Biogas, la Giunta modifica la Legge 3/2012
Fotografati sversamenti a Sarrocciano

Inviata all'Assemblea legislativa la proposta di legge per uniformarsi alla sentenza della Corte Costituzionale. Il Comitato Tutela del Territorio di Corridonia chiede la sospensione del'impianto e documenta operazioni "non trasparenti". Marangoni alla Conferenza su Recanati trova l'appoggio del Comune
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Le foto inviate al Comitato di Corridonia

di Gabriele Censi

Sul filo del rasoio, la vicenda biogas nelle  Marche dopo la sentenza della Consulta. Mentre la Regione corre ai ripari con una proposta di legge adottata oggi dalla Giunta per uniformare la legge 3/2012 alla disciplina della Via alle indicazione della Corte, i comitati continuano a chiedere la sospensione delle autorizzazioni. Il testo inviato all’Assemblea legislativa introduce la valutazione per singoli progetti. Per quelli di minore consistenza, demanda la stessa valutazione ai Comuni oppure alla Provincia per i progetti la cui localizzazione interessa il territorio di due o più Comuni dello stesso ambito provinciale. Inoltre riduce gli oneri istruttori a carico del proponente per la Via e per la verifica di assoggettabilità. Modifica anche i contenuti dell’avviso di deposito per i procedimenti di verifica di assoggettabilità e di valutazione di impatto, in modo da renderlo uniforme a quanto previsto dall’Unione europea.

La Giunta regionale ha anche deciso di inviare una lettera al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, al presidente del Consiglio dei ministri, Enrico Letta, e ai ministri competenti per segnalare come, a seguito della sentenza della Consulta, la stessa legislazione nazionale (a cui si richiamava quella regionale delle Marche, dichiarata parzialmente incostituzionale) non risulta a questo punto conforme alla normativa europea, creando un evidente pregiudizio legislativo, di non facile gestione, nel corretto e trasparente svolgimento dei processi amministrativi di autorizzazione.


canale-sospetto-2“Autorizzare impianti senza una Valutazione d’Impatto Ambientale e senza considerare il cumulo di essi con altri impianti presenti (la centrale a biogas di Corridonia è sprovvista di VIA ed è vicina alla centrale a biogas di Morrovalle e l’impianto fotovoltaico di Sarrocciano) è contro il diritto europeo e la Costituzione Italiana.
Per questi motivi abbiamo chiesto la sospensione dell’autorizzazione. – così il Comitato Salute e Territorio di Corridonia che continua a chiedere all’ente Regionale  il progetto definitivo dell’impianto a biogas di Corridonia.-  Alle ripetute richieste di trasparenza avanzata dai cittadini, la Regione continua a fare ostruzionismo. Sembra proprio che sia un problema inviarci tal documento. I problemi per noi sono altri. L’impianto a biogas di Sarrocciano è entrato in funzione, anche se in maniera ridotta, e non è stato ancora terminato. Come fa ad essere sicuro per l’uomo e l’ambiente tutto ciò? “

Il Comitato ha anche raccolto delle foto, inviate alle autorità competenti, che rivelano operazioni di spandimento di liquami a Sarrocciano: “Anche questo è tutto regolare? Possono quei terreni ricevere tonnellate di liquami provenienti da due centrali a biogas senza inquinare l’ambiente?  Un’altra foto rivela, inoltre, che è stato costruito un canale di collegamento tra l’interno della centrale a biogas di Corridonia ed un fosso esterno alla recinzione dell’impianto. Nella documentazione progettuale iniziale, però, non si prevede la costruzione di tale canale. Per di più la Provincia di Macerata, nella procedura di VIA che non è stata conclusa, ha fatto notare che si dovevano fornire maggiori spiegazioni riguardo le acque di prima e seconda pioggia in modo tale da non compromettere le acque superficiali e sotterranee del territorio. Risposte che devono ancora arrivare. Ma che pretendiamo. Siamo cittadini, non sudditi.”


spandimento-liquame-2Ieri intanto si è tenuta la terza seduta della conferenza di servizi sul progetto dell’impianto a biogas di Recanati.
Questa volta il consigliere regionale Enzo Marangoni è stato ammesso in veste di uditore, senza diritto di parola, Marangoni aveva peraltro già presentato in Regione 14 pagine di osservazioni molto dettagliate con analisi critiche al progetto e con valutazioni sugli impatti che l’impianto creerà su una vasta zona attorno ad esso.

Anche questa Conferenza di Servizi è stata gestita dal Dirigente del Servizio competente,   Minetti.  Il Comune di Recanati si è presentato con un parere tecnico negativo al progetto stesso, affermando preliminarmente che sarebbe stato opportuno fermarsi, visti gli effetti della recentissima sentenza della Corte Costituzionale n. 93/2013 che  ha annullato un parte della legge regionale n. 3/2012. Alla richiesta il dirigente Minetti ha risposto citando l’avvocatura regionale che ritiene che la sentenza non produce alcun effetto, e la Giunta Regionale sta lavorando per emanare una norma a seguito di questa sentenza. Dichiarazioni sconcertanti per  Marangoni “del vero assessore all’ambiente dal 2005 e la posizione che gli organi tecnici regionali continuano a tenere, come se per essi la sentenza della Corte Costituzionale non contasse nulla”.

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