Il sì della Regione al biogas a Petriolo scatena le critiche di Giorgi, Marangoni e Acquaroli

I consiglieri regionali disapprovano i contenuti e la modalità della decisione presa in Conferenza dei servizi
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Anche ieri il Comitato di Petriolo ha manifestato in Regione

I consiglieri regionali Paola Giorgi (Idv), Enzo Marangoni (Lega per le Marche) e Francesco Acquaroli (Pdl) contestano il “sì” della Regione alla centrale a biogas a Petriolo (leggi l’articolo):
“Sono fortemente delusa – scrive Paola Giorgi, vice presidente dell’ Assemblea Legislativa delle Marche – dall’ atteggiamento dell’Esecutivo e dell’assessore all’ambiente Donati in merito alla vicenda biogas che hanno totalmente disatteso, anzi reinterpretato in forma opposta, una chiara posizione politica espressa dall’ Assemblea Legislativa regionale attraverso una risoluzione approvata che chiedeva una pausa alle autorizzazioni, una moratoria, preso anche atto del forte dissenso contro il proliferare degli impianti democraticamente espresso dai cittadini. Assessore e giunta hanno fatto finta di niente lasciando che tutto si concludesse con le autorizzazioni quando si sarebbe potuto normare, anche attraverso leggi, per bloccare l’iter e poi riprenderlo dopo l’approvazione di una normativa di riordino adeguata. Esattamente come è stato fatto col fotovoltaico: ma evidentemente le centrali a biomasse sono state trattate in maniera diversa, chissà perchè. Peraltro, gli impianti a biomasse, così grossi, per un totale di 50 mw, stanno già scontrandosi con la mancanza di carburante e di allacci enel e rischiano di non partire. Inoltre, nessuna valutazione integrata di impatto ambientale è stata nè prevista nè
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Paola Giorgi

fatta. Non è questo il buon governo al quale ci ha abituato la giunta regionale: forse qualcosa non va nella gestione della materia specifica (in cui partito dell’assessore e assessore vanno in direzione opposta, ma l’assessore va anche in direzione opposta al buon senso e non fa le proposte che dovrebbe fare e che il partito e i principi programmatici del centro sinistra gli suggeriscono da tempo). Bisognerà parlarne. L’ autorizzazione concessa ieri, dopo cinque Conferenze dei servizi, alla centrale di Petriolo, va in direzione opposta alla tutela e alla valorizzazione del nostro territorio e concede invece ulteriore spazio alle speculazioni sulla pelle del territorio e dei cittadini. Si parlerà ancora di Petriolo martedì in consiglio regionale, dove è prevista la discussione della mia Interrogazione sull’ impianto, specificatamente in merito alla richiesta avanzata dal Comune di Petriolo di entrare a far parte della Riserva naturale dell’ Abbadia di Fiastra (richiesta ora compromessa) e in Parlamento, dove gli On. li Di Pietro e Favia hanno portato, attraverso due distinte interrogazioni su Castelbellino e Petriolo, la vicenda del biogas nelle Marche. L’ Italia dei Valori considera le nuovi fonti rinnovabili di energia un ‘opportunità che deve essere colta nel pieno rispetto del territorio. Non siamo mai stati contrari alla tecnica del biogas e delle biomasse, ma dobbiamo sviluppare piccole centrali, non superiori ai 250 KW di potenza, che rispettino il territorio e le sue vocazioni, che non violentino le direzioni naturali dell’ agricoltura attraverso lo sviluppo di dannose colture dedicate. Siamo per la prossimità, per la filiera corta, per la valutazione del cumulo: non possono piccoli territori, come è accaduto al Comune di Petriolo, sul cui piccolo territorio insistono già ben sei impianti impianti fotovoltaici ed ora anche una centrale biogas, pagare un prezzo ambientale così alto, per la carenza di una normativa regionale efficace. E a chi ci argomenta la bontà dell’ azione dell’ esecutivo regionale ancora con il burder sharing (la ripartizione regionale della quota minima di incremento dell’energia prodotta con fonti rinnovabili in vista degli obiettivi europei prefissati per il 2020) rispondiamo che gli obiettivi possono essere raggiunti anche con le piccole ed innoque centrali biogas, ma sopratutto con fonti energetiche pulite che ad oggi non sono ancora presenti nelle Marche. Che il Governo regionale si attivi immediatamente per sbloccare le richieste giacenti per l’autorizzazioni di parchi eolici: energia del vento, energia pulita.
Produciamo incentivazione alla produzione del fotovoltaico domestico, sui tetti delle case e dei capannoni agricoli e industriali, senza violentare ulteriormente il suolo ed il paesaggio. Concludo stigmatizzando il comportamento di chi, con parole minatorie, ha giudicato “invadente” la posizione di politici, come me, che hanno lottato nell’ ambito delle proprie competenze e responsabilità a tutela del territorio e dei cittadini contro le speculazioni di pochi.

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Enzo Marangoni

Il consigliere regionale Enzo Marangoni ha presentato oggi un’interrogazione regionale sulla situazione del futuro impianto a biogas di Petriolo. “L’azione di Marangoni  – si legge nella nota stampa – prende spunto dalla vicenda di questo comune maceratese per affrontare la situazione generale sulle circa quaranta richieste di autorizzazione pervenute alla Regione per la realizzazione di impianti a biogas e a biomasse, il fallimento della legge regionale di modifica delle procedure di Valutazione di Impatto Ambientale, la semplificazione delle procedure nelle conferenze di servizio che non hanno dato i risultati sperati.  I cittadini marchigiani si vedono minacciati dal proliferare di richieste di centrali a biomasse e biogas proprio in quelle aree agricole importanti per l’economia interna e la tutela dei prodotti tipici locali. Nell’interrogazione Marangoni non mette certo in discussione il principio che muove la realizzazione di piccoli impianti a biogas. Essi avrebbero l’intento di aiutare il settore agricolo oggi in pesante difficoltà consentendo alle aziende del settore di integrare il loro reddito e di poter smaltire con efficacia i propri rifiuti di origine agricola. Ma per il consigliere regionale è l’attuale situazione di “deregulation” e le distorsioni rispetto alle finalità del legislatore in materia che hanno stravolto questo  principio. La conseguenza, denunciata anche da esperti del settore, è che si sta creando troppa attenzione da parte di quei soggetti estranei al mondo agricolo che vedono in questi impianti un sistema rapido e remunerativo per utilizzare fondi pubblici a discapito di salute pubblica, ambiente e mondo agricolo.

Marangoni afferma che in molti casi ci sono dei grossi punti interrogativi che la Regione dovrebbe sciogliere, eccone alcuni: 1) le biomasse necessarie all’alimentazione di questi impianti risultano essere in larga parte provenienti da produzioni lontane dai territori comunali interessati, con relativo aggravio ambientale dovuto al trasporto delle stesse tramite mezzi pesanti su gomma e altri mezzi altamente inquinanti e dannosi per l’ambiente, 2) le garanzie fidejussorie relative a futuri eventuali smantellamenti degli impianti spesso non garantiranno la totale copertura delle spese di dismissione e si avranno oneri aggiuntivi per la comunità locale, 3) non esistono certezze sul fatto che alcune di queste strutture potrebbero in futuro essere convertite in impianti a mini-turbogas – pertanto una sorta di inceneritore a scala ridotta – o ad  impianti per la macerazione degli scarti dei depuratori (fanghi da depurazione) o a miniinceneritori. L’appello e la richiesta di Marangoni consistono, nello specifico di Petriolo, nel chiedere se è intenzione della Giunta Regionale, adoperarsi al fine dell’adozione di un atto volto a bloccare l’iter di autorizzazione alla realizzazione dell’impianto a biogas di Petriolo e quali strumenti si intende adottare per garantire la salute delle popolazioni locali e la tutela del territorio del Comune di Petriolo. Più in generale Marangoni stimola il Presidente Spacca e l’assessore all’ambiente per sapere quali misure più restrittive si vorranno adottare al fine del superamento della Delibera di Giunta Regionale n. 1191 del 1 agosto 2012. Questa delibera  non risulta sufficiente a garantire la tutela del territorio marchigiano dalla proliferazione quasi indiscriminata degli impianti a biomasse o a biogas,  quali norme e atti di indirizzo più trasparenti ed incisivi si intende deliberare al fine della produzione di un’energia veramente “pulita” nel rispetto dei veri princìpi della Green Economy e del delicato equilibrio del territorio.

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Francesco Acquaroli

“L’energia serve, dobbiamo sostituire la produzione di energia nucleare con le rinnovabili – dichiara a CM Francesco Acquaroli, consigliere regionale del Pdl –  Queste però devono essere utilizzate nella maniera migliore. Basti guardare il fotovoltaico che doveva servire a sostenere l’agricoltura mentre è stato fatto l’esatto contrario. Sarebbe stato giusto che la realizzazione fosse compiuta direttamente da agricoltori per una connessione tra il territorio e la produzione di energia. Non bisogna essere ideologicamente contrari ma la politica deve rintracciare aree idonee e non idonee per salvaguardare un patrimonio paesaggistico e naturale che abbiamo. Questi aspetti sono stati trattati in maniera frettolosa.
Non ci sto ad accettare che il centro destra venga additato come consenziente quando abbiamo più volte richiesto una regolamentazione adeguata. In materia non vogliamo cavalcare l’onda della protesta. C’è un impegno a 360 gradi del centro destra. Noi siamo attenti all’ambiente e alla salute. C’è chi segue i comitati e chi invece lavora nelle sedi istituzionali. Su Petriolo c’è una mia interrogazione come c’è quella della Giorgi. Abbiamo cercato con intelligenza di capire i problemi nel rispetto delle parti”.

Acquaroli parla anche della situazione a Potenza Picena: “Qui siamo davanti ad una procedura che ci mette davanti un progetto. Ieri abbiamo fatto una riunione col Sindaco e i cittadini. C’è paura ma manca la consapevolezza di ciò che accadrà. Si tratta di un’area – quella vicino al semafori di Chiarino –  colpita in maniera ripetuta dalle alluvioni, ha visto il proliferare di attività di ristorazione e artigianato, c’è l’acquedotto comunale. Le alternative vanno valorizzate ma scelte in maniera consona”.



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