Biogas: proposta di legge
dei Comitati

I rappresentanti dei territori hanno proposto la modifica del testo regionale che regola la Valutazione d'Impatto Ambientale (VIA). Idv: "Abbiamo firmato il documento per dare priorità ai cittadini"
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Uno striscione di protesta contro il biogas

Una ”proposta di proposta di legge” è stata presentata oggi dai rappresentanti di una trentina di comitati e associazioni no biogas ai consiglieri regionali delle Marche. Una procedura insolita per chiedere la modifica delle legge regionale n. 3 del 2012 sulla Valutazione di impatto ambientale, per altro già  impugnata dal Governo per incostituzionalità, mentre da più parti si chiede il varo di una nuova legge su biogas e biomasse.

”L’obiettivo – spiega Alfredo Sadori, del Comitato della Val Cesano –  è di introdurre dei criteri in linea con la direttiva europea. Bisogna, cioè, fare in modo di valutare non solo la potenza delle centrali, ma l’effetto cumulato con altri impianti e le ricadute sul territorio”. Una norma transitoria poi prevede ”anche la sospensione fino alla pronuncia della Corte Costituzionale sulla legge n. 3 delle autorizzazioni rilasciate nel quadro di quella norma. Le imprese titolari dei progetti possono chiedere il riesame e di sottoporli subito alla Via, prima della sentenza della Consulta”.
In consiglio ci sono già un paio di proposte di legge giacenti, che però i comitati non condividono, ritenendole troppo settoriali (”si occupano solo delle biomasse”). Così come non condividono l’idea di individuare le aree non idonee agli impianti. ”Anche in un’area idonea – sottolinea Sadori – non si può impiantare un progetto sbagliato”.

Il testo è stato già firmato dalla vice presidente dell’Assemblea legislativa Paola Giorgi e dall’assessore regionale Paolo Eusebi, entrambi dell’Idv (così come l’assessore all’Ambiente ed Energia Sandro Donati, finito nel mirino dei comitati e del suo stesso partito), da Enzo Marangoni (Popolo e territorio), Elisabetta Foschi (Pdl) e Gino Trasversini (Pd) e assegnato alla quarta commissione. Il presidente della quarta Enzo Giancarli (Pd) ha sottolineato che per fare sintesi e costruire una pdl è necessario l’apporto dei tre assessori Sandro Donati, Paolo Petrini (Agricoltura), Sara Giannini (Attività produttive). Secondo Mirco Carloni (Pdl), che ha depositato a luglio una pdl sull’argomento, gli impianti debbono essere fatti dagli agricoltori, usando i residui della coltivazione intensiva, perchè  ”lasciando spazio alle altre imprese si apre la porta alla speculazione e alla distorsione della nostra agricoltura”.

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Paola Giorgi, Vice Presidente dell’Assemblea legislativa

L’Idv Marche spiega in una nota la scelta di aderire alla proposta dei comitati: «Noi di IDVabbiamo sottoscritto quali primi firmatari, unitamente ad altri colleghi, la proposta di legge presentata oggi dai comitati dei cittadini ai Consiglieri regionali, contenente modifiche ed integrazioni alla LR 3/2012, perchè ne condividiamo i contenuti e perchè riteniamo importante dare voce ai cittadini che nella vicenda degli impianti alimentati a biogas e biomasse hanno avanzato una grande richiesta di partecipazione alle scelte in materia di tutela dell’ ambiente e di sviluppo delle fonti di energia rinnovabile. Per questo motivo abbiamo scelto di dare priorità a questa proposta di legge pervenuta dai cittadini e soprasseduto per un giorno al deposito della nostra proposta di legge, già pronta, che contempla, così come quella depositata oggi, la sospensione immediata delle autorizzazioni concesse fino all’ entrata in vigore di una nuova normativa in materia che individui in maniera chiara e secondo nuovi parametri zone non idonee per l’installazione degli impianti e criteri consoni, che contemplino anche l’impatto da cumulo. Vogliamo che in questa vicenda si raggiunga la parità di diritti tra i cittadini , gli impreditori e l’ambiente (e il paesaggio) che è e resta la nostra prima e più grande ricchezza».



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