“L’Altra Macerata” con Tittarelli:
«118 e centri sociali in tutti i quartieri»
ELEZIONI - Gli obiettivi della lista di sinistra illustrati da Michele Lattanzi e da Alessandro Savi. Il candidato sindaco: «Il programma uscirà in questi giorni, siamo partiti ascoltando. Ci sono pochi soldi ma tanta passione e voglia di fare»

Michele Lattanzi, Gianluca Tittarelli e Alessandro Savi oggi durante la presentazione nella sede elettorale di via Garibaldi
Aggiornamento delle 18,45 – Michele Lattanzi precisa che «la nostra proposta di centro sociale in ogni quartiere intende un centro di aggregazione in cui diverse generazioni possono stare insieme per svolgere attività ricreative, sociali, culturali e sportive in spazi comunali gestiti da associazioni del terzo settore tipo Arci, Acli o altre in convenzione con il Comune. Non si è pensato nel modo più assoluto a centri sociali autogestiti ed occupati. Anche perché quest’ultimi in quanto spazi occupati non potrebbero stare in un programma amministrativo di un candidato sindaco. Per questo rispingiamo le accuse di esponenti di centro destra che, ai soli fini elettorali, cercano di mistificare la realtà cercando di far credere agli elettori che la nostra proposta sia quella di un Leoncavallo per ogni quartiere».
di Luca Patrassi (foto di Fabio Falcioni)
Giornata di presentazione, quella di oggi, per la lista “L’altra Macerata”: sfondo rosso e stella a sottolineare il suo essere – come si legge nei manifesti – la sinistra del centrosinistra. Al tavolo dei relatori i due promotori della lista – gli ex assessori comunale e provinciale di circa un ventennio fa Michele Lattanzi e Alessandro Savi – e il candidato sindaco del centrosinistra Gianluca Tittarelli.

In mezzo interventi dei candidati consiglieri Michela Macellari e Fabio Panaro per inquadrare il senso dell’appartenenza e la visione. Apre la serie degli interventi Michele Lattanzi:

Michele Lattanzi
«Nel 2020 i partiti di centrosinistra erano divisi, questa lista è nata per unire e durante le trattative che sono state impegnative il nostro obiettivo è stato sempre la ricerca dell’unità per battere le destre che si sono presentate nella loro inefficienza amministrativa ed anche molto ideologiche, hanno svuotato il significato anche politico del 25 Aprile e del Primo Maggio. Dico sempre agli amici e ai compagni che noi dobbiamo fare la più importante opera pubblica che non è un asfalto ma mettere al centro dell’azione la persona. E chi è la persona che può impersonare l’attenzione alla persona se non il candidato sindaco Gianluca Tittarelli? Non ha fatto mai politica hanno detto, ma la politica si può e si deve fare al di fuori dei partiti: Tittarelli è impegnato nel sociale e nello sport visto che ha fondato una società. Il nostro programma è progressista e democratico con due punti fondamentali: il 118 sociale e aprire un centro sociale in ogni quartiere, l’autogestione è fondamentale. La lista è formata da persone giovani e meno giovani, anche questo scontro sul nuovismo del candidato, noi dobbiamo guardare al presente e al futuro. Rappresentiamo l’Altra Macerata, vogliamo essere altro rispetto al centrodestra. Una lista di sinistra allargata a tutta i settori della società, il nostro obiettivo è quello di vincere».

Alessandro Savi
La riflessione di Alessandro Savi è centrata sulla lista: «Questo è il primo traguardo raggiunto. Quando abbiamo iniziato a parlare della lista, sapevamo che sarebbe stata una piccola impresa non avendo liste di iscritti da cui attingere candidati, non abbiamo sedi pagate da Roma, non abbiamo apparato burocratico alle spalle e finanziamenti. Ogni singolo nome in lista è il frutto di un corteggiamento politico basato sulle idee, abbiamo bussato alle porte e convinto queste persone che valesse la pena sacrificare tempo ed energie. In questa assenza di risorse economiche abbiamo trovato risorse umane incalcolabili: siamo un gruppo di sessanta persone, uno spaccato reale e pulsante della nostra città, una organizzazione militante come si usava dire ai tempi del Partito comunista dei tempi migliori».
Ed ecco i candidati di L’Altra Macerata: Michele Lattanzi, Alessandro Savi, Sandro Bianchini, Daniela Bubbolini, Mauro Caporalini, Stefano Ciucci, Marco Compagnucci, Carlo Maria Corbelli, Giovanna Fornaro, Simona Giordano, Roberto Giustozzi, Giulia Grattini, Lorenzo Grillini, Ariana Hoxha, Stefano Lapponi, Luca Ligliani, Caterina Macellari, Michela Macellari, Nennele Maggi, Alessandro Margarucci, Tarcisio Marzialetti, Matteo Mercuri,Valentina Monterosso. Kristian Muco, Fabio Panaro, Umberto Piccioni, Helena Pieroni, Mauro Proietti Pannunzi, Anna Rutigliano.

Gianluca Tittarelli
Sintesi finale a cura del candidato sindaco della coalizione di centrosinistra Gianluca Tittarelli: «Un bagno di sensibilità, abbiamo ascoltato la presentazione della lista che coinvolge persone con sensibilità diverse. Tanta gente non è avvezza alla politica ma la politica ce l’hanno tutti se hanno interesse alla città, la visione politica è quella di non lasciare indietro nessuno. Si vota tra un mese, il programma uscirà in questi giorni, siamo partiti ascoltando. Il programma parla di cose pratiche, non è il libro dei sogni: amministriamo nell’interesse dei cittadini. Domani iniziamo il giro dei quartieri a Santa Croce, vogliamo dare la partecipazione come cifra di questa amministrazione. Iniziamo dai consigli di quartieri veri con budget veri, non organizzazioni di propaganda come oggi. Daremo a questa città una visione vera, ci sono pochi soldi ma tanta passione e voglia di fare. Dobbiamo mettercela tutta, l’obiettivo è raggiungibile e dipende da noi e da chi va a votare. Dobbiamo risvegliare le coscienze sopite di chi si è allontanato dalla politica e rappresentare per loro una alternativa vincente e credibile».

Fabio Panaro

Michela Macellari








































Siete veramente dei ridicoli.
Cchiú flebo pe’ tutti.
Il titolo dell’articolo è purtroppo fuorviante, abbiamo chiesto una rettifica. Però basta superare la pigrizia e leggerlo per intero per capire che:
1- per centri sociali si intende centri di aggregazione di quartiere, gestiti dal comune, unitamente ad un ripensamento dell’attuale sistema di composizione dei comitati di quartiere.
2- per 118 non si intende certamente quello sanitario (a proposito di ridicoli, forse lo sono maggiormente quelli che non sanno che la sanità e, soprattutto, l’emergenza sanitaria non sono competenze del comune) ma il 118 sociale, quello che venne progettato e realizzato dalla provincia anni fa. Si tratta di un servizio di ascolto e richiamo telefonico rivolto agli anziani fragili che andrebbe a superare e migliorare il progetto “Attivi si nasce”, un bel progetto ma con diversi limiti.
Aggiornamento – Michele Lattanzi precisa che «la nostra proposta di centro sociale in ogni quartiere intende un centro di aggregazione in cui diverse generazioni possono stare insieme per svolgere attività ricreative, sociali, culturali e sportive in spazi comunali gestiti da associazioni del terzo settore tipo Arci, Acli o altre in convenzione con il Comune. Non si è pensato nel modo più assoluto a centri sociali autogestiti ed occupati. Anche perché quest’ultimi in quanto spazi occupati non potrebbero stare in un programma amministrativo di un candidato sindaco. Per questo rispingiamo le accuse di esponenti di centro destra che, ai soli fini elettorali, cercano di mistificare la realtà cercando di far credere agli elettori che la nostra proposta sia quella di un Leoncavallo per ogni quartiere».
Che vinca il migliore io mi accontenterei che il verde pubblico fosse tenuto in modo decente adesso è………vedere per credere.P.S. dimenticavo le strade.
Cchiú 118 metaforici pe’ tutti, con anche un 118 elettorale.
Quest’idea secondo me non è affatto da rigettare. Questi centri durante i mesi invernali potrebbero diventare aule studio in grado di aggregare ragazzi, anche provenienti da diverse estrazioni sociali. Il quartiere medesimo con tutta la sua cittadinanza adulta potrebbe parteciparvi organizzando aiuto compiti, corsi, attività. È una buona idea.
Innanzitutto, un caro saluto a Michele, Alessandro e alla mia amica Michela Macellari, di cui stimo da sempre la grande passione.
Sostengo con forza che la proposta di potenziare i centri di aggregazione sia non solo giusta, ma necessaria. Ormai i nostri quartieri si sono ridotti a semplici “dormitori”: troppi anziani restano isolati nelle proprie case perché non sanno dove andare. In alcune zone, la carenza dei trasporti pubblici aggrava ulteriormente questo isolamento.
Dobbiamo assolutamente invertire la rotta creando spazi di socialità che siano realmente accessibili, eliminando quelle barriere architettoniche che — come accade purtroppo al Cif in via Marche — limitano la partecipazione di chi è più fragile.
Il fatto che io sia candidata nel centrodestra con “Macerata Unica” non mi impedisce di riconoscere e condividere proposte valide, a prescindere dalla provenienza. Tuttavia, per onestà intellettuale, va detto che in passato queste soluzioni sono mancate proprio da parte di chi oggi le promuove.
La mia linea resta però coerente: non lasciare indietro nessuno. È tempo di passare dalle parole ai fatti per restituire vita e dignità ai nostri quartieri.
In bocca al lupo a tutte e tutti.
Ho letto con molto piacere il commento di Filippo Ceccarelli a proposito dell’idea di Parcaroli di trasformare la città in smartcity. Mi piacerebbe tanto che fosse letto anche da coloro, estensore dell’articolo per primo, che criticano i centri di aggregazione sociali nei quartieri. Io dico spesso di copiare le cose che funzionano e lì funziona, anche perché purtroppo non ci sono più gli oratori per mancanza di sacerdoti, questo non lo dice nessuno!!!!
Destra e sinistra si diano la mano e chiamino insieme il 118.
Un 118 di quelli metaforici, ovviamente.
Alessandro Savi, più che reagire a certi commenti, viene spontaneo leggerli con una certa indulgenza. Proprio per questo, però, chi eventualmente alimenta dall’esterno o sfrutta queste uscite farebbe meglio a fermarsi. Il confronto serio è un’altra cosa.
Chi sarà il “grande vecchio” che vuol minare il confronto serio?
Per chi fatica a capire o fa finta di non capire: si parlava dell’apertura di un centinaio di centri ricreativi..Ma Voi di Dio Patria e famiglie varie rammenterete sicuramente i vecchi ricreatori… Tutto qui. Ma tranquilli… se vi sentite più al sicuro con i centri di CasaPound, nessuno vi toglie quella certezza.
Ma veramente pensate che oggi i giovani possano frequentare un centro di aggregazione di quartiere? Ma se ormai nemmeno gli oratori funzionano più salvo qualche eccezione come i Salesiani. Ormai i centri di aggregazione sono diventati purtroppo i CENTRI COMMERCIALI. Ma soprattutto, pensate veramente che questa sia l’urgenza? o meglio, lo sarebbe, ma prima occorrono tanti altri presupposti che non mi sembra nessuno affronti se non qualche candidato di minoranza, poi tra la campagna elettorale e la realizzazione ce ne passa…
Io sono il complotto del grande vecchio umorismo e della grande vecchia ironia, siate indulgenti con me.
Sono un burlone ma l’ammetto: aggreggiarsi è importante.
Per esempio un bel centro d’aggregazione era l’archivio degli ultimi 500 commenti di ogni opinionista certificato di CM, chissà quale mano l’avrà sbarrato col 403 Forbidden, la destra, la sinistra, o tutt’e due.
Trovo edificante il commento di Deborah Pantana: candidata di centrodestra che riconosce la validità del progetto di centrosinistra. Spiazzerà i manichei che mi tocca leggere a ogni pié sospinto in queste colonne? Speriamo.
NINNA NANNA DELLE ANIME EDIFICATE
Che dolce è il mondo se tutti s’abbracciano,
se destra e sinistra i consensi s’impacciano!
Svanisce il rancore, si spegne il sospetto,
nel grande tepore del mutuo rispetto.
Oh, brutto è il “manicheo” che osa guardare
la fuffa che luccica e il vuoto regnare,
che rompe l’incanto con sguardi severi,
mentre noi, pii, voliamo in pensieri.
Chiudiamo gli orecchi ai bruti dei social,
che sporcan la festa con dubbi ed attriti;
godiamoci il coro, la pace, l’incenso,
e il dolce profumo di un unico senso.
Sia lode alla rima che tutto consola,
mentre il futuro, in rendering, vola.
— Un Algoritmo in Fiore (Sezione Carezze e Consensi)