Biogas a Corridonia e Loro Piceno
Per i legali nessun abuso
edilizio e ambientale

Per l'avvocato Alessandra Piccinini delle società VBI01 e VBI02 non ci sarebbe stata alcuna violazione. "ll digestato non è equiparabile ai rifiuti." E sul supposto non rispetto del vincolo di varco fluviale dice: "La provincia ha dato parere favorevole alla Via e tra il Chienti e la centrale il transito è interrotto dalla statale 77"
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Paolo Pesaresi

Paolo Pesaresi

di Marco Ricci

Sebbene non gli siano stati mossi i gravi addebiti di corruzione e truffa ai danni dello Stato ipotizzati dalla magistratura dorica in relazione alle vicende legate alle autorizzazioni rilasciate alle centrali a biogas, nei fascicoli della Procura di Ancona è entrato anche il noto industriale anconetano Paolo Pesaresi, amministratore delle società VBI01 e VBIo2 operanti nel settore con gli impianti già realizzate di Corridonia e Loro Piceno. Socio di Alessandro e Antonio Lazzarini, all’imprenditore di Ancona la Procura ha contestato il reato di falso ideologico e la violazione di un articolo del testo unico dell’edilizia perché, secondo i magistrati, avrebbe falsamente dichiarato di possedere un accesso viario alla centrale di Loro Piceno. In merito alla centrale di Corridonia, la cui procedura autorizzativa è stata anch’essa materia di indagine, i magistrati hanno rilevato come il dirigente regionale, Luciano Calvarese, avrebbe dovuto inviare gli atti al Consiglio dei Ministri in quanto la centrale è stata realizzata su una zona di varco fluviale, ovvero in quella seconda striscia parallela al corso del fiume che deve essere lasciata libera da costruzioni per consentire il transito della fauna.

“Il primo addebito mosso a Pesaresi in merito alla centrale di Loro Piceno – ci ha spiegato l’avvocato Alessandra Piccini, legale delle società – nasce a nostro parere da un errore materiale dei magistrati. La società VBIo2, infatti, possiede il diritto al transito nel terreno adiacente che è di proprietà di un privato. Per quanto riguarda invece il vincolo di varco fluviale per la centrale di Corridonia, sebbene la materia sia complessa dal punto di vista amministrativo, abbiamo ragione di ritenere che il vincolo di varco non sia di natura ambientale ma urbanistico e dunque superabile dalla procedura autorizzativa. Vogliamo anche ricordare come la stessa Provincia di Macerata abbia recentemente concesso giudizio positivo alla Valutazione di Impatto Ambientale per questo impianto. La centrale infatti non solo sorge in un’area già parzialmente urbanizzata, ma il corridoio ecologico che il vincolo vorrebbe preservare è già interrotto dalla statale 77 che si estende tra le rive del fiume e l’impianto”.

A Pesaresi è stato anche contestato un reato di carattere ambientale, sempre in riferimento alle centrali di Corridonia e Loro Piceno. Secondo la Procura il materiale di scarto prodotto non sarebbe potuto essere utilizzato come fertilizzante da utilizzare sui terreni. Questo perché, rilevano i magistrati, la delibera di giunta regionale redatta da Calvarese autorizzò in maniera arbitraria l’uso dei reflui come fertilizzante in quanto non ancora emanati i decreti statali necessari per valutare se il digestato possa essere o meno considerato nocivo alla salute e all’ambiente. Diversa, anche in questo caso, l’interpretazione dell’avvocato Piccinini, secondo la quale, ai sensi della nuova normativa in materia, il digestato ottenuto dalla digestione anaerobica di biomasse sarebbe di per sé da considerarsi un sottoprodotto. Tale definizione, sempre secondo il legale della VBI0 , sarebbe stata condivisa anche di recente sia dai Giudici penali che da quelli amministrativi, escludendo come il digestato sia da considerarsi rifiuto, poiché “privo delle caratteristiche che definiscono tale categoria, non provenendo da alcun procedimento di trasformazione di rifiuti, né essendo destinato all’abbandono ma al riutilizzo agronomico che è già disciplinato da uno specifico decreto ministeriale”.

biogas operazione green profitCome a buona parte degli imprenditori, anche a Pesaresi – in merito alle centrali di Corridonia e Loro Piceno, è stato contestato un ulteriore reato edilizio. Per i magistrati inquirenti, infatti, le autorizzazioni illegittime concesse senza la Valutazione di impatto ambientale porterebbero di fatto all’assenza di un permesso a costruire. Lo studio Hnf precisa al contrario che gli impianti sono stati realizzati in forza di autorizzazioni legittime, annullate dal Tar “in ragione solo ed esclusivamente della intervenuta sentenza della Corte Costituzionale, con il tribunale amministrativo che parla espressamente di illegittimità sopravvenuta”.

Nei procedimenti autorizzativi relativi alle due centrali viene anche evidenziata dalla Procura l’assenza di verifica riguardo le modalità di approvvigionamento delle materie prime, un appunto quasi costantemente messo in rilievo dai magistrati anche per le altre centrali. “In proposito – spiega la legale delle due società – “negli elaborati progettuali sono stati invece indicati puntualmente sia le caratteristiche delle fonti utilizzate, sia la descrizione della modalità e delle aree di approvvigionamento, tutte, queste ultime, situate nei comuni prossimi agli impianti, arrivando addirittura a stimare il numero di trasporti utili a conferire le biomasse”.

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Il consigliere regionale Enzo Marangoni

Il consigliere regionale Enzo Marangoni

MARANGONI (FI) PRESENTA UNA MOZIONE CONTRO LA VIA POSTUMA – Sulla vicenda biogas interviene anche il consigliere regionale di Forza Italia Enzo Marangoni: «Nonostante lo scandalo della vicenda del biogas marchigiano, giunta anche all’attenzione della stampa nazionale, il Pd continua con arroganza a giocare sulla pelle dei cittadini. Dopo la bocciatura della legge regionale n. 3/2012 da parte della Corte Costituzionale, a Roma hanno pensato, su evidente suggerimento del Pd marchigiano e della giunta Spacca, di inserire un comma ad un articolo (comma 4 dell’art. 15) del Decreto Legge n. 91 dello scorso giugno. Si permette così di effettuare la Valutazione di Impatto Ambientale anche a posteriori, salvando così tutti gli impianti in esercizio, inclusi addirittura quelli la cui autorizzazione è già stata annullata dalla magistratura per evidenti irregolarità. Una cosa veramente scandalosa che dimostra quanto sia ampio il coinvolgimento affaristico-politico del biogas marchigiano, visto che riesce a coinvolgere anche il governo Renzi che così si manifesta per quello che è in realtà: la vecchia politica mascherata da nuova.
La mia  mozione intende invece impegnare il presidente Spacca e la Giunta Regionale a mettere in campo ogni azione istituzionale volta ad espungere la norma in questione dal testo definitivo del decreto coordinato in conversione e/o a far sì che non assuma ruolo definitivo di legge e/o venga revocata anche in autotutela.

L'onorevole Patrizia Terzoni

L’onorevole Patrizia Terzoni

L’ONOREVOLE TERZONI (M5S) INTERROGA IL MINISTRO DELL’AMBIENTE E DELLO SVILUPPO ECONOMICO – “La vicenda biogas approderà anche in Parlamento, l’onorevole Patrizia Terzoni ha presentato sul tema  un’interrogazione parlamentare rivolta al Ministro dell’Ambiente e al Ministro dello Sviluppo Economico: «Sul biogas, i cittadini hanno trovato di fronte a loro un vero e proprio muro di gomma  – scrive la Terzoni – e ora non capiamo come sia possibile affermare, coma fatto dall’assessore Malaspina anche in questi giorni, che “non c’è nessuna responsabilità politica”. La responsabilità c’è e viaggia su doppio canale: quello legale e quello morale. Se sul primo non mi permetto di giudicare, visto che ci sono già giudizi oggettivi del TAR, della Corte Costituzionale e delle indagini in corso da parte del Corpo Forestale dello Stato e Guardia di Finanza, sul secondo credo che dovrebbe partire una seria riflessione che dovrebbe a sua volta sfociare in atti concreti di coerenza sempre più rari.
I cittadini dopo aver subito sulla loro pelle la presenza di centrali costruite grazie al sistema illecito emerso dalla indagini, rischiano ora di doversi sobbarcare anche le spese per le richieste di risarcimento che i proprietari delle centrali hanno già avanzato nei confronti della Regione. Ricordiamo anche che in questi anni di attività le centrali in questione hanno attinto a piene mani dal sistema dei contributi riconosciuti dal GSE per la produzione di energia elettrica.
Per tutti questi motivi ho depositato un’interrogazione parlamentare rivolta al Ministro dell’Ambiente e al Ministro dello Sviluppo Economico per capire quali provvedimenti intendano assumere per tutelare i diritti dei cittadini, rimettere in discussione il contenuto del decreto legge 91 in discussione al Senato, in particolare il comma 4 dell’art.15 che prevede la VIA postuma, che ha già impedito al Gip di procedere con il sequestro preventivo dei sette impianti sotto inchiesta e per recuperare quanto già ricevuto, a nostro avviso, indebitamente dal GSE a titolo di contributo per la produzione di energia elettrica».

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