Grande Centro che possa radunare tutte le civiche come alternativa a centrosinistra e centrodestra (LEGGI L’INTERVISTA).
“Sì, ed è stato molto critico col Pd. Ma l’ho vista come una critica propositiva, che puoi aiutare ad incentivare il cambio di rotta all’interno del partito. Auspico che si possa trovare un’intesa con Maurizio Mosca e altre persone come lui che possono essere una risorsa per Macerata.  Oltre a lui a mio avviso bisogna intavolare un discorso anche con la presidente della Maceratese, Maria Francesca Tardella”.

Se si candiderà a sindaco, quale sarà il suo programma per Macerata?
” A prescindere dal fatto che io mi candidi, il programma dovrà essere snello, fattibile, molto agganciato ai fondi europei. Cinque cose da fare in cinque anni, ma fatte bene”.

E quali potrebbero essere questi cinque punti del suo eventuale programma amministrativo?

” 1 – Urbanistica a volumetria zero, iniziando a parlare di vera riqualificazione anzichè continuare a costruire.; 2 – Creazione ed implementazione di aree verdi; 3 – rinnovamento radicale della viabilità, bisogna trovare una soluzione per collegare Macerata al resto del mondo, partendo dai collegamenti con la superstrada e da un radicale cambiamento dei collegamenti ferroviari; 4 – Un progetto lineare per rinnovare gli impianti sportivi al cui interno andrebbe inserito il discorso piscine; 5- Rivisitazione totale della sosta in centro storico attraverso nuovi parcheggi e collegamenti”.

Nicola Perfetti (3)Sulla pedonalizzazione di piazza della Libertà lei è stato critico sin dall’inizio.

“Io sono residente in centro e come tale non pretendo di trovare il parcheggio sotto casa ma comunque di avere qualche chances di non trovarlo lontanissimo. Con questa sosta veloce i residenti sono stati ulteriomente penalizzati. C’è una politica di disincentivazione della residenzialità in centro storico quando dovrebbe essere il contrario. Il problema non è mio che vado a correre e cammino molto ma di chi può avere limiti come gli anziani o le mamme con i bambini. E il discorso non riguarda solo il centro: perchè non si è fatto mai niente per agevolare il transito dei passeggini in città? Ad esempio andare con i bambini da corso Cavour ai Cancelli è diventata un’impresa pressochè impossibile o comunque pericolosa. Vorrei poi dire all’assessore Monteverde (nei giorni scorsi ha scritto su Facebook ’80 persone agli Apertivi culturali, ogni volta mi sorprendo, chissà come saranno venuti in centro?‘ ) che non ha capito il problema che si solleva o comunque fa finta di non capirlo. Il centro deve essere fruibile da tutti nella quotidianità, anche in un piovoso giorno invernale: per andare ad un evento la gente è disposta a parcheggiare lontano, ma per prendere un caffè magari va da un’altra parte”.

Quali potrebbero essere i nuovi parcheggi di cui ha parlato?

“L’amministrazione Carancini avrebbe dovuto cercare di portare avanti il programma elettorale che metteva al primo posto il parcheggio di Rampa Zara e che leggendo le recenti dichiarazioni di Farroni su Cronache Maceratesi (leggi l’articolo) non sembra così irrealizzabile come invece sostiene il sindaco. Mi sembra  interessante anche l’idea dell’ex sindaco Maulo di fare un parcheggio a raso a Rampa Zara, quindi realizzare una struttura a costo contenuto nella zona di Fonte Maggiore dove già parcheggiano diverse auto, realizzano però degli attracchi che portino a Rampa Zara. L’amministrazione Carancini ha invece dato priorità alla trattativa di acquisto del Park Sì dei Giardini Diaz per la quale mi sembrano più che sensate le critiche che ho letto: se acquisto un qualcosa che da qui al 2038 perderà circa 5 milioni di euro, il venditore dovrebbe ringraziarmi e non pretendere neanche un euro; dargli invece 2,5 milioni mi sembra fantascienza”.

 Prima ha detto che al Pd Macerata mancano due caratteristiche fondamentali: dinamismo e decisionismo. Spieghi meglio…

“Basta guardare le ultime due situazioni in ordine temporale: l’ultimatum al sindaco sulle piscine di Fontescodella scaduto il 30 giugno (senza gettare la croce addosso al capogruppo Netti che si è ritrovato da solo a gestire la vicenda) e la pedonalizzazione del centro storico con la direzione del Pd cittadino che ha espresso una serie di opinioni che non sono state tenute in alcun conto da parte del sindaco che ha presentato la delibera  senza avvisare nessuno. Ritengo grave anche la mancata presa di posizione politica sulla vicenda Carelli: il Pd non ha fatto niente e alla fine lui si è dimesso dal partito restando alla presidenza della Commissione urbanistica”.

Un Pd che non vuole o non sa decidere, dunque. La responsabilità è del segretario Micozzi?

“Il discorso prescinde da responsabilità personali, riguardano il contesto: a volte bisogna avere la forza di andare avanti a maggioranza e non ricercare ad ogni costo l’unanimità. Ad esempio, uno dei lacci che divide il Pd è quello di dividerci in correnti che hanno poca ragione di essere sopratutto a livello locale. Ad esempio io mi trovo spesso in sintonia con altri giovani del Pd che fanno parte di altre correnti: vedi Caterina Rogante, Ninfa Contigiani e Marella Grieco del cosiddetto Pd Nuovo Corso, Andrea Tonnarelli dei civatiani o Maurizio Saiu (Area Dem). Auspico una svolta coerentemente a quello che ha detto Renzi: non ha più senso parlare di renziani o altre correnti, ma solo di Pd”.

Cosa porta questa divisione interna?

“Le diverse anime finiscono nel pronunciare veti l’una nei confronti dell’altra producendo pericolosi stalli che il cittadino medio non capisce o comunque non è più questa la politica che vuole la gente. I cittadini oggi chiedono trasparenza, coinvolgimento, che la politica venga fatta in piazza e non più nelle segrete stanze. Il politico locale che sembra più corrispondente a questa idea di dinamismo politico che scende dal nazionale è il segretario provinciale Teresa Lambertucci che finora ha dato prova di affrontare i problemi frontalmente e in modo coraggioso”.

Si riferisce all’intervista attraverso la quale il segretario provinciale ha lanciato un appello al Pd Macerata chiedendo più maturità in vista delle primarie (LEGGI L’INTERVISTA)?

“Sì, ha detto quello che avrebbe dovuto dire il Pd cittadino. Teresa ha preso delle decisioni politiche (che possono essere ritenute giuste o sbagliate) e di riflesso le ha fatte prendere al partito. Mentre il Pd cittadino non riesce mai a dichiararsi pro o contro. Non condivido la presa di posizione del Pd Nuovo Corso contro la Lambertucci, secondo me non può essere definito intromissione un intervento di un segretario provinciale che dice la sua sulla politica di un circolo, tra l’altro di quello capoluogo della provincia. Quella del Pd Nuovo Corso è passata come una polemica formale ma sono sicuro che era legata al contenuto delle dichiarazioni critiche sull’amministrazione Carancini”.

 Qual è invece  il suo giudizio su questi cinque anni di amministrazione Carancini?
“Un giudizio purtroppo negativo, sono state fatte poche cose tra quelle promesse. E’ stata abbandonata qualsiasi forma di progettualità a beneficio di interventi estemporanei, come abbiamo visto con la viabilità, l’impiantistica sportiva, e in generale sull’idea di città. Ripeto, Carancini vinse le elezioni con un programma che metteva al centro  il parcheggio di Rampa Zara e la pedonalizzazione doveva essere il punto terminale del progetto ma è stata fatta saltando le fasi precedenti: la mancata realizzazione di parcheggi e collegamenti o ottimizzazione di quello già esistenti”.

I difensori di Carancini evidenziano che questa Amministrazione ha fatto bene nella cultura e nel sociale…
“Sì ma una città non è solamente cultura e sociale. Ci mancherebbe poi che una città che ha Università, Accademia e Sferisterio faccia male in ambito culturale. Il Buonaccorsi è bellissimo, ma parliamo di un progetto in piedi da 30 anni. Per quanto riguarda lo Sferisterio il botteghino sembra dare risultati positivi ma la qualità stenta, da quello che leggo o e sento sono due anni che un’opera su due viene bocciata sonoramente e in questo modo non si fa una bella pubblicità per il futuro. I servizi sociali, infine, sono la linfa vitale per un’amministrazione, in particolare di centrosinistra, e rappresentano il capitolo più grande che c’è nel bilancio comunale. Questa è ordinaria amministrazione, in questi cinque anni è stato davvero fatto troppo poco per questa città, senza nessuna idea di cambiamento”.

 

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