«Petè non è mai stato chiuso dai Nas.
Il controllo nato da una segnalazione,
pensiamo ci sia dietro una regia»
CIVITANOVA - Il gestore, Paolo Cerolini, parla di un accertamento nel suo locale ma nessuna chiusura: «Contestazioni di carattere solo amministrativo, nel giro di tre ore i locali erano stati sanati. Narrazione esagerata. Faremo approfondimenti sull’accaduto»

Petè è il primo chalet sul lungomare sud venendo dal porto
di Laura Boccanera
«Il ristorante non è mai stato chiuso dai Nas, abbiamo saltato il servizio di sabato a pranzo solo perché erano in corso i controlli dei carabinieri. Contestazioni di carattere solo amministrativo, nel giro di tre ore i locali erano stati sanati. Quando abbiamo letto delle contestazioni con difficoltà ci siamo riconosciuti in ciò che veniva raccontato, è stata fatta una narrazione esagerata rispetto allo stato reale» così Paolo Cerolini, gestore dello chalet Petè che si dice incredulo e amareggiato. E’ il suo lo stabilimento balneare in cui i Nas hanno effettuato un controllo e verbalizzato la presenza di un topo e di formiche. Ma, assistito dai suoi avvocati Barbara Mariucci e Gabriele Cofanelli, spiega punto per punto le contestazioni delle autorità.

«E’ indubbiamente un grosso danno reputazionale che il locale non merita perché la qualità delle materie prime e del personale è a prova di controllo – afferma Paolo Cerolini a Cronache Maceratesi– e pertanto ci preme raccontare anche la nostra versione dei fatti».
Anzitutto l’aspetto più delicato: la presenza del topo nella trappola: «Forse sfugge a chi non è del mestiere che la presenza di trappole per i topi è un obbligo di legge, pertanto la trappola era dove doveva essere: assolutamente non nella stanza della cucina, ma nel perimetro esterno del locale. Le formiche non erano assolutamente colonie come abbiamo letto, ma poche decine e non nel piano di lavoro».
Il ristoratore contesta anche il fatto che il locale sia stato chiuso d’autorità: «I Nas si sono presentati attorno alle 11,30 e durante i controlli, visto che non c’erano prenotazioni, abbiamo sospeso il servizio, che è stato comunque sospeso e circoscritto alle ore di presenza delle autorità. Ci siamo attivati con i consulenti per quanto riguarda l’igienizzazione dei locali e già nel primo pomeriggio il servizio deputato dell’Ast aveva effettuato la verifica del ripristino ottimale delle condizioni e l’idoneità ad aprire. Tanto che sabato sera il locale era regolarmente aperto. E così, ovviamente, nei giorni successivi. Non c’è stato alcun provvedimento di chiusura coattiva».
Ma c’è anche di più: «Sappiamo che il controllo è avvenuto sulla base di una segnalazione e su questo ci riserviamo di fare approfondimenti e verifiche – conclude Cerolini – Non escludiamo infatti che ci sia una regia precisa e piccole vendette».
Formiche, sporco e carcassa di un topo: chiuso ristorante sul lungomare sud
ai ristoranti etnici, dove nel migliore dei casi le pantegane fanno il bagno nel lavandino, vi guardate bene nel farne il nome mentre a questo povero cristo lo avete messo sulla croce …. boh
Condivido il commento di Fabrizio Cognigni, o i nomi si fanno sempre per tutti o mai! La cosa strana è che nel primo articolo sembrava che la cucina fosse una fogna a cielo aperto, da sigilli di chiusura per molto tempo. Da come invece dichiara il ristoratore le “colpe” sarebbero lievi, altrimenti non gli avrebbero permesso di tenere aperto il ristorante, di sicuro il danno subito è importante! ….sarebbe interessante conoscere anche lo stato delle cucine di tutti i ristoranti Cinesi e non solo senza aspettare denunce anonime come sembrerebbe sia successo in questo caso!
Basta esibire il verbale della contestazione e la polemica finisce lì, carta canta.
una cattiveria è evidente, avvallata da articoli esagerati, per fortuna Paolo dai civitanovesi è molto conosciuto oltre che frequentato….cattiveria e invidia non muoiono mai….per chi obiettare sulla sanificazione si fa anche a prescindere una volta che arrivano iNas minimo la sanificazione è d’ obbligo ….come la finanza una volta che ti controlla trova sempre un errore per fare una multa.
La perfida regia potrebbe essere addirittura d’un Putin?
Bisogna chiedere un risarcimento poderoso per l’ingiusto danno di immagine !
Multate i Nas, la carogna topastra era di gomma.