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Morto il norcino Giulio Cianconi,
punto di riferimento del ciauscolo

CASTELSANTANGELO - Aveva 61 anni, era un maestro della lavorazione delle carni di maiale. Si è spento oggi dopo una malattia. Il funerale domani pomeriggio

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giulio cianconi

Giulio Cianconi

di Monia Orazi

È morto Giulio Cianconi, il norcino di Castelsantangelo. Si è spento oggi dopo una malattia, avrebbe compiuto 61 anni a fine maggio. Con lui se ne va una delle figure più riconoscibili dell’Alto Nera, il norcino che insieme al suo socio aveva fatto della Norcineria Alto Nera un punto di riferimento per chi cercava il ciauscolo Igp, il capocollo, la cardosella, i salumi della tradizione secolare di Castelsantangelo. Chi lo conosceva lo ricorda per i modi pacati, il sorriso accogliente e la gentilezza con cui stava dietro al banco e con cui trattava chiunque entrasse in bottega, clienti abituali o turisti capitati per caso lungo la strada.

La bottega storica era in via Roma, nel cuore del borgo antico ai piedi dei Sibillini: una struttura con le volte di pietra dove i salumi stagionavano come si era sempre fatto da quelle parti. A Castelsantangelo la lavorazione delle carni di maiale è una pratica secolare, e Giulio Cianconi ne era diventato uno dei volti.

Poi è arrivato il 2016 e il sisma. Il centro storico danneggiato, le attività costrette a ripensarsi. Cianconi ed il socio hanno fatto la scelta che molti piccoli imprenditori alimentari del cratere hanno dovuto fare in quegli anni: tenere un presidio nel paese, lo spazio commerciale a piazzale Piccini, dove si sono raggruppate le altre attività superstiti e portare la produzione dove si poteva davvero lavorare. Il laboratorio è stato aperto a Campocavallo di Osimo, a quasi novanta chilometri da Castelsantangelo.

Cianconi non se n’è mai andato del tutto. Ha continuato a stare nel paese, a essere riconosciuto come uno dei suoi figli, a tenere viva una presenza commerciale che per Castelsantangelo non è solo economia ma presidio sociale.

Lascia la moglie Carolina, consigliera della Sezione Cai di Macerata, le figlie Lucrezia e Ludovica, la sorella Anna. Il legame della famiglia con la montagna è andato sempre oltre la bottega, e il mondo del Club Alpino lo ha salutato in poche ore. In una nota, il consiglio direttivo della sezione Cai di Macerata, a nome di tutti i soci, si è stretto attorno alla famiglia: «A Carolina e alle figlie vogliamo far giungere la vicinanza di tutti gli amici della montagna in questo momento sicuramente triste ma ricco della gratitudine a Giulio per la vita ricevuta, vissuta e donata».

I funerali si terranno domani pomeriggio alle 15,30 a Visso, nella chiesa parrocchiale di piazza Maria Cappa.


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