La Regione ridefinisce la legge sul biogas
Ma il Tar respinge i ricorsi dei Comuni

La Giunta abbassa a 0,25 MW elettrici il limite di assoggettabilità alla Via (Valutazione di Impatto Ambientale). Niente da fare per le centrali già autorizzate a Corridonia e Loro Piceno. L'avvocato Alessandrini: "Valuteremo il ricorso al Consiglio di Stato"
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La protesta del comitato Petriolo per il territorio davanti alla sede della Regione Marche

di Alessandra Pierini

Importanti decisioni sono emerse dalla seduta della Giunta regionale che, convocata d’urgenza da Giammario Spacca dopo la situazione venutasi a creare sugli impianti di produzione di energia elettrica da biomasse e biogas, dopo la richiesta di sospensione delle autorizzazioni arrivata dal Consiglio regionale (leggi l’articolo), si è svolta questa mattina ad Ancona. La Giunta ha espresso un giudizio positivo sui risultati ottenuti dal Piano energetico ambientale regionale (Pear) sulla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili che, secondo il governo regionale, ha consentito, nonostante le difficoltà di collaborazione con altri organi istituzionali e le sensibilità critiche ispirate a logiche localistiche provenienti dai territori, di superare già nel 2011 l’obiettivo fissato dal Pear al 2015.  Di fronte alle sensibilità emerse dal territorio e agli atti di altri organi istituzionali, la Giunta ha deciso di procedere alla revisione del Pear, mantenendo l’obiettivo di raggiungere l’indipendenza energetica riducendo le emissioni climalteranti e di rispettare gli obiettivi del burden sharing.

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Gian Mario Spacca, presidente della Regione

La Giunta regionale ha deciso di procedere immediatamente, come richiesto dal Consiglio e dal buon senso, alla redazione di un Piano stralcio urgente del Pear per la definizione delle aree non idonee ad ospitare impianti a biomasse e biogas.  In relazione alla mozione approvata dal Consiglio regionale, supportata da posizioni autorevoli come quella del presidente della IV Commissione consiliare Ambiente e Energia che evidenzia un chiaro e certificato orientamento di programmazione, la Giunta ritiene coerente e appropriato percorrere la strada indicata di abbassamento dei limiti di assoggettabilità alla Via (Valutazione di impatto ambientale), da definire anche in funzione delle nuove normative introdotte dalla legislazione sugli incentivi. A tal fine invita il presidente della IV Commissione regionale Ambiente e Energia a presentare coerentemente un’iniziativa legislativa di modifica della legge regionale n.3 del 2012 (“Disciplina regionale della valutazione di impatto ambientale”) per l’abbassamento di tale soglia di assoggettabilità alla Via a 0,25 MW elettrici, riferimento oggi giuridicamente vincolante per il governo regionale. – La Giunta infine ha dato mandato all’Avvocatura regionale a esaminare in tempi rapidissimi (10 giorni) la richiesta avanzata dal Consiglio regionale di sospensiva delle autorizzazioni in essere per gli impianti a biogas e biomasse.

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I cittadini hanno detto “no” al biogas a Loro Piceno durante il Vino Cotto Festival

Mentre la  Regione Marche, su sollecitazione di cittadini, comitati e consiglieri regionali, si avvia a rivedere completamente la disciplina autorizzativa delle centrali, il Tar Marche ha respinto i ricorsi presentati dal Comune di Loro Piceno assistito dagli avvocati  Aldo Alessandrini e Luca Forti, dai cittadini di Loro Piceno che si sono affidati ai legali Aldo Alessandrini e Ilenia Catalini e dal Comune di Corridonia difeso dall’avvocato Luca Mercuri. Secondo il giudice amministrativo le censure presentate nel ricorso sono infondate alla luce del vigente quadro normativo e necessitano di adeguato approfondimento in sede di merito e non c’è grave pregiudizio nè per il Comune nè per i cittadini visto  che le opere sono in fase di avanzata esecuzione, mentre le problematiche per le quali è stato presentato il ricorso riguardano  la futura attività dell’impianto a biomasse. Insomma, una traduzione in chiara legislativa della filosofia italiana dello “staremo a vedere”. La salute dei cittadini insomma potrà essere tutelata, come previsto dalla Costituzione, solo una volta che sarà effettivamente riscontrabile il danno provocato. «A questo punto – sottolinea l’avvocato Alessandrini – valuteremo se rivolgerci al Consiglio di Stato, considerando anche che, in base alle ultime decisioni della Giunta regionale riguardo gli impianti da sottoporre alla Valutazione di Impatto Ambientale, si potrebbe creare una spaccatura tra centrali escluse dalla procedura e già autorizzate e ancora da autorizzare».

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Il comitato Petriolo per il territorio protesta contro il biogas

Intanto i comitati dei cittadini che da settimane, sulle centrali a biogas, hanno fanno sentire la loro voce esprimendo con azioni di protesta di diverso genere la loro contrarietà, non si accontentano  della frenata nel rilascio delle autorizzazioni. «Siamo lieti – scrive il Comitato Petriolo per il territorio, rispondendo alle dichiarazioni di ieri del governatore –  che il Presidente Spacca si accorga dei problemi e cataloghi come “vivacità” ciò che è ormai una vera e propria rivolta popolare di cittadini e Sindaci contro il malcostume di chi, funzionari e dirigenti della Regione Marche, pretende di usare il territorio senza e, sovente, contro il volere dei cittadini. Vorremmo ricordare al Presidente due cose : non si illuda, la Giunta Regionale, di comportarsi come con il fotovoltaico, all’insegna del “ciò che è stato è stato, da domani regolamentiamo”.  Si ricordi, sempre la Giunta Regionale, che la rivolta non si limita al biogas ma tocca tutti i settori: rigassificatori, stoccaggi-gas, maxi-eolico, maxi-gasdotto degli Apennnini, maxi-elettrodotto, biomasse e quant’altro si voglia perseguire in difformità delle leggi vigenti. Vogliamo ricordare alla Giunta Regionale i nostri obiettivi, che proporremo in Regione – Sala dell’Agricoltura, martedi 18 settembre ore 9.30, a tutti i Consiglieri Regionali, in forma di atti cogenti e non accetteremo niente di meno. Siamo cittadini, non sudditi».

 

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L’area in cui dovrebbe sorgere la centrale è stata inondata nel 2011

Continua la battaglia contro la centrale che potrebbe essere autorizzata a Potenza Picena anche il Comitato Tutela Valpotenza:  «La legge vieta  – scrivono i componenti – che si realizzi una centrale a biogas in una zona esondabile e prevede delle zone di rispetto intorno agli acquedotti, a salvaguardia della qualità delle acque destinate al consumo umano. Eppure, a Potenza Picena si sta per autorizzare la costruzione di una centrale a biogas da circa 1 megawatt proprio in una zona interessata con forza dall’ultima esondazione del 2011 del fiume Potenza e a pochi metri dai pozzi dell’acquedotto comunale.Come è possibile? Per produrre energia “pulita” è necessario mettere a rischio l’acqua, elemento indispensabile per la nostra sopravvivenza e bene primario di tutta la comunità? I cittadini in allarme auspicano che le istituzioni e le autorità tecniche competenti agiscano con buon senso e tengano nella giusta considerazione i rischi per la salute e l’ambiente legati alla realizzazione della centrale proprio in un luogo con tante criticità».

Il-Sindaco-Sergio-PaolucciDa parte sua, invece, il sindaco di Potenza Picena Sergio Paolucci  esprime soddisfazione per le ultime scelte della Regione. «Apprezziamo la volontà dichiarata dalla Regione Marche di sottoporre a verifica i siti idonei per l’installazione di centrali a biogas – dice il Sindaco Sergio Paolucci a nome della Giunta Comunale – e di percorrere la strada di abbassamento dei limiti di assoggettabilità alla Valutazione di impatto Ambientale”.
“Auspichiamo – continua il Sindaco – che nelle future procedure di autorizzazione vengano tenute in considerazione le istanza delle Amministrazioni Locali, legittime rappresentanti del territorio”.
A tal proposito nei prossimi giorni si terrà un Consiglio Comunale aperto nel corso del quale sarà anche invitato un rappresentante della Regione Marche per informare i cittadini.

Il Presidente de Consiglio Comunale Enrico Caraceni desidera portare a conoscenza la cittadinanza che sarà convocato al più presto un consiglio comunale aperto per approfondire la questione e portarla a conoscenza dei cittadini. E’ importante che i residenti siano coinvolti in quello che succede nel territorio e il consiglio comunale aperto è il momento in cui tutti possono dire quello che pensano al riguardo nel rispetto reciproco e delle istituzioni. Saranno invitati a partecipare gli attori principali in causa vale a dire l’imprenditore, la Regione e i rappresentanti del comitato. Auspico che la partecipazione sia numerosa”. Il Consiglio Comunale sarà convocato entro il mese di settembre.

Soddisfatti, ma non pienamente, delle decisioni assunte oggi dalla Giunta in merito alla questione delle centrali a biogas i componenti dell’Idv Marche: «Condividiamo l’urgenza di approvare una Legge Regionale che modifichi l’attuale legge regionale sul VIA, LR 3/12 ( legge già impugnata dal Governo per la dichiarazione di incostituzionalità) abbassando a 250Kw la soglia di assoggettibilità alla procedura di VIA degli impianti e di individuare immediatamente le zone non idonee all’istallazione di impianti biogas. Non condividiamo il mandato affidato all’ Avvocatura regionale per “esaminare” i contenuti della mozione approvata in Consiglio lo scorso martedì: i contenuti sono chiarissimi e l’indirizzo politico che ancora una volta il Consiglio da’ alla Giunta è quello di legiferare, subito, sospendendo, con legge, gli atti autorizzativi emessi. Lo stesso indirizzo che già lo scorso giugno era stato affidato alla Giunta, ma disatteso, oggi deve avere risposte concrete. Italia dei Valori ha già dato mandato ai propri consulenti legislativi di predisporre una pdl che preveda anche la sospensione delle autorizzazioni.

Vogliamo chiarezza e coerenza e nessuna perdita di tempo».



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