Prosegue la battaglia del biogas
tra omissioni, bugie e millantati crediti

La Giunta regionale continua sulla sua strada cercando di sanare la situazione con una proposta di legge che ammetta la Via postuma. Intanto il Pd con i segretari regionale e provinciale Francesco Comi e Teresa Lambertucci, tentenna. Il sindaco Piatti si è attribuito il merito di una sentenza del Tar contro l'impianto di Loro Piceno dimenticando che è stato costretto ad opporsi dai comitati
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L'avvocato Giuseppe Bommarito

L’avvocato Giuseppe Bommarito

di Giuseppe Bommarito

Prosegue senza soste nelle Marche la battaglia contro il biogas speculativo, ancora incredibilmente sostenuto ad oltranza da Spacca, dai suoi assessori e dalla maggioranza di centrosinistra, nonostante continuino ad arrivare pronunzie inequivocabili da parte della magistratura, che suonano come altrettante campane a morto per annunziare il decesso della sciagurata politica regionale in materia di energie alternative, un vero e proprio concentrato del pericoloso connubio tra affari e politica.

L'impianto di Loro Piceno

L’impianto di Loro Piceno

Tutto ciò mentre, ignorando non solo tali pronunzie, ma anche i veri interessi dei cittadini marchigiani, la logica ed il buon senso, la Giunta Spacca, mettendosi arrogantemente al di fuori della legge, fa resistenza passiva ed omette di fare l’unica cosa che dovrebbe fare, cioè annullare in autotutela le autorizzazioni già concesse in forza di una normativa dichiarata dalla Corte Costituzionale contraria alle direttive dell’Unione Europea: la legge n. 3 del 2012. E cerca, al contrario, di sanare con una Valutazione di Impatto Ambientale (in sigla: VIA) postuma, prevista da una proposta di legge della Giunta Regionale risalente allo scorso mese di dicembre, le autorizzazioni già concesse, annullate proprio per la mancanza della VIA o quanto meno della verifica di assoggettabilità alla VIA. Ma puntuale, a spegnere ancora una volta le speranze dei biospeculatori e dei loro referenti politici, è arrivata un’ordinanza del Consiglio di Stato del 18 febbraio 2014, che pronunziandosi su una delle tante vicende giudiziarie riguardanti il biogas, ha escluso senza mezzi termini la legittimità di una VIA postuma, cioè a cose fatte.

no biogasFinita qui la faccenda? No, sarebbe troppo semplice. Con una protervia degna di miglior causa, Spacca ed i suoi assessori stanno infatti disperatamente continuando a fare pressione sul Consiglio Regionale perché approvi comunque la proposta di legge sopra ricordata, cercando di far credere che, trattandosi di una semplice ordinanza (e non di una sentenza) riguardante solo uno dei tanti impianti illegittimamente autorizzati, la recentissima pronunzia del Consiglio di Stato dovrebbe essere minimizzata nella sua portata e quindi non dovrebbe impedire al Consiglio Regionale di far passare l’ennesimo regalo ai biospeculatori. Eppure il Consiglio di Stato ha detto chiaramente la sua opinione al riguardo e non solo con riferimento ad un caso specifico. Chissà, forse, per schiarirsi bene le idee, i componenti della Giunta Regionale avrebbero dovuto leggere sino in fondo l’ordinanza, e in particolare questo passaggio, l’ultimo della motivazione, dal contenuto inequivocabile: “… la VIA nel frattempo chiesta dalla società odierna appellante … non è però sufficiente ad oggi a legittimare l’impianto, in considerazione della nota e consolidata giurisprudenza – anche europea – che non ammette una VIA ex post”. Evidentemente Spacca & Company non l’hanno fatto, hanno omesso di effettuare la lettura integrale dell’ordinanza in questione, per cui si sentono ancora legittimati a mandare messaggi falsi e fuorvianti all’opinione pubblica ed ai componenti della maggioranza di centrosinistra in Consiglio Regionale, oggi sostanzialmente sotto il ricatto politico delle dimissioni anticipate dell’esecutivo e del “tutti a casa”.

corteo potenza picena biogas (2)E qui passiamo al ruolo della politica ai tempi del Renzi-pensiero, secondo il quale i partiti che sostengono le maggioranze di governo, da quello nazionale a quelli comunali, e specialmente il PD, non devono essere spettatori inerti, ma devono spingere sugli esecutivi per ottenere il sollecito rispetto dei programmi e per impedire porchette e marchette ai danni dei cittadini. Evidentemente nelle Marche tale messaggio non è passato sino in fondo, perché il PD, recentemente svegliatosi dopo anni di totale sudditanza – se non di vera e propria connivenza – rispetto alle scelte di Spacca in materia di biogas speculativo, continua a fare il furbetto del quartierino e omette di prendere posizione circa il cuore del problema: da un lato, infatti, ha condannato il modo in cui la Giunta ha sin qui gestito tutto il pacchetto del biogas, lamentando il mancato coinvolgimento dei cittadini e dei Sindaci interessati; dall’altro, quando i cittadini, tramite i loro Comitati, hanno ribadito il proprio pensiero (quella del biogas speculativo, dall’inizio sino agli ultimissimi passaggi, compresa l’assurda pretesa di una VIA postuma, è stata ed è una delle pagine più vergognose della politica regionale) e quando i Sindaci sono stati infine ascoltati, dichiarando all’unisono, da destra, da sinistra e dal centro, la loro netta e totale contrarietà ad ogni sanatoria a cose fatte, cioè alla VIA postuma, sta facendo finta di non aver sentito. Tace e basta, e nel frattempo lavora in maniera sotterranea per cercare di aiutare Spacca sulla VIA postuma. Non risulta infatti che Teresa Lambertucci, la pur brava segretaria provinciale del PD, renziana a denominazione di origine controllata, abbia sin qui messo con le spalle al muro la Provincia di Macerata, che in queste ultime settimane si è orientata ad avallare la VIA postuma; ed altrettanto dicasi a proposito del nuovo segretario regionale PD Francesco Comi, renziano dell’ultimissima ora, che sinora in materia e riuscito a dire tutto e il contrario di tutto e che finalmente dovrebbe arrivare a dire – almeno così si spera – un no netto alla VIA postuma (e magari, già che ci sta, anche al concorso regionale per dirigenti palesemente taroccato, che tanto sdegno sta sollevando nelle Marche). Per il momento però, e contro il pronunziamento degli stessi sindaci anche dell’area di centrosinistra, Comi sta sostenendo proprio la VIA postuma, dopo averla avversata nelle primarie.

Incontro a Trodica con la Commisione regionale di inchiesta

L’incontro a Trodica con la Commissione regionale di inchiesta

I nostri dirigenti renziani, che ormai hanno in pugno il PD regionale e le varie segreterie provinciali, diano quindi veramente seguito alle promesse fatte durante le primarie e non facciano finta di credere alla poco plausibile motivazione che Spacca ed i suoi bioassessori mettono sempre avanti: se non risolviamo la faccenda con la VIA postuma, gli imprenditori che noi abbiamo sin qui autorizzato, che hanno costruito gli impianti ed hanno sostenuto delle spese, potrebbero farci cause milionarie. Una minaccia che Mario Pesaresi, uno dei soliti noti che si è buttato mani e piedi nel biogas speculativo, ha avallato in tutti i modi in un’intervista di qualche giorno addietro, raccontando però, nel tentativo di meglio argomentarla e di buttare le colpe dell’attuale impasse sulla pubblica amministrazione, una bugia bella e buona relativa all’impianto di Corridonia. Eccola: “Noi la VIA l’abbiamo richiesta. Eccome. … La Provincia ha detto di no, che non c’era bisogno”.

La verità è infatti un’altra. Basta  leggere la determinazione del Dirigente del Settore Ambiente della Provincia n. 33 del 26.1.2012 per capire che le cose sono andate in maniera del tutto diversa. La società interessata alla realizzazione dell’impianto, in quel caso la VBIO 1 s.r.l., presentò in effetti nell’ottobre 2011 in Provincia domanda di verifica di assoggettabilità a VIA; tuttavia, allorchè la stessa Provincia richiese integrazioni e chiarimenti, la VBIO 1 s.r.l. non dette riscontro e subito dopo, entrata in vigore, grazie soprattutto all’allora assessore regionale Paolo Petrini ed all’attività lobbistica dei biospeculatori, la legge regionale n. 20 del 31 ottobre 2011 (con il famigerato art. 24, che anticipava di qualche mese la legge regionale n. 3/2012, poi dichiarata incostituzionale), presentò essa stessa istanza di archiviazione. Come a dire: non serve più che la Provincia vada avanti nel procedimento, perché noi la questione l’abbiamo già risolta a modo nostro, facendoci fare una legge a nostro uso e consumo (e – resta da aggiungere, per quanto concerne possibili richieste risarcitorie – anche a nostro rischio e pericolo).

Una delle proteste in Regione da parte dei Comitati per il no al Biogas

Una delle proteste in Regione da parte dei Comitati per il no al Biogas

Le omissioni e le frottole si sprecano, quindi, anche in questa fase finale del biogas; e non mancano nemmeno i casi di millantato credito. Clamoroso quello del Sindaco PD Daniele Piatti, il quale, in una recente intervista a commento della sentenza del TAR Marche che ha annullato l’autorizzazione per l’impianto a biogas di Loro Piceno, ha attribuito all’Amministrazione Comunale da lui diretta il merito di questa importante vittoria giuridica, dal forte sapore politico. Ora, se è vero che il Comune di Loro Piceno ha presentato ricorso al TAR, peraltro affidandosi a due ottimi legali, Aldo Alessandrini e Luca Forte (ai quali Piatti dovrebbe letteralmente fare un monumento perché gli hanno salvato la faccia in più occasioni durante il lungo iter giudiziario della vicenda), è anche vero che il buon Piatti si è dimenticato di riferire che la decisione di ricorrere al TAR gli venne strappata quasi con la violenza, da numerosi cittadini inferociti che avevano nel frattempo costituito il Comitato contro il biogas speculativo, in un’affollata riunione pubblica dell’aprile 2012; che egli, dal settembre 2011 al febbraio 2012, aveva del tutto omesso di informare i cittadini che la VBIO 2 s.r.l. intendeva costruire un impianto a biogas a Loro Piceno, accordandosi informalmente nel frattempo con tale società in gran segreto addirittura per un’opera compensativa; che ebbe pure ad ostacolare l’accesso agli atti da parte dei cittadini interessati; che chiese specifiche relazioni tecniche all’Asur ed all’Arpam solo dietro le insistenze dei cittadini e del Comitato, pur potendole richiedere in via autonoma quale autorità igienico-sanitaria; che ha sempre snobbato il Comitato dei cittadini loresi sorto contro il progettato e poi realizzato impianto a biogas; che in sede di conferenza regionale dei servizi ebbe un atteggiamento molto morbido, a differenza di altri Sindaci ben più combattivi; che, una volta concessa l’autorizzazione (quella poi annullata dal TAR) e mentre i lavori di costruzione dell’impianto procedevano velocemente, fra proteste dei cittadini e molteplici segnalazioni, solo una volta in cinque mesi il responsabile dell’Ufficio Tecnico Comunale, evidentemente poco sollecitato dall’Amministrazione,  si è recato sul posto a controllare e a verificare; che, allorchè si verificò lo sversamento nel fiume Fiastra, dovette essere spronato per fare l’ordinanza di chiusura dell’impianto; che, dopo l’entrata in funzione dell’impianto stesso, i cittadini sono stati lasciati del tutto soli nelle molteplici richieste di intervento dell’Arpam per odori nauseabondi, rumori insostenibili e sversamenti vari. Tutte cose che – purtroppo per il Sindaco Piatti – la cittadinanza conosce più che bene.

no biogas 0Insomma, se vittoria a Loro Piceno c’è stata, il merito principale è stato dei cittadini, che dapprima si sono organizzati in un Comitato la cui guida è stata delegata al giovane Rocco Tirabasso, poi hanno costretto il Sindaco a fare marcia indietro e a resistere davanti al Tar, poi si sono essi stessi costituiti in giudizio tramite gli avvocati Aldo Alessandrini e la giovanissima, capace e battagliera Ilenia Catalini. Una lunga battaglia politica e giudiziaria, il cui esito positivo va ascritto senza ombra di dubbio ai più giovani, che in questa brutta storia non si sono mai tirati indietro ed hanno avuto il coraggio di combattere a viso aperto.

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