Carelli, il cemento amato, l’orologio di piazza
e i tempi di risposta del Partito Democratico

URBANISTICA E INDAGINI - Le dieci domande non risposte del segretario “dem” e l'assemblea pubblica promessa da Micozzi di cui non c'è traccia. Non pervenuta neanche l'opposizione sulle questioni del mattone. E mentre il sindaco promette un tempo nuovo, qui pare si perda tempo. La Procura intanto chiude le indagini. E Macerata sprofonda
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Carlo Cambi

Carlo Cambi

di Carlo Cambi

Mentre il Sindaco annuncia che sull’orologio della torre civica (leggi l’articolo) scocca l’ora delle decisioni irrevocabili –la frase non è sua: è di uno che con la democrazia aveva poco a che fare, ma, insomma, è efficace e si presta al caso – la città s’attende l’ora delle dimissioni irrevocabili. Quelle del consigliere del Pd Luigi Carelli non sembrando sufficiente la sua autosospensione da presidente della Commissione Urbanistica. Il tempo per Carelli, verrebbe da dire, è scaduto. Ma che vogliamo farci, Macerata è pur sempre la Civitas Marie, e una qualche frequentazione con la dottrina dei padri della Chiesa, anzi del massimo dottore della Chiesa è inevitabile. Così Sant’Agostino scrive: se nessuno me lo chiede io lo so che cosa è il tempo, ma se qualcuno me lo chiede non lo so più. Deve esser successo questo dalle parti del Pd: quando nessuno ha chiesto conto dei guai dell’urbanistica loro li conoscevano, ma appena qualcuno – e sommamente la Procura della Repubblica – ha posto la questione ecco che non lo sanno più. Vedete com’è bizzarro il tempo.

Luigi Carelli

Luigi Carelli

E ovviamente le dimissioni di Carelli non verranno: anche perché bisogna aspettare il tempo della giustizia. A proposito: la riflessione di Sant’Agostino è un passo delle Confessioni, inutile attendersi che confessioni vengano da Carelli, anche perché se sull’urbanistica – almeno questa è la sensazione- qualcuno a Macerata confessa per il dottor Giorgio (Procuratore Capo) il lavoro rischia di aumentare a dismisura.
Un vecchio proverbio ammonisce: chi ha tempo non aspetti tempo. Ma in tempi di rottamazione il Pd la saggezza popolare l’ha mandata in pensione (o forse l’ha esodata: a casa senza assegno). E d’altra parte come chiedere a Luigi Carelli – uomo d’ingegno visto che ha riscritto un’opera fondamentale di Mozart e Da Ponte (a Macerata alle cose della lirica si è un po’ più attenti che altrove) affermando “Così fan tutti: prima si fa l’abuso e poi si sana” – le dimissioni da consigliere comunale se quattro sotto-segretari del Pd indagati sono saldamente sui loro scranni di Governo. Non ci si dimette per un avviso di garanzia. Oddio forse per una richiesta di rinvio a giudizio – a questo corrisponde la chiusura delle indagini con notificazione del capo d’imputazione – con un’accusa abbastanza pesante per uno che dovrebbe garantire la correttezza degli atti consiliari in materia di urbanistica e cioè abuso edilizio in violazione dei vincoli paesaggistici una valutazione di opportunità andrebbe pur fatta. Ma tant’è: Luigi Carelli ha chiesto di essere ascoltato dalla Procura e per lui come ogni altro vale la presunzione d’innocenza fino a conclusione dei tre gradi di giudizio che nel caso del consigliere Pd non sono neppure iniziati. Lui peraltro si dice tranquillo: noi maceratesi un po’ meno. Ma ogni cosa a suo tempo. No? Evidentemente però la maggioranza di governo di Macerata con il tempo e con i tempi ha dei problemi. Il primo ad averli è sicuramente Romano Carancini che si è visto retrocesso da il (Sole) 24 ore al 92 esimo posto in classifica di gradimento tra i primi cittadini. Sarà per questo che si dà un gran da fare per rimettere l’orologio di piazza. Forse spera di recuperare all’ultimo minuto e infatti è prodigo di promesse, di annunci: forse si è accorto che più o meno tra un anno si faranno le elezioni.

Carancini durante la firma del contratto per l'orologio

Carancini durante la firma del contratto per l’orologio

Il fatto si è che non ci sarà tempo per verificare coi fatti se le promesse in zona Carancini saranno mantenute. E se il Sindaco non riesce a fare tutto quello che ha promesso si consolerà con un tuffo in piscina per allentare la tensione? Ah, saperlo. Anche il suo azionista di maggioranza, il segretario del Pd Paolo Micozzi, però deve avere dei problemi di agenda.
Il 31 dicembre scorso mi permisi di porre su queste pagine dieci domande al Pd in materia urbanistica. Non ho avuto finora risposta anche se Micozzi ha accusato ricevuta ad inizio febbraio qui su Cronache Maceratesi. Ma che il segretario del Pd non risponda a me è cosa trascurabilissima, un po’ più rilevante è che non tenga fede agli impegni che lui liberamente ha assunto.
In data 28 dicembre – al termine del direttivo del Pd- venne diffuso un comunicato che testualmente recitava: “ Per quanto riguarda le scelte urbanistiche operate dalle Amministrazioni Cittadine il Partito Democratico ne rivendica la sostanziale correttezza, tuttavia è consapevole che le vicende degli ultimi mesi richiedono, su questo argomento, una sua forte azione politica. Il partito intende dunque avviare, da subito nel nuovo anno, un’iniziativa di pubblico confronto con la cittadinanza per comunicare le motivazioni alla base delle scelte fatte in campo urbanistico, per condividere le valutazioni sui risultati ottenuti e per ascoltare le esigenze che dovranno informare gli atti d’indirizzo per il governo della città, a cui intende democraticamente candidarsi”. Mi dissocio dalla prosa, ma il concetto è chiaro. Il Pd ha preso impegno con i cittadini di confrontarsi pubblicamente sull’urbanistica. Anche perché questo doveva superare la commissione d’indagine consiliare richiesta dalla minoranza alla quale il Pd si è opposto preferendo un confronto “democratico e pubblico” sul cemento amato. Oddio è vero che nel comunicato si annuncia nel prossimo anno e ora siamo solo a marzo, quel “da subito” però lasciava intendere che i piddini avessero una certa urgenza. Ma come s’è visto col tempo hanno dei problemi. Il fatto si è che invece la Procura i tempi li ha ben scanditi e tra un po’ dovrebbero arrivare a conclusione anche le indagini sul cosiddetto “caso Garufi” e forse ci saranno altre questioni oltre a quella di Carelli a porre il problema se si debba discutere o meno di urbanistica in città.

I banchi dell'opposizione in Consiglio comunale

I banchi dell’opposizione in Consiglio comunale

Questione che andrebbe posta anche alla minoranza numerosa e varia in Consiglio Comunale. Possibile che sul caso Carelli che è un prodromo del caso Garufi, le varie anime del fu Pdl siano così tiepide? Possibile che i Fratelli d’Italia abbiano un atteggiamento carbonaro piuttosto che cameratesco? Possibile che gli unici che pongono qualche questione siano o le ali estreme della maggioranza che sostiene (?) Carancini o il gruppo di Anna Menghi, da sempre intento a vigilare sulle torte cementizie, o i due consiglieri di Macerata è nel Cuore? Possibile chela maggior forza di opposizione che dovrebbe naturaliter candidarsi come alternativa al blocco anche d’interessi piddino al governo della città al di là di qualche intemerata ed estemporanea uscita di questo o quel consigliere in ordine sparso non sappia, o forse non voglia, porre la questione urbanistica? Al Pd di domande ne ho formulate dieci e nessuno mi ha risposto, ma all’opposizione ed in particolare a Forza Italia una devo proprio farla: il vostro sul caso Carelli e sull’urbanistica è un silenzio assenso? Non è che nel melodramma careliano del “così fan tutti” a voi è stata riservata una pare da co-protagonisti? Ce ne sarebbe d’avanzo per mettere in mora il Pd sulla mancata promessa del confronto pubblico sull’urbanistica, Possibile che una vera forza di opposizione non chiami lei la città, stante la latitanza di chi ci governa e i suoi evidenti imbarazzi che il caso Carelli rende palesi, ad un confronto su questo tema e non dica come, qualora governasse, intenderebbe affrontare la questione urgentissima di una riqualificazione urbanistica della città, del blocco dell’edificabilità, del riordino dei suoli? Se nel Pd ci sono e sono evidenti i conflitti d’interessi tra incarichi professionali e attività politica, tra enunciazioni programmatiche ed azioni concrete, tra ruoli consiliari e azioni private in materia urbanistica Forza Italia dovrebbe avere su questa materia interesse al conflitto. E invece…Invece tutto tace. E però la faccenda del cemento amato in questa città è sì una questione di licenza, ma non solo edilizia. E’ la licenza di alcuni di fare come pare loro, è la miopia degli altri di non vedere che la cementificazione della città, il disordine urbanistico, lo scempio paesistico e la mono-opzione economica hanno condannato Macerata alla subalternità a una casta di speculatori e a una perdita di centralità economica e sociale nella provincia e nel Paese. Discutere di urbanistica in questa città significa discutere se e come possa Macerata avere un futuro.
Il caso Carelli rende di nuovo di stringente attualità questa discussione. Se se le è dimenticate sarò lieto di riproporre a Micozzi le mie dieci domande, se Forza Italia vuole risponda non a me, ma alla città pigliando un’iniziativa in Consiglio Comunale e mettendo in mora il Pd sulla mancata promessa di un confronto pubblico sul cemento amato. E per favore prima che l’orologio di piazza torni a battere le ore.



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