Bocciato il ricorso contro il biogas
Il Tar: “Presentato con un giorno
di ritardo”

MATELICA - Diversi matelicesi si erano rivolti al tribunale amministrativo regionale contro la centrale di località Pezze. "Siamo amareggiati e arrabbiatissimi, esamineremo la possibilità di andare al Consiglio di stato"
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biogas_matelica2di Monia Orazi

Un giorno di ritardo, è questo il motivo per cui i giudici del Tribunale amministrativo regionale delle Marche hanno respinto il ricorso presentato da un gruppo di cittadini matelicesi, assistiti dall’avvocato Maria Raffaela Mazzi, contro la centrale a biogas, in località Pezze. “Amareggiati ed arrabbiatissimi”, si dichiarano i ricorrenti, che hanno deciso di incontrarsi il prossimo 18 luglio alle 18, insieme al comitato “No biogas” di Matelica, per discutere il da farsi, esaminando la possibilità di un eventuale ricorso al Consiglio di stato e per “valutare approfonditamente quanto accaduto, che prescinde dalla validità degli argomenti presentati nel ricorso”. Il ricorso al Tar ha richiesto oltre 4mila e 500 euro per essere presentato e a questo si aggiunge il rammarico che tanti sforzi siano stati vani, per il ritardo di un giorno nella consegna, avvenuta al sessantunesimo giorno, il 27 ottobre 2012, anziché entro il termine dei sessanta giorni come prescrive la legge, dato che il decreto impugnato è stato pubblicato sulla Gazzetta regionale il 12 luglio 2012. Per presentare ricorso al Consiglio di stato il tempo è più lungo: 105 giorni dalla notifica della sentenza. Visto il giorno di ritardo, il Tar scrive che “Il ricorso deve essere dichiarato irricevibile per la tardività dell’impugnazione”. I ricorrenti matelicesi, tra cui ci sono imprenditori vitivinicoli, titolari di aziende agrituristiche e semplici cittadini, nel ricorso avevano chiamato in causa la Regione, difesa dall’avvocato Giuseppe De Bellis, il comune di Matelica, difeso dall’avvocato Maurizio Discepolo e la società proprietaria della centrale la “Società agricola aziende biologiche riunite” di Urbino, difesa dall’avvocato Antonella Storoni, nel ricorso si chiedevano l’annullamento del decreto regionale di autorizzazione all’esercizio della centrale, del verbale della conferenza dei servizi del 6 marzo 2012 in cui il comune di Matelica aveva espresso parere favorevole, mentre la provincia di Macerata non aveva espresso alcun parere, di altri atti collegati, come la determina dell’ufficio ambiente della Provincia sulla verifica di assoggettabilità alla valutazione di impatto ambientale (Via), del parere favorevole di conformità urbanistica ed acustica del sindaco di Matelica. Tra i motivi addotti la mancata conformità del progetto della centrale al piano regolatore comunale ed alle zone di tutela agricola, la carenza nella documentazione istruttoria allegata all’istanza del progetto per consentire un’adeguata valutazione del pregio agricolo della zona. Nell’udienza del Tar si sono costituiti la Regione, il comune di Matelica, la Provincia di Macerata e la ditta proprietara della centrale, deducendo l’irricevibilità e l’inammissibilità del ricorso e chiedendone il rigetto. “Non si è entrati nel merito della discussione, per un problema burocratico – sottolinea il neo assessore comunale di Matelica, Roberto Potentini, tra i firmatari del ricorso – la parte del ricorso relativa alla mancata assoggettabilità alla valutazione di impatto ambientale è stata bocciata dalla legge del Governo che non è un condono e non significa che la Via non si deve fare. Ora vedremo come si muoverà la Regione, se la centrale ha gli estremi per superare la valutazione di impatto ambientale oppure no. Matelica è stato l’unico comune, con la precedente giunta, in cui il comitato non ha avuto il supporto dell’amministrazione comunale. La nuova amministrazione è sensibile su questo tema, saranno attuati tutti gli accorgimenti per verificare che la centrale non faccia danni e non crei problemi al territorio”.



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