Primarie, Teresa Lambertucci:
“Da lunedì si dia centralità e forza
al territorio maceratese”

L'INTERVISTA - Il segretario provinciale del Pd, alle prese con l'organizzazione dei seggi per le votazioni di domenica, interviene sul voto in Regione e a Macerata. Critica la politica energetica della Giunta Spacca: "Le scelte fatte sugli impianti fotovoltaici e su quelli a biogas hanno dato il via libera a un deterioramento del paesaggio e a logiche speculative". Sulle frizioni nel capoluogo: "Sono tipiche di questa fase del confronto, ma spero che da lunedì lavorino tutti insieme"
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Teresa Lambertucci, segretario provinciale Pd

Teresa Lambertucci, segretario provinciale Pd

di Marco Ricci

Domenica il confronto tra Ceriscioli e Marcolini per la candidatura a governatore della Regione. A Macerata una sfida in buona parte interna al Pd per il candidato sindaco. Teresa Lambertucci, come si sta preparando il Pd provinciale?
Per le primarie di Macerata il Pd provinciale non ha un ruolo specifico, se non da osservatori esterni, in quanto a Macerata si è costituito un apposito comitato organizzatore. Per le consultazioni regionali il nostro ruolo è tecnico organizzativo, svolto insieme agli alleati di coalizione (Pd, Psi, Cd, Verdi, Idv). Il nostro obiettivo è quello garantire il maggior numero di seggi, possibilmente almeno uno per ogni Comune e garantire l’ordinato svolgimento delle primarie”.

Veniamo alla Regione, partendo da un suo giudizio sulla Giunta.
Gli ultimi venti anni del centro-sinistra ci consegnano una Regione ben governata. Ovviamente ci sono alcune ombre che non nascondo, tra cui le scelte di carattere energetico. Mi riferisco in particolare agli impianti fotovoltaici e a quelli a biogas, scelte che hanno dato il via libera a un deterioramento del paesaggio e a logiche speculative. Ci sono però anche molte luci, tra cui l’uso equilibrato dei fondi europei utilizzati per fronteggiare la crisi e una gestione oculata del bilancio. Vorrei poi ricordare come le Marche siano una delle quattro regioni in Italia con i conti della sanità in equilibrio. Anche per l’addizionale Irpef, le Marche si collocano all’undicesimo posto tra le regioni italiane con il 2.1% contro il 2.8 della regioni del sud. Tra le regioni del centro l’addizionale Irpef marchigiana è la più bassa di quella di Emilia, Umbria, Abruzzo Lazio. Unica eccezione la Toscana.

E sui due candidati?
Entrambi sono il meglio che il Pd poteva mettere in campo. Pietro è un profondo conoscitore della macchina regionale, dell’economia e delle articolazioni territoriali. Luca è stato un buon sindaco di una città importante. Sono sicura che entrambi siano in grado di assumere il ruolo di governatore rappresentando al meglio il centrosinistra marchigiano.

Il confronto lo vede tra persone o tra territori? Non è un mistero che il maceratese sia in buona parte schierato con Marcolini. Come segreteria avete dato un’indicazione di voto?
Sono molte le logiche che influiscono sulla scelta dei cittadini, tra cui anche quelle personali e territoriali. E’ noto, ad esempio, come l’attuale sindaco di Pesaro abbia recentemente affermato che il prossimo governatore avrebbe dovuto essere pesarese. Ma quello che conta, credo, è saper scegliere l’uomo o la donna che saprà guidare l’intera Regione in una fase così delicata, contrassegnata dalla crisi socio-economica e dalla riorganizzazione territoriale.
Il segretario provinciale non offre indicazioni di voto ma garantisce il regolare svolgimento delle primarie. Personalmente ho partecipato, compatibilmente con altri impegni, alle iniziative a cui sono stata invitata ed ho seguito la campagna di entrambi i candidati senza mai – a differenza di altri – accompagnare sui palchi i candidati stessi. Come cittadina, ovvio, darò la mia preferenza a chi ritengo corrisponda meglio al profilo che ho tratteggiato sopra.

Quali saranno i fattori che peseranno di più sul risultato?
In linea generale il fattore partecipazione sarà importante, anche per conferire miglior autorevolezza al candidato che uscirà vincente. Auspico una partecipazione ampia, estesa a chi proviene dalle professioni, dall’impresa, dal lavoro e dal terzo settore, per rispondere al meglio a quel nuovo modo di essere del Pd renziano, un partito che ha allargato il proprio spazio politico a orizzonti ideologici diversi. Mi auguro quindi che la scelta dei cittadini non sia dovuta a logiche di corrente o ideologiche, ma ai programmi dei candidati, alla loro fattibilità e alla capacità riformatrice.

Lei cosa chiede al candidato presidente?
Attenzione al territorio maceratese, alle problematiche delle aree interne e di quelle costiere. Se per le prime sarà importante avere risposte sull’economia, sullo sviluppo e sulle infrastrutture, per le zone costiere andranno affrontati i temi della sicurezza e del dissesto del territorio.

Per quasi tutti gli ex consiglieri regionali, tra cui molti del Pd, la procura di Ancona ha notificato la richiesta di chiusura delle indagine per la questione dei rimborsi spesa. Non crede che questo possa influire sulla partecipazione alle primarie?
Si, temo che possa essere un fattore deterrente ma vorrei sottolineare il valore della competizione di domenica che vede confrontarsi tra di loro persone che non sono indagate dalla Procura di Ancona, né hanno pendenze giudiziarie di altro tipo. Il rapporto tra cittadini e la politica passa per il rigore nell’utilizzo delle risorse pubbliche, un rigore che deve essere sposato da qualsiasi rappresentante del Pd ad ogni livello.

Venendo per un momento a Macerata città, le primarie non sembrano condotte nel segno dell’unità quanto di forti frizioni.
Credo che siano le normali frizioni tra candidati, esponenti di aree politiche differenti, tipiche di una certa fase del confronto. Mi auguro però che già da lunedì lavorino tutti insieme per l’unico obiettivo vero, cioè vincere le elezioni amministrative e sconfiggere il centrodestra.

Lei è renziana. Piacciano o meno, il governo tenta alcune riforme importanti. Sia a Macerata che in Regione il dibattito appare spesso orientato sull’ordinario o sui luoghi comuni, senza affrontare mai quelle riforme strutturali di cui ci sarebbe bisogno. Penso ad esempio alla riduzione del nugolo delle società partecipate, degli enti o delle aziende ospedaliere.
La capacità dei territori di essere al pari dei governi nazionali, passa per la capacità della classe politica locale del seguirne con coraggio le scelte, accorpando servizi e funzioni nell’ottica del risparmio e dell’efficienza. Se alcune riforme del governo porteranno di riflesso a ricadute al livello territoriale, come ad esempio l’abolizione delle Province e l’accorpamento dei Comuni, è necessario però che gli amministratori facciano insieme scelte coraggiose. Venendo alla sanità, io penso che debba essere organizzata su logiche di area vasta, ma prima di ogni decisione è necessario verificare l’economicità delle scelte. In ogni caso nei prossimi cinque anni andranno portate a compimento scelte che la Regione ha già fatto, come la centrale unica degli acquisti. L’attenzione maggiore deve essere data ai cittadini, lavorando per una sanità sempre più efficace, con servizi di pronto soccorso efficienti e liste di attesa sfoltite.

In conclusione, qual è il suo augurio per domenica?
L’augurio che sia una vera festa democratica e che tutto si svolga come sempre con regolarità, trasparenza ed entusiasmo. Ringrazio fin da ora i coordinatori di circolo e tutti coloro che terranno aperti i nostri seggi per tutta la giornata.



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