L’ambizioso programma di “Cesare” Romano

Dieci domande ai maceratesi sull'operato della Giunta Carancini
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L'avvocato Andrea Marchiori

L’avvocato Andrea Marchiori

di Andrea Marchiori

Dall’epoca dell’impero romano ai giorni nostri la concezione della democrazia partecipata ha subito notevoli progressi. Discutere pubblicamente, con spirito critico, dell’antagonismo tra Domiziano e Traiano non era consigliabile cosicché Cassio Dione, precursore del giornalismo autentico, quello che non si limita alla divulgazione della notizia ma la commenta con il proprio giudizio, allorché intendeva biasimare un governante sgradito, ne esaltava oltremisura le gesta tanto che, alla fine, questi ne risultava ridimensionato. Con questa premessa semiseria cercherò di stimolare l’analisi sulla “nuova storia” del Romano nostro, ultimo di una domun sinistram maceratensis, il quale, nel rispetto della secolare tradizione dei Cesari, si è un pò risentito dei “criticoni”, ma che con questi deve suo malgrado confrontarsi.

Il sindaco Romano Carancini

Il sindaco Romano Carancini

Il candidato Sindaco Carancini nel 2010 ha affrontato la campagna elettorale proponendo un programma molto ambizioso, dal sociale all’urbanistica a 360 gradi, tanto da suscitare l’ilarità degli altri candidati i quali sembravano più pragmatici nel considerare le esigue disponibilità finanziarie dell’Ente; si diceva che c’erano risorse per garantire il periodico taglio dell’erba e poco più. Il programma, così abbozzato, è stato comunque concretamente trasfuso negli indirizzi e linee programmatiche di governo e, dunque, è divenuto documento ufficiale. Dopo quasi cinque anni si può anzitutto sostenere, con ragionevole soddisfazione anche degli scettici, che le risorse effettivamente c’erano e di spese/investimenti ne sono state fatte, per cui si può giudicare la sussistenza o meno dell’equilibrio tra il sacrificio ed il beneficio sulle scelte fatte.

Andando al concreto, mi pare anzitutto opportuno mettere in evidenza come sia fallito il c.d. “patto di consultazione sulle scelte politico – amministrative di rilevante importanza per la Città”, ovvero quella dichiarazione d’intenti che prevedeva la condivisione o comunque il confronto con l’opposizione. Vero è che tra Giunta e Consiglio non vi è stato un significativo feeling e neppure con i Consiglieri di maggioranza, ciononostante la Giunta non e’ stata inerte, per cui la questione è se l’abortito confronto (sacrificio) ha consentito comunque la realizzazione di importanti obiettivi programmatici (beneficio). Su questo aspetto mi piacerebbe ascoltare il parere del Consigliere Mandrelli. E poi:

1) la rete wi-fi free, che copre solo alcuni spazi del territorio, rappresenta un buon investimento? deve essere ampliata? Chi se ne e’ giovato? Ed ancora, la cooperazione con l’Università per la innovazione informatica, utilizzando la convenzione con il Centro per i servizi informatici (CSIA) ha razionalizzato la spesa e favorito lo start-up? Mi piacerebbe sentire in proposito il Consigliere Carlini.

2)  l’accelerazione sul completamento del progetto Macerata Musei porterà i benefici auspicati? La programmazione ed il marketing sono stati coerenti e tempestivi? Che ne pensa il Consigliere Bianchini.

3) Il progetto lirica, eventi collaterali e musicultura può ritenersi un traguardo da replicare o nel prossimo quinquennio dovrebbero esserci correttivi? Mi aspetterei una risposta dal Consigliere Garufi.

4) il Centro Storico ampliato, la pedonalizzazione, i nuovi arredi urbani hanno reso più vivibile e accogliente la Città o alcune scelte andrebbero rivalutate? Dal Consigliere Renis mi aspetterei un giudizio ed una prospettiva ragionata.

5) La gestione dei parchi, delle aree verdi attrezzate e la tutela della qualità dell’aria sono state attenzionate con scrupolo o cosa si sarebbe potuto ulteriormente fare? Una domanda da porre al Consigliere Blanchi.

6) le risorse destinate ai servizi alla persona e alle famiglie hanno sostenuto in misura equilibrata ed adeguata i bisogni dei maceratesi d’origine e di quelli adottati? Un intervento autorevole di Anna Menghi farebbe al caso.

7) Gli interventi di adeguamento dei plessi scolastici possono considerarsi efficienti e risolutivi? I servizi mensa sono un modello di qualità?  La Consigliera D’Alessandro potrebbe offrire un contributo interessante.

8) Le risorse destinate al miglioramento degli impianti sportivi ed i contributi elargiti alle società sportive hanno tenuto conto delle effettive esigenze dei fruitori? Il Consigliere Carbonari condivide le scelte dell’Amministrazione?

9) L’operazione Smea/Cosmari ha portato i risultati attesi? Il nuovo metodo di raccolta differenziata e la gestione delle tariffe sono coerenti e meritano di essere consolidate? A Deborah Pantana chiederei sia un giudizio che una prospettiva.

10) Infine, quanto è importante mantenere sotto controllo il rapporto tra l’entità dei trasferimenti statali e quella dei mutui contratti a lunga scadenza, tenuto conto che i primi vanno sempre più riducendosi mentre i mutui possono al massimo essere rinegoziati. Su tale argomento, Consigliere Castiglioni, come si e’ comportata l’Amministrazione?

Ho cercato di porre l’attenzione su alcuni argomenti in cui l’attività della Giunta è stata significativa, anche per le risorse impiegate, al fine di stimolare quel confronto che, purtroppo, sino ad ora è mancato. Peraltro, il giudizio complessivo sull’attività di governo della Giunta Carancini, non può che partire dalla disamina del particolare. Non vedo perché non si possano riconoscere meriti e demeriti con lo stesso metro di giudizio, credo che ora si possa fare, senz’altro prima dell’inizio della vera campagna elettorale.  Tra le luci ed ombre, a mio parere, metterei anche la risoluzione dell’annoso contenzioso con la Sielpa (il sacrificio della mancata riscossione del credito di 700 mila euro è stato adeguatamente compensato dal beneficio dei lavori eseguiti dall’impresa, peraltro prima dell’apertura della procedura concorsuale); per altro verso il mancato accordo con il Cosmari per la sanzione comminata, ha comportato un notevole sacrificio economico, un dispendioso contenzioso ed il deterioramento dei rapporti con gli altri consociati.



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